Wonder: un film sulla diversità. Scopriamo la Sindrome di Treacher Collins

0

“Diversamente fighissimi”, la rubrica di Polis Sa Magazine dedicata al mondo dei disabili oggi vi invita al cinema e il film che abbiamo scelto per voi è “Wonder”.

Stiamo parlando della pellicola uscita ultimamente, il 21 dicembre, per la regia di Stephen Chbosky, che vanta un cast composto da attori eccezionali quali Julia Roberts, Owen Wilson, Jacob Tremblay e Emma Tremblay, Daveed Diggs, Mandy Patinkin, Sonia Braga e Ali Liebert.

La 01 Distribution ci offre quindi un genere drammatico, trattando il film delle problematiche legate alla Sindrome di Treacher Collins. Ricordiamo che questa patologia, conosciuta anche come sindrome di Franceschetti-Zwahlen-Klein o disostosi mandibolo facciale, è una disfunzione autosomica dominante associata a una mutazione in cui l’età paterna avanzata è un fondamentale fattore di rischio. Le malformazioni facciali sono solitamente bilaterali e asimmetriche e nella maggior parte dei casi l’intelligenza non viene compromessa.

Nel film, il piccolo protagonista si chiama August Pullman, detto Auggie, ed è interpretato da un bravissimo Jacob Tremblay e i centotredici minuti iniziano con l’apertura dell’anno scolastico. Auggie deve frequentare la quinta elementare; niente di eccezionale penserete voi, se non fosse che per il bambino è un’assoluta novità, essendo stato costretto fino ad allora a studiare privatamente a casa per via dei tanti interventi chirurgici, ventisette in tutto. Le lecite preoccupazioni dei genitori, Isabel e Nate, interpretati da Julia Roberts e Owen Wilson, vengono contrastate dalla dignità di Auggie che, con fierezza e caparbietà, nascondendosi dietro un casco da astronauta, emulando gli eroi del suo amato “Star Wars”, si fa spazio nel tessuto sociale e scolastico, divenendo addirittura il collante tra compagni di scuola, maestri e insegnanti.

Auggie: So di non essere un normale bambino di 10 anni. Ho subito 27 operazioni: mi sono servite per respirare, per vedere, per sentire senza un apparecchio. Ma nessuna di loro mi ha dato un aspetto normale.

Questo il film che, non dimentichiamolo, è tratto dal libro di R. J. Palacio, pseudonimo di Raquel Jaramillo, pubblicato nel 2012 e ispirato da una storia vera. E la realtà? La realtà è certamente difficile, soprattutto in una società in cui l’aspetto fisico e l’omologazione sono tanto sopravvalutati.

Auggie è un bambino di dieci anni, ma i bambini crescono e una patologia che deforma i propri tratti somatici può causare problematiche anche a livello psicologico. Inoltre, viviamo purtroppo l’epoca del bullismo, in cui ragazzi con evidenti tare psicosociali e comportamentali, aborrono il diverso eleggendolo a capro espiatorio del loro disadattamento.

Jack (Noah Jupe): Vorrei poter controllare il tempo.
Auggie: Vuoi questo come super potere? Mi sembra un po’ stupido.
Jack: Tu che vorresti?
Auggie: Essere invisibile.

Possiamo dire quindi che “Wonder” è un film adatto ai giovanissimi? Penso di sì, sicuramente per i valori che trasmette e per gli insegnamenti “subliminali” di cui possono beneficiare dalle due ore di visione. Non arrendersi alla vita, ma combattere le difficoltà e andare avanti è sicuramente uno di quelli, ma anche non giudicare, non soffermarsi alle mere apparenze, non deridere qualcuno senza aver sperimentato prima la sua stessa situazione.

In fondo, i “diversi” possono essere diversamente fighissimi e questo è wonderful!


*Se hai trovato un errore di ortografia, può avvisarci selezionando il testo e premendo Ctrl+Invio.

Comments

comments