Quarant’anni dopo la vittoria delle forze ribelli, avvenuta grazie al sacrificio dei Jedi, una nuova e grande minaccia incombe sulle Galassie “civili” conosciute: il Primo Ordine. “In quel tempo e in quella Galassia lontana lontana” sono tutti alla ricerca dell’ultimo Maestro Jedi: in particolare di Primo Ordine, erede del delirio del potere assoluto del “Lato Oscuro della Forza”, e di Darth Vader. Una ragazza e un ex soldato riusciranno a ritrovare Han Solo, Chewbacca e l’astronave Millennium Falcon e perfino la Principessa Leila, ora generalessa dei ribelli.

star warsIl primo film di questa saga, “Star Wars – Guerre Stellari”, il più affascinante della storia del cinema, è del 1977 ma nel reale ordine cronologico corrisponde al IV episodio dell’intera narrazione che il suo creatore, George Lucas, aveva programmato in nove episodi assemblati in tre distinte trilogie: il V “L’Impero colpisce ancora”, uscì nel 1980, e il VI “Il ritorno dello Jedi” nel 1983. Proprio per dare autonomia di fruizione e maggiore individualità ad ogni singola trilogia, Lucas ha operato la rottura della linearità narrativa e temporale: per cui la seconda in ordine di edizione – i cui film uscirono nel 1999 (“La Minaccia Fantasma”), 2002 (“L’attacco dei Cloni”) e 2005 (“La Vendetta dei Sith”) –  nonostante fosse stata distributia dopo quella del 1977-1983, quanto al senso generale, la precede e ne è l’antefatto.

star wars il risveglio della forzaIl presente episodio, “Il Risveglio della Forza” (USA, 2015) si ricollega alla trilogia chiusa nel 1983. Ed è dalla pellicola di 30 anni fa che bisogna partire per poter capire ed apprezzare questo nuovo capitolo, anche perché la trilogia chiusa nel 2005 aveva mostrato un’energia narrativa molto blanda, troppo concentrata sui singoli personaggi, benché in scenari d’azione rutilanti di singoli fatti e di mirabolanti effetti. L’originalità trascinante della trilogia iniziale era invece basata su una concezione rigorosamente unitaria, potentemente innervata da conflitti multiformi. Tutti i personaggi (compreso Han Solo) erano incardinati in una vicenda il cui apice era il conflitto tra Luke Skywalker e Darth Vader, personaggio a cui nell’edizione italiana – per curioso mistero – fu affibbiato il nome di Dart Fener.

star wars il risveglio della forza2Nel nuovo capitolo della saga “Star Wars” tutti le new entries vivono le vicende passate come leggende la cui realtà è messa in dubbio. Le affermazioni sui Jedi e i Sith, manifestazioni dei diversi “Lati della Forza”, vengono percepiti nell’attuale disordine e anarchia galattica come dei miti. Il ruolo di di Han Solo, che è lo stesso Harrison Ford degli anni ‘80, è quello di importante raccordo: a lui si deve la battuta chiave che ci porta nel vivo, per cui tutto il narrato sui Jedi, la Forza ecc., è “vero, è tutto vero”.  Han si dimostra uno dei motori dell’intera vicenda di questo film soprattutto nel suo confronto con Kylo Ren, una sorta di emulo-erede di Darth Vader che, percorrendo il “Lato Oscuro”, è diventato un Sith.

Non è per nulla un “festival della malinconia”. Al contrario, questa ben orchestrata convivenza intergenerazionale, diventa introduzione e investitura di nuovi personaggi, tutti giovani attori fino ad oggi misconosciuti e dall’invidiabile presenza gestuale, che irrompono con piglio sicuro ed energia sulla scena intergalattica. La più riuscita è Ray, l’attrice Daisy Ridley, coprotagonista che riuscirà a ritrovare Luke, e che vedremo negli altri episodi a venire.

star wars il risveglio della forza3Il film, dopo un avvio preparatorio lento, prende la sua “rincorsa” e raggiunge ritmi d’azione sostenuti ma che lasciano spazio ad elaborazioni conflittuali, che non sono di particolare profondità però introducono delle trasformazioni evidenti. Emblematica quella dello storm-trooper, soldato programmato ad essere servo muto e obbediente, indicato con una sigla, e che diventerà umano col nome di Finn (John Boyega); e ancora, il cattivo Kylo Ren, l’attore Adam Driver, personalità piuttosto complessa.

Su questa decisa impronta di ricca articolazione-tipizzazione è stata creata la sceneggiatura di Lawrence Kasdan, uno dei cervelli di Hollywood, insieme allo stesso regista del film J.J. Abrams e Michael Arndt. Il regista ha orchestrato il tutto senza incorrere nell’ ”effettismo”: quell’eccessivo compiacersi di effetti speciali visuali fantasmagorici che avevano reso rutilanti e formalmente ben fatti i film della trilogia precedente, ma poveri di emotività narrativa. In questo episodio si è tornati allo stile della trilogia degli anni ‘70: maggiore cura, in sede di sceneggiatura, attraverso le precisazioni dei personaggi, delle concatenazioni narrative di più vasto respiro.


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