Mariano Rongo, in arte Zorama, è un apprezzato cantautore, elemento di spicco nel settore definito “di nicchia” del rock italiano.

Artista poliedrico e “multi genere” è molto stimato dai colleghi del settore per via della sua musica ricercata, mai banale, capace di spaziare tra generi differenti, brani dark rock, altri pop, alcuni acustici o addirittura sinfonici, le sue fonti d’ispirazione sono molteplici, dalle band alternative rock britanniche, i Pink Floyd, o addirittura i compositori classici, da Bach a Chopin.

Mariano Rongo nasce a Napoli il 25 aprile del 1973, s’avvicina alla musica per mezzo del fratello maggiore che passava ore intere a suonare al pianoforte pezzi di musica classica, poi col tempo emerge la sua anima rock acquisendo una sua particolarissima identità che lo ha portato, nel corso degli anni, alla pubblicazione del suo quarto lavoro discografico “Cavalli di razza”.

Zorama-01Vanta numerose collaborazioni, da Federico Salvatore a Petri Kaivanto (Artista finlandese che compare anche in “Cavalli di Razza”), Franco Migliacci (celebre autore di Nel blu dipinto di blu), Saughelli, Aldo Granese, Laye Ba, Marcella Boccia, Varnadi, i Resurrextion, ecc.

Tra le sue principali esperienze musicali vi sono “Accademia Sanremo” nel 2001, “Castrocaro” nel 1994 e 1997, “Grand Prix de la Musique 1993” e soprattutto la tournèe di prestigio “Laappenranata Festival” in Scandinavia dove partecipò come ospite.

Infatti è proprio la penisola scandinava che ha dato a Zorama le maggiori soddisfazioni, tutto cominciò per caso nel 2001 quando Mariano Rongo andò a trovare un suo caro amico residente da anni a Helsinki. E lì, un po per caso, cominciò una lunga avventura fatta di concerti, tournèe e partecipazioni televisive sulle reti nazionali, un’avventura che dura tutt’ora in un paese che sembra aver dato più spazio di quanto è riuscito a fare il nostro, che da tempo attraversa una certa “flessione culturale” musicalmente influenzato dalla logica dei “talent show” e con le principali emittenti radiofoniche bloccate dalla “playlist” che concedono poco spazio alla musica alternativa.

SAMSUNG DIGIMAX A503
Zorama con Federico Salvatore

Il suo primo lavoro, “Cerchi e semicerchi” del 2004, ha vinto un premio al valore letterario dei testi al “Rock Contest Eur Festival 2005”, ed è stato inserito negli archivi musicali delle biblioteche di Helsinki. Segue poi “Frequento il vento” del 2008, e “Involitudine” del 2012, che venne presentato in una serata a Villa Bruno a San Giorgio a Cremano, in un evento a cui parteciparono molti suoi colleghi, giornalisti e amici del “cantaurocker”.

Zorama, racconta un po: cos’è “cavalli di razza”?

“Cavalli di Razza (Rarities)” è un disco esclusivamente digitale ed è una sorta di raccolta, di adunata di alcuni miei brani vestiti in maniera differente o addirittura mai usciti. C’è solo un brano – TALLINN – che è stato ripescato dal disco “Cerchi e semicerchi” così come era allora, ma rimasterizzato per questo disco.

Cosa ti ha spinto a “rispolverare” questi brani inediti dal cassetto?

Il desiderio di liberarli dal cassetto e di farli correre liberi per le praterie del suono.  C’è anche un brano semi inedito “LUCI”, scritta da me e Petri Kaivanto e cantata da entrambi in italiano e in inglese. Un brano del 2014 scritto di getto a Helsinki a casa di Petri e arrangiato da noi stessi il giorno dopo. Un brano sperimentale. Sono brani che ho gia’ pubblicato…solo che erano vestiti in maniera differente…un abito vecchio ma non obsoleto. Solo diverso anche se più datato. Ecco… questo album raccolta è un po’ il ponte che mi porterà a pubblicare il mio vero disco di inediti entro la fine di questo anno. E poi c’è da dire che il mio primo album “Cerchi e semicerchi”, oggi è introvabile! Anche in rete non lo si trova.

Racconta un po il tuo primo lavoro “cerchi e semicerchi”

E’ il mio album più ROCK. Ho scritto ogni parola, verso, virgola, punto, respiro, pausa, ecc. da solo. Un po’, appunto, come “Cerchi e semicerchi” posso dire che il nuovo imminente album di inediti sarà piu’ vicino all’audacia alternative rock del mio primo album, ma non è un ritorno alle origini, bensì solo il desiderio vivo e ardente, spontaneo e libero di essere “INDIE”.

Racconta un po’ la tua evoluzione artistica nei due dischi successivi…

Dopo Cerchi e Semicerchi venne, a distanza di 3 anni, “Frequento il vento”, album anomalo per scrittura ed ambientazioni, spaziavo dal piu’ naturale cantautorato al rock estremo.

Nel 2012 ci fu poi “Involitudine”, disco lunghissimo (18 brani) che chiudeva la trilogia della mia personalissima POCO DIVINA COMMEDIA. I tre dischi erano in qualche maniera collegati…

Quale nesso li collegava?

Erano le tematiche che poi li legavano, anche se poi erano e sono, tutt’ora, ascoltabili anche da soli. Il primo si svolgeva nei labirinti della mente. Il secondo usciva fuori e respirava l’aria del reale. Il terzo (più Dantesco), era un volo pindarico in musica.

Torniamo a Cavalli di Razza.

In molti mi hanno chiesto di “Cerchi e semicerchi” e del fattZorama-02o che non si trovasse nemmeno in digitale. Ma per ora, purtroppo, per diversi motivi, non posso far nulla per riappropriarmene … Ma in “Cavalli di razza” trovano spazio ben 5 o 6 brani di quel disco, ma come ti dicevo all’inizio, in una veste differente.

La copertina è di Davide Matrisciano, mio amico e collega cantautore, proprietario dell’etichetta Prehistorik Sounds, che pubblica apppunto Cavalli di razza. C’è una versione particolare di “Amore nucleare”, che amo molto.

È dunque è anche un modo per recuperare in parte “Cerchi e semicerchi” per chi non ha avuto l’opportunità di ascoltarlo, è un tentativo di recuperare le origini…. Ma prima o poi troverò il modo di ripubblicarlo o di risuonarlo e di riproporlo. Magari nel 2020 per i 15 anni dalla sua uscita!

Prossimi progetti?

Ritornare a suonare live con la mia band e far conoscere il mio prossimo album a più gente possibile, mentre continuo a lavorare al mio prossimo disco di inediti. A breve (giugno) tornerò in Finlandia per un paio di concerti promozionali… ormai sono di casa li. E’ dal 2001 circa che mi esibisco in quel fantastico posto dalla grande apertura mentale. Ancora non avevo pubblicato nemmeno un disco!

“Cavalli di razza” di Zorama è sarà disponibile interamente in digitale dal 22 aprile su iTunes edito dall’etichetta Indie “Prehistorik Sounds”.

 


*Se hai trovato un errore di ortografia, può avvisarci selezionando il testo e premendo Ctrl+Invio.

Comments

comments