Unesco: cinque nuovi siti in Sicilia

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Altri cinque siti potrebbero entrare nel percorso arabo-normanno tra Palermo, Monreale e Cefalù dell’Unesco.

A tre anni dal riconoscimento del sito arabo-normanno di Palermo come patrimonio dell’Unesco, si comincia a discutere di nuovi ingressi. Se n’è infatti parlato al Palazzo Reale, nel corso di una conferenza che il Comitato di Pilotaggio ha organizzato proprio in occasione di questo importante anniversario. Sono cinque i monumenti che potrebbero essere dichiarati “patrimonio dell’umanità”, in particolare il Castello a Mare, che è quello che versa nelle condizioni migliori, anche perché ricade nell’area del porto, interessata da un importante intervento di recupero; al secondo posto c’è il Palazzo di Maredolce, in condizioni precarie.
Quando venne costruito il dossier di candidatura per l’iscrizione nella World Heritage List Unesco del sito seriale “Palermo arabonormanna e la cattedrali di Cefalù e Monreale”, in provincia di Palermo furono censiti 22 siti, di cui soltanto nove con requisiti di idoneità necessari per essere dichiarati “patrimonio dell’umanità”.
Ma il convegno per il terzo anniversario dell’iscrizione alla lista del patrimonio Unesco non è stato privo di polemiche. “E’ rimasto tutto così come era, l’Unesco non ha ancora fatto nulla. Ci dicano cosa intendono fare della spianata davanti a Palazzo dei Normanni che per anni è stata adibita a parcheggio. Non so bene di chi sia le responsabilità, visto che c’è un rimpallo tra Comune e Unesco. Potremmo farlo noi se ci dessero le autorizzazioni”, questa la provocazione del presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè. “E’ importante – ha aggiunto – che laddove ci sono siti Unesco vi siano tutte le carte in regola e che tutto venga percepito come qualcosa che funziona, altrimenti si rischia, specialmente in un periodo di populismo come questo, che tutto venga considerato come un carrozzone malfunzionante. In questo momento Palermo è straordinaria e non c’è dubbio che uno dei motivi è dovuto al fervore culturale che vede Palermo Capitale della Cultura italiana e il ruolo fondamentale che svolgono Palazzo Reale e la Fondazione Federico II”.
Presente al convegno anche il sindaco Leoluca Orlando, presidente del comitato di pilotaggio. “Questi tre anni – ha detto – hanno visto una straordinaria esperienza di collaborazione fra le istituzioni, testimoniata dal comitato di pilotaggio che vede al proprio interno tutti i soggetti che a vario titolo concorrono alla salvaguardia e valorizzazione del sito Unesco: è un modello di collaborazione che dovremo essere capaci di applicare a tanti settori della vita pubblica e amministrativa. Anche a questa capacità di operare in sinergia, mettendo ognuno a frutto le proprie competenze e risorse e valorizzando quelle altrui, si deve lo straordinario successo che il sito di Palermo, Cefalù e Monreale, certamente nel quadro più ampio di Palermo Capitale della Cultura, sta riscuotendo sia in termini di attrattività turistica sia come volano di nuovo sviluppo e nuova economia del territorio”.


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