Spaghetti bolognesi in giro per il mondo

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Il Centergross si fa  promotore degli Spaghetti bolognesi che diventano i protagonisti dei prossimi eventi fieristici internazionali.

Gli spaghetti bolognesi  saranno i protagonisti delle fiere  a cui parteciperà all’estero  il Centergross, il più importante distretto di fast fashion d’Europa,  già dal prossimo appuntamento internazionale a cui prenderà parte dal 21 al 23 luglio: The Gallery a Düsseldorf.

Nato negli anni ‘70 alle porte di Bologna, il Centergross  diventa da quest’anno ambasciatore degli spaghetti bolognesi, contribuendo allo sviluppo,  alla riscoperta e alla valorizzazione di un  piatto che viene dalla tradizione rurale contadina emiliana. Popolarissimi all’estero e molto apprezzati, gli spaghetti bolognesi sono un vero e proprio caso gastronomico.

La ricetta più controversa della tradizione emiliana, alimenta da anni un dibattito tra coloro che lo disconoscono e il Comitato per la promozione della ricetta originale che, nel 2016 l’ha depositata presso un notaio con lo scopo di riabilitarlo e di elevarlo a piatto tradizionale tipico  “dimostrandone l’effettivo radicamento storico nella cucina del nostro territorio” come spiega l’avvocato Gianluigi Mazzoni, portavoce del Comitato insieme allo chef Stefano Boselli.

La ricetta registrata “trae origine dalla cucina quotidiana e di recupero” precisa Boselli. Rappresenta, infatti, la versione povera della tagliatella, piatto domenicale per eccellenza e cibo delle classi più agiate, insieme ai tortellini.

Il condimento è una variante della ricetta del Ragù alla bolognese, depositata nel 1982 alla Camera di Commercio dalla Delegazione locale dell’Accademia Nazionale.

Il giornalista e scrittore Giancarlo Roversi, autore di diversi  libri in tema di tradizioni culinarie, sottolinea che “a Bologna abbiamo sempre mangiato spaghetti, non come piatto ricco e ‘nobile’. E’ un’inesattezza storica dire che gli spaghetti non fanno parte della nostra tradizione.”

Il condimento degli spaghetti bolognesi prevede, oltre al classico ragù, inteso come sugo di pomodoro insieme con carne macinata cotta a fuoco lento per diverse ore,  un fondo abbondante di verdure finemente  tritate, passata di pomodoro, piselli e un misto di carne suina per l’80% e bovina per il 20%.

La lenta cottura dona al condimento una consistenza vellutata che lo “lega” ad uno spaghettone dalla rugosità giusta a trattenerlo.

Lo storico storico pastificio Andalini di Ferrara, ha presentato recentemente, uno spaghetto di grano duro rimacinato con l’aggiunta di un 20% di uovo, proprio per esaltare la ricetta originale.

Nella tradizione emiliana infatti diffusa l’abitudine di realizzare, con l’ausilio del torchio, spaghetti con pasta all’uovo.


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