Istruzione: una proposta dal basso per il diritto allo studio

L’appuntamento è alla Casa dello Studente di via Cesare de Lollis (RO) sabato, 27 Febbraio. Link Coordinamento Universitario ha indetto un’assemblea per parlare di diritto allo studio. Il DSU in Italia è previsto dagli art. 33 e 34 della Costituzione e prevede oltre a fondi sotto forma di borse di studio, anche l’erogazione di servizi come trasporti, mensa ed alloggi. Peccato che la legge in materia, a livello nazionale e regionale, sia inadatta e anacronistica rispetto alle reali esigenze degli studenti. Inoltre, da quest’anno con l’introduzione del nuovo calcolo ISEE, il 20% degli studenti ha perso la borsa di studio. C’è il caso degli idonei non beneficiari, del calo che si è avuto dei diplomati che hanno poi deciso di iscriversi all’università: quest’anno le matricole in meno sono state circa 40mila rispetto agli anni passati.

Lancio2-1024x379È per questo che sabato, il sindacato studentesco vuole proporre e discutere la legge di iniziativa popolare per il diritto allo studio universitario. La proposta degli studenti è quella di voler rendere l’Università accessibile e sostenibile a tutti partendo da alcuni punti cardine, e cioè: il fondo delle borse di studio dovrà essere adeguato al numero dei richiedenti e la borsa dovrà giungere agli studenti entro una data funzionale (non alla fine dell’anno accademico), l’istituzione di una “no tax area”, i servizi (mensa, trasporti, alloggi) dovranno essere di qualità, corrispondenti alle esigenze degli studenti e soprattutto gratuiti (o previsti già dalla borsa).

Il nostro Paese riesce attualmente a coprire il 10% degli studenti in materia di DSU, a differenza, ad esempio, della Svezia che riesce ad occuparsi del 70% dei suoi ragazzi, come fa in generale il resto dell’Europa.

univ.stranieriInvestire nell’istruzione, nella cultura, significa del resto riuscire ad avere un’idea anche del futuro. E quest’ultimo sarà costituito da ragazzi che, ora, vogliono impegnarsi ad intraprendere una carriera scolastica, universitaria e infine lavorativa. In Italia, tuttavia, decidiamo di privare i nostri giovani adulti del proprio futuro, decidendo di tagliare fondi prima di tutto all’istruzione.

Del resto perché sarebbe una saggia decisione investire nel futuro del proprio Paese?


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