Tra una X e una Y

La burocrazia, le Istituzioni, la politica, la distanza con la realtà e le tensioni sociali che stanno avanzando in maniera strisciante, sottotraccia e con una prospettiva incredibile. Vale per le aree di crisi perpetua ma vale in misura preoccupante per l’Europa e per il nostro Paese. Ancora una volta si sottolinea che se non si fa presto, se non si accelerano i processi di immissione della politica nella vita reale e non si affrontano quelle tensioni che più volte abbiamo citato, in maniera concreta e tranchant, allora il mix sarà pauroso. Miscellanea di quello che già vediamo con le problematiche prodotte dai bisogni non soddisfatti dei paesi come l’Italia, che nonostante tutto non riesce a decollare o perlomeno ad assestarsi economicamente, in quello che possiamo considerare “la nuova economia e le nuove condizioni”. E i cittadini questo lo sanno bene, stanno più avanti di chi li governa, forse per la prima volta nella storia d’Italia. E forse si stanno finanche caricando di una responsabilità che non è e non può essere la loro. Stanno resistendo, ma quando ancora si potrà resistere?

Più che l’incapacità sembra che vi sia una vera e propria impossibilità a leggere il mondo reale e le tante dinamiche che lo attraversano. Vale per le grandi questioni internazionali come il terrorismo, gli esodi dal terzo verso un presunto primo mondo, così come nel nostro paese per la completa disconnessione dalla realtà. Potremmo banalmente affermare che, ormai, non si riesce a leggere e a decifrare nulla. Poi c’è l’altra faccia della medaglia e cioè che qualcuno sa fin troppo bene cosa stia succedendo e perché, e dove tutto questo porterà. E in questo caso il tutto diventa preoccupante: dove andremo a finire forse diventa inutile saperlo se prima non comprendiamo cosa stia davvero avvenendo.

E poi avvengono le tragedie, i terremoti, le guerre, gli attentati, insomma cose gravi ma solo a condizione che lo siano per qualche ora o al massimo qualche giorno, giusto il tempo di indignarsi, fare quello che è diventato un problema molto serio e cioè “il rivoluzionario a tempo della tastiera”, anche qui precarizzazione quindi, e ritornare in sé, ricaricarsi per la tragedia successiva. Scrivere cazzate sui social tra un tuffo al mare e l’altro, tra una poppata e l’altra, tra una compera e l’altra, tra una risata e una lacrima, tra una X e una Y, questo siamo diventati. Perché è così, ci hanno portato e costretti a questo, vale per tutti. La lungimiranza non esiste, guardare alla generazione del dopo non conta. “Certo l’ignoranza è comoda e la sapienza è scomoda, anzi è dolorosa, penosa: dove è molta sapienza, v’è molta molestia: e chi accresce la scienza accresce il dolore” (Qoèlet).


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