Karl Marx, nel 1848, iniziò il suo Manifesto così:
«Uno spettro si aggira per l’Europa: lo spettro del comunismo. Tutte le potenze della vecchia Europa si sono coalizzate in una sacra caccia alle streghe contro questo spettro: il papa e lo zar, Metternich e Guizot, radicali francesi e poliziotti tedeschi. […] È ormai tempo che i comunisti espongano apertamente in faccia a tutto il mondo il loro modo di vedere, i loro fini, le loro tendenze, e che contrappongano alla favola dello spettro del comunismo un manifesto del partito stesso…»

Newly appointed Greek Finance Minister Yanis Varoufakis attends a hand over ceremony in Athens, January 28, 2015. Greece's finance minister on Wednesday said he plans to meet European counterparts to find a deal between the country and its creditors to replace the current bailout programme, stressing that one could be found without a "duel" with Europe. REUTERS/Marko Djurica (GREECE - Tags: POLITICS BUSINESS) - RTR4NAUV

Uno spettro, incarnato nell’unione di diverse forze sociali, prende vita a Berlino. Yanis Varoufakis, ex ministro greco dell’economia del Governo Tsipras, dopo qualche anno di riflessione, presenta al mondo il suo nuovo movimento “Diem 25– Democracy in Europe Movement, istituito nel Febbraio del 2016. L’obiettivo è il 2025: il movimento vorrebbe democratizzare le istituzioni europee entro tale anno, da qui “D(i)em” che sta per Democracy (e “Diem” per ricordare il “Carpe Diem” e l’opportunità da non lasciarsi sfuggire). I sei punti principali attorno a cui verte il Green New Deal, il “Manifesto” politico sono:
– maggiore trasparenza delle istituzioni europee;
– welfare;
– salario minimo europeo;
– investimenti, in particolare sulla green economy;
– investimenti sull’accoglienza migranti;
– misure per la limitazione della finanza speculativa.

 

Yanis Varoufakis non sembra essere figlio del suo tempo: le sue analisi, contenute nel diem25volume “Il Minotauro globale“, analizzano a fondo le crisi dell’Eurozona, indicandole come sintomi di una patologia che affonda le sue radici nella crisi finanziaria per eccellenza, quella del 1929. La ciclicità delle crisi offerte dal capitalismo si affianca ai limiti del sistema bancario nella nuova edizione, in cui l’autore introduce il neologismo “bancarottocrazia”. America e Germania ricoprono un ruolo privilegiato nell’analisi promossa, basata sulle scelte prese negli ultimi anni, in cui emergono anche i paesi emergenti del BRICS. Armonia sociale è la parola d’ordine. Qui una sua intervista per L’Espresso.

Diem25 conta tra le sue fila anche Noam Chomsky, Vivienne Westwood e Brian Eno. Il modello a cui si ispira è quello immaginato da Jurgen Habermas: gli Stati Uniti d’Europa, espressione già utilizzata in passato da Washington, Bakunin, Keynes, Trotsky ed, infine, Altiero Spinelli.

Infine, a chi chiede se il movimento abbia aspirazioni “a sinistra”, Varoufakis risponde:
«Lo scopo di Diem è quello di creare una coalizione tra progressisti che capiscono come l’unica risposta realistica alla crisi dell’Europa (e di ciascun Paese d’Europa) consista nel cambiare le politiche dell’establishment: sia quello europeo sia quello di ciascuno Stato. Per fare questo abbiamo bisogno di marxisti, socialisti, progressisti, liberali e perfino di conservatori illuminati (“progressive conservative”). La sinistra non è, da sola, in condizioni di offrire le infrastrutture per dare una risposta con cui combattere le cause di questa crisi»

 

 

 


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