Una notte di Teatro al “G.B.Vico”. Mascolo “Vi racconto i grandi attori”

La docente Staiano “Il teatro è strumento fondamentale per i giovani”

di Davide Speranza

Teatro e giovani. Una distanza che, spesso abissale, viene cancellata in una notte, quella dedicata al Liceo Classico. Lo scorso venerdì, la manifestazione arrivata alla IV edizione – sostenuta dalla dirigente Teresa De Caprio e dai docenti che hanno curato laboratori, attività di studio e organizzazione – ha visto  lo storico edificio G.B.Vico di Nocera Inferiore spalancare le porte alla città fino a mezzanotte. Più di trenta gli eventi su teatro, storia, nuove tecnologie, arte, letteratura.

Uno scenario che ben si è predisposto ad accogliere il recital/conversazione di Giuseppe Mascolo, a cura della professoressa Teresa Staiano e degli studenti del Laboratorio di Teatro Classico del Liceo Vico. L’Aula Magna dell’istituto è diventata luogo performativo, con gli studenti intenti a recitare, leggere versi,

Giorgio Albertazzi in uno spezzone video

suonare colonne sonore. Un telone bianco ha ospitato stralci videoproiettati con protagonista Giorgio Albertazzi nelle sue “Memorie di Adriano”.

Così, trent’anni di teatro, una vita passata nel cuore pulsante delle tavole di un palcoscenico. Lo scrittore, direttore del Festival Magna Grecia e del Teatro Bellini a Napoli, ex assessore alla Cultura e Turismo di Comuni come Angri, Amalfi, Minori, Giuseppe Mascolo, ha riassunto la sua esperienza vissuta accanto a grandi attori e registi italiani. Lo spunto è partito dal suo libro “Teatro e profili, Teatro e società”, nelle cui pagine ha raccontato i mostri sacri del teatro italiano ed internazionale come Giorgio Albertazzi (al quale è dedicato il volume), Irene Papas, Isa Danieli, Mariangela Melato, Toni Servillo, Glauco Mauri, Moni Ovadia. Un tripudio di volti e voci, impossibile da comprimere in 50 minuti. Da qui la scelta di quattro nomi Albertazzi, Papas, Pamela Villoresi ed Elisabetta Pozzi. Sull’onda del ricordo e dell’emozione aneddotica, Mascolo ha ripercorso il loro “fare” teatro, nel senso più profondamente artigianale del termine.

Mascolo prima del recital

<<Alcuni di loro li ho conosciuti in camerino per la prima volta. In quei cinque minuti, avveniva il miracolo. Ti entravano nel cuore, nella pelle. Sono rimaste alcune figure, alle quali ho fatto un ritratto di autore>> racconta Giuseppe Mascolo. Tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta – periodo di grande fervore sperimentale nel teatro italiano e partenopeo – Mascolo si divideva tra la direzione generale del Bellini e il coordinamento dei teatri privati del Sud. <<In quel tempo, Tato Russo ed io, ci dividevamo i ruoli. Abbiamo creato per Napoli un avamposto culturale nel Mezzogiorno>> ha ricordato l’ex direttore, che nello storico castello di Angri ha organizzato più di 1200 eventi, portando la sua esperienza anche ad Amalfi e Minori, in un continuo snodarsi nelle pieghe del grande teatro classico. <<Ho sempre avuto l’idea che il cambiamento passasse per la cultura e per il rapporto tra cultura ed economia. Tutto questo porta le persone all’emancipazione, un concetto che cercammo di portare avanti con Achille Bonito Oliva ai tempi del Premio Antipatia o anche con Naples in the World. Alla fine, il teatro è la vita, ti consente di partire da un punto e arrivare alla conclusione, ritornando poi indietro per capire meglio. Un modo affascinante di esplorare il mondo, gli atteggiamenti, l’odio, l’invidia, l’amore, uno sguardo, un movimento. Insomma l’uomo>>.

Woody Allen

Tra i personaggi incontrati in oltre trent’anni di teatro e management culturale, spiccano due nomi: Kim Rossi Stuart e Woody Allen. <<Kim venne a Napoli, con Turi Ferro, a mettere in scena “Il Visitatore”  (commedia di Éric-Emmanuel Schmitt, che valse all’autore la vittoria di ben tre premi Molière nel 1993, ndr.). Si stabilì in un attimo un grande afflato. Così come con Woody. Erano i momenti in cui si era lasciato con Mia Farrow e venne con la ragazza adottiva. Fui molto colpito perché, al di là dell’opinione pubblica, credo dovesse essere un  grande amore. Tra me e Woody si creò un’alchimia, in cui lui capiva i miei desideri rispetto alla vita e io capii la sua grande fragilità e forza, la sua estrema delicatezza>>.

A presentare Mascolo e il laboratorio di teatro del Liceo, la professoressa di italiano e latino, Teresa Staiano. <<Il nostro è un lavoro sul teatro classico, avviato due anni fa con Le Baccanti di Euripide – spiega la docente – L’anno scorso abbiamo dato in scena Efigenia in Aulide, mentre quest’anno Elettra da Eschilo a Sofocle>>. Gli spettacoli hanno debuttato al teatro Diana di Nocera Inferiore, per poi procedere con la partecipazione al Festival Internazionale del Teatro Classico di Palazzolo Acreide. <<Una esperienza che ci ha permesso di conoscere grandi interpreti e di entrare in questo circuito>>. E sull’importanza del teatro, la professoressa Staiano non ha dubbi. <<Il teatro è un veicolo culturale fondamentale, soprattutto quando si tratta di colmare la distanza temporale tra i giovani e i grandi testi fondanti della cultura occidentale. Il miracolo avviene grazie alla capacità dei testi classici nel continuare a parlare, nel dire cose che ancora non hanno  terminato di dire. Una esperienza che viviamo ogni volta. I ragazzi si lasciano interrogare dai testi che, dopo un lavoro di letture e immersione, incrociano le loro vite, le loro emozioni, il loro quotidiano>>. Un percorso di notevole forza, quello della Staiano, il cui laboratorio ha raggiunto quest’anno ben 50 attori e 10 tra scenografi, assistenti alla regia, tecnici. <<Un lavoro sul testo che iniziamo in estate – continua – con le colleghe di latino e greco Arcangelo e D’Elia. Uno studio sul testo greco che costruiamo confrontando traduzioni di diversi autori>>.


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