Trema di nuovo la terra all’Aquila: scossa da 3.8 Richter nella notte a pochi giorni dall’anniversario del sisma 2009.

L’AQUILA – Alle 3 e 18 minuti del mattino di questo Sabato Santo, quasi lo stesso orario di quel maledetto 6 aprile 2009, una nuova scossa di magnitudo 3.8 Richter ha svegliato L’Aquila e gli aquilani, a pochi giorni di distanza dal nono anniversario del terremoto che distrusse la città e provocò 309 vittime, più di 1500 feriti e oltre 70 mila sfollati.

E’ bastato poco: il boato che precede la scossa, la terra che trema, piano poi accelera sempre più, quindi rallenta, finalmente. E si ferma lasciando dietro di sè lo scricchiolio degli infissi, i lampadari che oscillano e tutto intorno catapultato, quasi con una infernale macchina del tempo, di nuovo a quella notte, che ognuno crede di aver dimenticato, rimosso, guarito dai pensieri. Invece no, è sempre lì. Pronta a fare capolino a ogni nuovo sussulto, ogni nuovo rumore, ogni nuovo muoversi incontrollato del suolo.

Non ci sono stati danni a persone o cose, come riferiscono dagli uffici della protezione civile comunale che hanno comunque allertato le squadre per le verifiche a quegli edifici in centro storico ancora incartati dai puntellamenti, in attesa di essere ricostruiti, mentre si attenderà martedì dopo Pasqua per verificare eventuali segnalazioni di criticità negli edifici scolastici.

L’epicentro è stato individuato nella frazione di Paganica, alle porte del capoluogo, e a una profondità di circa 20 chilometri.

Anche nel 2009, una settimana prima della grande scossa, il 30 marzo pomeriggio la città fu attraversata da un terremoto di magnitudo 4.

Secondo gli esperti geologi dell’Università dell’Aquila, si tratterebbe dell’attività della catena montuosa dell’Appennino che si sta spostando verso il mare Adriatico, ma questo non è certo sufficiente a calmare ricordi dolorosi che accomunano oggi gli abitanti dell’Aquila a quelli di Norcia, Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto e ancora, indietro nel tempo,dell’Irpinia, del Belice, di Messina, di Avezzano, del Friuli: tutti luoghi colpiti e segnati in modo idelebile dalla forza incontrollata della natura.

 

 


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