“Scusi dov’è l’Ade?” – La mitica Erizia potrebbe essere l’Isola di San Pietro

A Selargius (CA) il 24 Aprile, in occasione della Settimana della Cultura “Selargius 5000 anni fa”, verrà presentato il libro di Giorgio Saba “Scusi dov’è l’Ade?”. L’autore, analizzando e confrontando  vari scritti, ricolloca le “location” di varie leggende dell’antichità in Sardegna.

Parlando della presentazione del 24 Aprile, Giorgio Saba ci ha detto: “Il 24 aprile per la “Settimana della Cultura” a Selargius, presentando il mio libro, parlerò soprattutto dell’isola di S. Pietro e dell’ipotesi che si tratti della mitica isola di Erizia, nella quale crescevano le famose poma d’oro”

Erizia conosciuta anche come “l’isola dai frutti che danno l’immortalità” e “l’isola degli antenati”, nel corso del tempo, da vari storici e geografi, è stata collocata e ipotizzata  in varie località. Attraverso confronti, studi, e deduzioni logiche Saba concepisce l’ipotesi che l’ arcipelago in cui si trovava si possa identificare con quello del Sulcis e che si tratti proprio dell’’isola di San Pietro.

Per la descrizione del libro, e per il suo scopo, vi proponiamo le parole dello stesso autore:

“Nessun cagliaritano crede veramente che Lucifero abbia cavalcato il famoso promontorio a forma di sella, quando fu cacciato via dagli “Angeli” dell’omonimo Golfo. Analogamente, nessun uomo sano di mente crederebbe all’esistenza del Titano Atlante, personificazione metaforica di una anomalia geologica carica di fascino – Omero scrive che Atlante portava sul suo corpo le colonne sulle quali ancorare alla terra la volta del cielo. Quelle stesse colonne diventano il sito (gli appassionati di cinematografia direbbero la location) in cui ambientare alcune fatiche di quel personaggio chiamato Ercole o Eracle o Melkart o Macheride. Dell’effettiva esistenza di Ercole non vi è alcuna certezza; le vicende che gli si attribuiscono spaziano in un arco temporale talmente vasto che nessun essere umano avrebbe potuto essere così longevo. Da persona profondamente razionale, quale ritengo di essere, non credo ad alcuna di quelle leggende. Le leggende sono inventate dai cantastorie, dai poeti e narrano di cani bi o tricefali, mostri trasformisti, regine dai capelli ofidici e sguardi pietrificanti. Ma i siti (le location) di tali racconti, molto spesso sono geograficamente individuabili. Alcuni di quei siti risentono di un errore di localizzazione, fin troppo facile da evidenziare con dati assolutamente oggettivi. L’Arcipelago delle Esperidi, non può trovarsi nella Mauritania che oggi chiamiamo Marocco – lo affermava quel grande studioso, noto come Plinio il Vecchio. L’Atlante non può trovarsi nei pressi del Sahara. Le antiche Colonne d’Ercole non possono coincidere con Gibilterra – lo affermava Dicearco da Messina, allievo prediletto di Aristotele. L’Ade non si trova nella Valle di Ammoudia, né tantomeno presso i Campi Flegrei. Gli spagnoli realizzano alberghi e costruiscono terrazze panoramiche per contemplare quei tratti di mare, attraversati diversi millenni fa, dalle navi di Ercole, con buona pace di chi ritiene che Ercole non sia nemmeno esistito. Ma si sa: il mito porta turisti e denaro sonante. La Sardegna avrebbe le carte in regola per dare una collocazione definitiva a quelle improbabili leggende, basandoci su dati metrici, parametrici, o comunque oggettivi. Questo è lo scopo del mio libro “Scusi, dov’è l’Ade?

 

 


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