Un forte NO alla Buona Scuola da Cava de’Tirreni e dintorni

Mobilitazione studentesca a Cava de’ Tirreni, 7 ottobre 2016

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di Adoldo Adinolfi
Gli studenti cavesi scendono in piazza. Venerdì 7 ottobre, infatti, come in tante altre città d’Italia, anche a Cava de’ Tirreni è in programma la mobilitazione studentesca per manifestare contro la Buona Scuola di Renzi e l’alternanza scuola-lavoro.

 

La manifestazione, organizzata dal Collettivo Studentesco Cavese, avrà luogo di raccolta in Piazza Lentini, per poi proseguire lungo il Corso Umberto I, sino a Piazza S. Francesco per poi risalire verso Piazza Abbro. Qui terminerà la marcia studentesca, per dar spazio ad un’assemblea in cui verranno discussi i pro e i contro che la Buona scuola renziana, con la conseguente alternanza scuola-lavoro, ha introdotto negli istituti scolastici.

 

A tal proposito, in vista della manifestazione, abbiamo avuto modo di parlare con uno dei rappresentanti del Collettivo, Fabio Trezza, che ha così corrisposto alle nostre domande:

 

Fabio, come quelle di tante altre città italiane, anche voi di Cava de’ Tirreni siete pronti a scendere in piazza e a gridare per questa riforma che pare proprio non funzioni così come vogliono far credere. Puoi indicarci qual è il punto di vista degli studenti in vista del 7 ottobre?

 

<<Cerchiamo dei risvolti tanto per cominciare. Il nostro obiettivo è quello di una sensibilizzazione dei giovani alla realtà studentesca e di una conseguente prospettiva, non solo all’interno della scuola stessa, ma anche di un futuro percorso lavorativo. Speriamo dunque che questa manifestazione sia un nuovo e più saldo trampolino per proporre nuove possibilità e iniziative agli studenti>>.

 

Quali sono le problematiche che andrete ad affrontare durante questa manifestazione?

 

<< Esigiamo una scuola democratica e che includa gli studenti nei vari percorsi formativi, partendo da quelli extra-scolastici, in quanto nostro diritto! L’esempio assolutamente palese è dato dal contributo volontario che siamo costretti ad affrontare (perdonatemi, i nostri genitori sono costretti ad affrontare, senza parlar del costo dei libri) che poi così volontario non pare se, una volta che questo non viene versato, lo studente viene automaticamente estromesso dai corsi extra-curriculari. Corsi come il PON, con una base prettamente europea, non hanno nulla a che fare con questo. Noi pretendiamo che ogni studente possa usufruire delle possibilità per il suo futuro. Non solo chi può permetterselo. Boicottare il contributo volontario dunque>>.

 

Il parere degli studenti in merito alle condizioni scolastiche?

 

<< Ci siamo ormai avvicinati a quelle che sono le classi di livello del modello britannico. In base alle esigenze degli alunni più preparati didatticamente, il programma deve poter garantire a questi un adeguato percorso. E gli altri? È pedagogicamente contraddittorio che, in una classe composta da elementi con diverse qualità intellettuali, si pongano degli obiettivi superiori, facendo così innescare competizione e mancanza d’ausilio da parte di quella che è una piccola società e che, prima di imparare a essere egoisti, dovrebbe capire che bisogna supportarsi nelle difficoltà, perché un giorno il favore verrà ricambiato>>.

 

L’alternanza scuola-lavoro?
<< Se per alternanza scuola-lavoro si intende sfruttamento di giovani tirocinanti, allora diciamo no! Vogliamo imparare il lavoro in percorsi che siano realmente formativi e non tirocini obbligatori e non retribuiti che, per la maggior parte dei casi, si tramutano in uno sfruttamento legalizzato. Preside pater familias? No grazie, una discussione democraticamente accolta in assemblea ci sembra una soluzione più adeguata per fare scelte che, come tanti dimenticano, predisporranno il nostro di futuro>>.

Qualcosa da dire a chi leggerà questo articolo?

<<Venite a trovarci allo Spazio Pueblo (Cava de’ Tirreni, Via Raffaele Baldi, ndr.) perché 14517636_1192621830805373_4570168482259946986_nquesti discorsi non si dimenticano il giorno dopo la manifestazione. A tal ragione abbiamo creato il Giornalino “Il Clandestino”, autofinanziato, che spero potrà dar più voce e restituire a noi ragazzi il privilegio per cui la scuola è nata: insegnarci a sognare un gran futuro>>.

 

È chiaro che ci sono tante divergenze sulle proposte avanzate per migliorare la scuola italiana. I ragazzi scenderanno nelle piazze per dire basta a quelli che si son dimostrate opportunità lavorative fittizie per aziende e professionisti, a discapito di giovani intraprendenti desiderosi di mettersi alla prova, ricavando purtroppo tutt’altro che un passo verso i propri obiettivi. Ad Maiora Semper.

 

 

 

 

 


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