Vivibilità: Nord vs. Sud e Cyber-polemiche

L'eterno contrasto Nord - Sud è da sempre il soggetto preferito di chi ogni nuovo anno propone l'analisi della vivibilità sul territorio Italiano. Ma è davvero necessario questo studio, o serve solo ad alimentare una polemica che ora si fa spazio anche tra i social network?

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il-sole-24-oreCome ogni anno, lo scorso dicembre il Sole 24 ore ha svolto l’indagine sulla “vivibilità” delle province italiane. Sono stati tenuti in considerazione 36 indicatori rientranti in sei aree tematiche: Tenore di vita, Affari e Lavoro, Servizi – Ambiente – Salute, Popolazione, Ordine Pubblico, Tempo libero. La classifica finale ritrae lo storico dualismo del Bel Paese: da una parte la capolista Bolzano e Milano si posizionano nella top five, dall’altra le provincie del Sud vanno a concentrarsi nella parte finale. La pubblicazione della graduatoria non ha lasciato indifferente il fervente pubblico dei social network, soprattutto quello proveniente dal mezzogiorno, che non ha perso l’occasione per schierarsi.

A capeggiare i due macro-gruppi duellanti troviamo due Leader-prototipo: nell’angolo blu il classico “terrone” che si fa beffe dei dati statistici con il suo spensierato motto – ma qua teniamo il sole e il mare! –  nell’angolo rosso il genio matematico che, elevando gli indicatori a suo personale “Testo Sacro”, sarebbe disposto a raffazzonare frettolosamente le sue quattro cianfrusaglie per raggiungere uno dei capoluoghi battistrada, ove è convinto di potersi agevolmente ritagliare il suo angolo di felicità.

polemicaNon vogliamo sindacare i criteri scientifici nelle cui maglie l’autorevole quotidiano irretisce il concetto soggettivo, sfumato ed etereo della “qualità della vita”; piuttosto ci snerva il modo acritico con cui il popolo “facebookiano” recepisce notizie, esprime opinioni, e finisce per mettere in scena la versione fantozziana e telematica di un simposio. Dunque, ci vien voglia di vestire la casacca bianconera dell’arbitro per lanciare un monito ai suddetti contendenti. Si farà notare al primo che da Scampia il nostro amato mare non si vede e che in certi bassi di Napoli i raggi del sole non penetrano (si veda la storica gracilità degli “scugnizzi”); al calcolatore incallito, d’altro canto, si ricorderà che i numeri, presi a riferimento senza il filtro di una coscienza storica, non valgono molto più di quelli della tombola. Espresso il nostro modesto punto di vista, vogliamo invitarvi a leggere, informarvi e costruire una vostra solida opinione sulle profonde e radicate differenze che caratterizzano il nostro paese, ripudiando così il disfattismo di chi è troppo pigro per capire o l’ingenuità di un improbabile favola neoborbonica. Ciò che oggi può essere misurato, mediante rapporti e tabelle, è frutto degli accadimenti verificatesi dal 1861 in poi (e anche di quelli precedenti). E quantomeno, se proprio non potete rinunciarci, vi fungerà da palestra per presentarvi più ferrati alla vostra prossima cyber-polemica.


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