Sono tornato

Un film sulla storia o che fa storia?

Un docufilm che racconta l’Italia, questa è la sintesi con cui mi sento di descrivere “Sono tornato”. Luca Miniero realizza questo remake di “Lui è tornato” (a sua volta tratto da un libro) con Massimo Popolizio e Frank Matano: rispettivamente Benito Mussolini che torna in vita a Piazza Vittorio a Roma, con l’intenzione di rimpossessarsi dell’Italia, e Andrea Canaletti, regista in cerca di fortuna, che scambia il Duce per un attore decidendo di realizzare con lui un documentario. In breve tempo Mussolini viene scambiato per un comico di satira e diventa famoso, tanto da riuscire ad avere un programma tutto suo. Riuscirà nell’intento di riconquistare la penisola italica? La storia si ripeterà?

Fonte: www.film.it

Miniero inserisce nel lungometraggio interviste reali fatte a persone in tutta Italia, includendo anche “candid camera”, in cui mostra le reazione delle persone che vedono camminare davanti a sé Mussolini con tanto di uniforme.

Questo film evidenzia diversi spunti di riflessione, criticando la superficialità degli italiani (la cui massima ispirazione è quello di diventare cuochi) ed invitandoli a non essere troppo “pecoroni”. Le persone senza scrupoli e morale sono pronte ad utilizzare ogni escamotage per i propri tornaconti personali, per il proprio successo e la fama, raggirando le masse e mettendo in luce persone “pericolose” come potenziali dittatori.

La parte più divertente del film sono le interviste, che mettono in luce lo spirito tipico italiano; quella che forse lo rappresenta meglio è quella in cui alla domanda “Siete d’accordo con la dittatura?” c’è chi risponde “Una dittatura libera però, non proprio dittatura…”, sinonimo dell’incertezza del popolo, o meglio delle sue contraddizioni interne.

Massimo Popolizio imita il personaggio con molta convinzione e determinazione, l’unica nota stonata è Frank Matano, che nella prima parte del film (quella più leggera) regge bene lo scambio di battute con il collega, ma non appena i toni diventano più seri, l’interpretazione diventa forzata e poco realistica. Tuttavia il film funziona grazie alle buone interpretazioni degli altri attori del cast, come Gioele Dix e Stefania Rocca.

La classifica

Chi legge la mia rubrica da un po’ di tempo sa benissimo che la classifica premia soprattutto gli attori che mi sorprendono. In questo film troviamo Ariella Reggio… perché?

  1. Ariella Reggio: è Lea, la nonna della ragazza di cui è innamorato Andrea Canaletti, apparentemente smemorata e con l’Alzheimer, ma non appena si trova davanti Benito le tornano alla mente tutti gli orrori della guerra e scopriamo che è ebrea (il suo racconto mi ha fatto venire la pelle d’oca, interpretazione molto sentita).
  2.  Stefania Rocca: è Katia Bellini, la direttrice dell’emittente TV che affida a Mussolini un proprio programma; è una donna senza scrupoli, pronta ad utilizzare ogni arma pur di soddisfare i propri tornaconti personali. Stefania si conferma una brava attrice, molto spontanea e naturale (mi è stata antipatica per tutto il film).
  3. Massimo Popolizio: non era facile rendere realistica l’interpretazione di un personaggio venuto dal passato che parla un italiano di inizio novecento, Massimo c’è riuscito senza stonare o fare parodia. Mostra tutti i lati della personalità di Mussolini, facendo vedere l’uomo a 360 gradi.
Fonte: www.moviestruckers.com

 

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