Un saluto a Dario Fo. Premio Nobel per la Letteratura a Bob Dylan

 

di Adolfo Adinolfi

Il 13 ottobre appena trascorso ci ha costretti al saluto improvviso di Dario Fo, straordinario personaggio, vincitore del premio Nobel nel 1997, che, utilizzando la motivazione che gli concesse il tanto prestigioso premio, “seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggiò il potere restituendo la dignità agli oppressi”.

Nello stesso giorno, un nuovo, seppur inconsueto, premio Nobel vede riconoscere i suoi testi e la sua poesia: Bob Dylan.

Per molti potrebbe risultare strano accettare che un cantautore abbia potuto superare in grandezza coloro che impegnano la propria vita nel dare, con le parole, un significato all’esistenza. Ma in fondo, un cantautore cos’è, se non un gran poeta che, immergendosi tra le note e gli accordi musicali, regala, a chi ascolta le parole cantate, momenti di totale estraniamento e disimpegno da un mondo che spesso lascia a desiderare?

Hey! Mr Tambourine Man, suonami una canzone
Non ho sonno e non c’è nessun posto dove andare
Hey! Mr Tambourine man, suonami una canzone
Nel mattino tintinnante ti seguirò
.”

Ecco i primi versi di “Mr Tambourine Man”, una delle canzoni portanti del panorama discografico di Dylan, da tante persone utilizzata come preghiera notturna dopo una giornata difficile.

Attraverso le note di questa famosa canzone, Dylan spiega come nessuno è mai solo, ognuno di noi ha una forza che lo spinge a sognare, camminare e cercare ciò che all’orizzonte non si scorge. Sebbene non ci sia nessuno da incontrare, ognuno di noi può trovare chiarezza e pace nella musica, che come un suonatore ambulante accorre in aiuto di chi necessita di qualche minuto di supporto:

Portami in un viaggio sulla tua magica nave turbinante
i miei sensi sono spogli, le mie mani non hanno presa
le dita dei miei piedi troppo intorpidite per camminare
aspettano solo i tacchi dei miei stivali per vagabondare
Sono pronto per andare dovunque, sono pronto a svanire
nella mia parata personale, lancia il tuo incantesimo danzante,
prometto di sottomettermi
.”

Non è difficile, per chi lo desidera, riconoscere anche Fo nelle parole appena proposte. Un 141555855-dario-fo-plays-the-italian-politician-gettyimagesuomo, un attore, scrittore e drammaturgo, attivista e pittore che, indossando stivali adatti ad ogni forma d’arte, si sottomette da “eterno giullare” alla potenza della cultura.

Possiamo senza alcun dubbio affermare che entrambi ci abbiano insegnato, attraverso espressioni artistiche non prettamente canoniche, a non aderire alle espressioni sociali solo perché imposte, a ragionare con il proprio io, anche se ci si ritrova perduti, perché una chiacchiera con se stessi trova molte più risposte che di tanti consigli ricevuti da amici troppo desiderosi di concederti una soluzione che non ti appartiene.

Insegnandoci a smascherare, con ironia e malinconia, i potenti, Bob Dylan e Dario Fo sono diventati simboli di libertà per le menti di tante persone. I due premi Nobel, nella morte di uno e nella nascita dell’altro, hanno fermato il mondo, tra stacchetti televisivi e musica, almeno per qualche minuto.

Buon viaggio Maestro, Complimenti Mr tambourine.


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