Seven sisters – 7 volte da vedere

Una bella sorpresa

Il trailer non mi aveva entusiasmato, ma l’interpretazione di Noomi Rapace mi ha fatto ricredere. In un futuro in cui la popolazione è aumentata a dismisura, l’unica soluzione contro la fame nel mondo è la legge del figlio unico: tutti i bambini nati dopo il primogenito devono essere messi in criosonno, in un apposito edificio del Bureau. Una donna partorisce sette sorelle e muore durante il parto, il nonno le fa crescere in segreto, facendo assumere a tutte la stessa identità. Possono uscire solo una alla volta e il giorno del loro nome (vengono chiamate come i giorni della settimana).
Arrivate a trenta anni, il nonno non c’è più e le ragazze sono autonome nella gestione del segreto, ma un giorno Lunedì esce e non fa più ritorno, cosa è successo? Qualcuno ha tradito le ragazze?
Il film gira tutto intorno a Noomi Rapace, o meglio, alle sue varie personalità che mette in luce con grande maestria. Tutte le sorelle hanno caratteristiche diverse e, secondo me, danno modo all’attrice di sbizzarrirsi e divertirsi.
Fonte: www.overthere.it
Fonte: www.overthere.it
Il film in america è conosciuto come “What happened to Monday” ed è stato distribuito da Netflix da fine luglio 2017, in Italia è invece uscito nelle sale il 30 Novembre.
I temi toccati sono diversi, non solo quelli etici relativamente a come affrontare il problema del sovraffollamento, ma si parla anche dei risvolti dell’amore: cosa siamo disposti a fare per le persone o cose che amiamo?
Fonte: cc-media-foxit.fichub.com
Fonte: cc-media-foxit.fichub.com
Non so per quale motivo, ma il film mi ha ricordato un po’ “Il diario di Anna Frank”: sette persone chiuse dentro una casa che non possono uscire per non essere scoperte, la società intorno a loro che ha creato delle leggi che ne comportano la persecuzione. Cambia il periodo, ma non le difficoltà. Lo Stato è una macchina fagocitante che strappa dalle braccia dei loro cari tutti i figli dopo il primogenito. Non bisogna essere egoisti e sfruttare le risorse della Terra, ma contemporaneamente è difficile separarsi dai proprio figli anche se (dicono) è solo fino a quando non si risolverà il problema della fame nel mondo.
Il finale è un po’ scontato, ma la narrazione e la bravura dell’attrice rendono le due ore molto piacevoli e intriganti.

La classifica

“Qui c’è poco da classificare!!!”, direbbe Totò: in un film in cui le sette protagoniste sono tutte interpretate dalla stessa attrice è impossibile non mettere Noomi Rapace al primo posto; l’attrice svedese consacrata con “Uomini che odiano le donne”, dà il meglio di sé e riesce a tirare fuori molti assi dalla sua manica.
Non possiamo dimenticarci nemmeno della piccola Clara Read che interpreta le sette sorelline da piccole, anche lei molto promettente.
Willem Dafoe e Glenn Close invece fanno solo rappresentanza, ma non per questo deludono, diciamo che potevano far fare loro un pochino di più, forse i costi non lo permettevano?
Fonte: mr.comingsoon.it
Fonte: mr.comingsoon.it
Andatelo a vedere e fatemi sapere

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