Viene Viene la Befana!!!…

Niente nasce dal nulla e come per tutte le altre feste, l’Epifania ha radici antiche, da ricercarsi nelle tradizioni pre-cristiane.

C’è molto da raccontare su questa festa, a partire dal significato delle “dodici notti”, per arrivare ai significati antropologico-culturali nascosti nella figura dei magi, ma per il momento, continuiamo sulla nostra strada e percorriamo a ritroso la strada che ci porta fino al culto della Grande Dea Madre, per indagare i significati legati ad essa.

In diverse ere e culture i giorni che vanno dal Natale al 6 Gennaio venivano festeggiati perché legati alla fine del solstizio d’inverno. In popoli la cui sussistenza era legata all’abbondanza dei raccolti e ai frutti della terra, la fine del buio inverno e la rinascita del sole erano un’occasione troppo importante per non venire considerata “sacra”.

Nel grande nord, dove l’inverno è particolarmente freddo e buio si narra che Odino, in questi giorni in cui il sole riprende vigore e le giornate cominciano ad allungarsi, percorresse l’arco del cielo portando doni ai comuni mortali.

Nell’antica Grecia era la dea Era a percorrere il cielo portando doni e abbondanza durante i dodici giorni solstiziali.

In Egitto, il 6 Gennaio, si festeggiava la nascita del dio Eone, con una processione sulle sponde del Nilo.

Statuette raffiguranti Epona, la dea amazzone, venivano poste dai Celti in piccole edicole nelle stalle con il compito di proteggere gli animali e di favorire l’abbondanza dei raccolti e la fertilità della terra.

La Grande Dea Diana, venerata in Europa, attraversa i cieli notturni, facendo doni agli uomini, simbolo dei semi dormienti, ma pronti a fiorire in primavera.

Nelle antiche tradizioni del popolo Italico, all’alba del Solstizio nasce il sole bambino, mentre, nella dodicesima notte dopo il Solstizio, viene celebrata la morte e la rinascita della Grande Dea della Natura, con riti atti a propiziare la fertilità dei campi.

Al Solstizio la Grande Dea dà alla luce il sole bambino, il figlio divino promesso agli uomini. Madre Terra si è donata senza riserve nei mesi precedenti. Con la sua linfa vitale ha fecondato i campi e i grembi delle donne, ha donato grano e frutti di ogni sorta al mondo. Si veste ora da anziana, apparendo a noi stanca, spoglia, avvolta nel suo mantello bianco come la neve. E’ giunto per lei il momento di riposare e come un ramo secco, si getta nelle fiamme per donarsi ancora una volta al mondo, sotto forma di luce e calore, e prepararsi a rinascere nelle vesti di Dea fanciulla, in primavera. In questa sua ultima notte, si manifesta al mondo sotto forma di anziana e solca i cieli elargendo doni, simbolo dei semi (intenti e progetti) che cresceranno nel ventre della Terra ricoperto di neve, per sbocciare in primavera. Dalla Grande Dea nel suo aspetto di Crona, deriva quindi la figura della Befana.

Nella tradizione rurale italica, la Befana, dunque, è venuta a incarnare la figura pagana di Madre Natura nei giorni in cui si celebra la morte e la rinascita della natura. Per questo in molte parti d’Italia si eseguono diversi riti purificatori in cui si scaccia il male e la cattiva sorte facendo un gran rumore, percuotendo dei pentoloni o accendendo dei grandi falò, in cui spesso viene bruciato un fantoccio dalle sembianze di vecchia strega.

Poiché la Befana è l’immagine della Madre Terra, colei che presiede a tutto ciò che si rinnova e dispensatrice di doni e frutti, alla terra sono legati anche i regali che nella tradizione, elargisce ai bambini: fichi secchi, noci, castagne, mele, diventati, ahimè, ai giorni nostri tanti dolciumi industriali.

Con il trascorrere dei secoli la Befana perde la propria connotazione benigna di Madre Natura e, sotto la spinta del Cristianesimo, comincia a essere considerata una sorta di strega.

Nel Medioevo, periodo a tinte fosche in cui forti sono le credenze e le paure popolari, la componente magica e demoniaca trasforma una divinità della fertilità, in una vecchia malvagia e dissoluta legata a satana (janara).Il mito legato al periodo romano di Diana, dea notturna e dell’abbondanza che, in compagnia di altre donne, sorvolava i campi appena seminati per renderli fertili, decade sino a trasformare queste donne in malvagie streghe brutte e sdentate, dai capelli arruffati e dagli abiti cenciosi, aprendo così la strada all’iconografia della Befana giunta sino ai giorni nostri. La Chiesa Cristiana, che bollò questi rituali di fertilità pagani come demoniaci e la fantasia popolare, portarono alla credenza che queste streghe fossero solite solcare il cielo a cavallo di una scopa nella notte tra il 5 e il 6 Gennaio per compiere i loro sortilegi. Poiché una dea, buona e generosa non poteva trasmutare improvvisamente se stessa in una strega assolutamente malvagia, nella credenza popolare, questi due aspetti continuarono a convivere.

La Befana divenne quindi una vecchia signora capace di portare in sé sia il bene che il male: gentile e benevola come Dea della Terra e della fertilità, si sa dimostrare, però, cattiva e spietata con chi non rispetta le regole.

Sino alla fine del ‘500 comunque la Befana non è ancora una persona sola, che viene incarnata da queste donne-streghe, ma soprattutto è una festa;una festa in cui si accendono fuochi e si suona e si balla per esorcizzare l’inverno con le sue paure (la faccia demoniaca della Befana) e si festeggia l’arrivo di una nuova stagione, si spera, ricca di messi e di doni (la faccia buona della befana).

Sino alla fine del ‘600, persiste la credenza che le Befane siano due, una buona e una cattiva.

Con il passare degli anni le due diventano una, buona e cattiva al tempo stesso, ma rimane sempre una splendida occasione per fare festa.

Una festa a cui partecipano tutte le classi sociali senza distinzioni tra nobili e plebei. Da questo periodo in avanti la Befana diventa sempre di più la figura fantastica e folcloristica che è arrivata sino ai giorni nostri: una vecchia, spaventosa nell’aspetto ma buona nell’animo, che viene a portare doni per i bimbi buoni e carbone (nero, il simbolo del peccato) per chi si è comportato male.

 

Le immagine sono prese da www.google.it


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