Scomparso Mandelli, lo scienziato che ha rivoluzionato la cura delle malattie del sangue

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Grande lutto nel mondo della medicina, l’Italia saluta il Professor Franco Mandelli, l’ematologo che ha impegnato tutta la sua vita alla lotta contro le leucemie.

Precursore della ricerca sulle neoplasie del sangue e del sistema linfatico, il Professor Mandelli è considerato il padre dell’ematologia in Italia. Nella sua attività di ricerca, incentrata sulla cura delle leucemie e dei linfomi, si è occupato, in particolare, del linfoma di Hodgkin e delle leucemie acute, soprattutto delle forme promielocitiche, introducendo protocolli di cura utilizzati in tutto il mondo. Fondatore e Presidente del Gruppo Italiano Malattie Ematologiche dell’Adulto (Gimema) e dell’Associazione Italiana contro le Leucemie (AIL), Mandelli ha pubblicato più di 700 studi scientifici.

Grande comunicatore, sguardo determinato, chioma inconfondibile, Mandelli ha spiegato agli italiani la leucemia con un linguaggio comprensibile, lontano dal “medichese” e ha fatto capire ai suoi pazienti che è un male guaribile, aprendo la strada ad una diversa cultura nell’approccio ai tumori.

Nato a Bergamo il 12 maggio del 1931, il Professor Mandelli si laurea nel 1955 all’Università Statale di Milano, e si specializza in medicina interna a Parma. Successivamente si trasferisce a Roma, la città in cui ha raccolto quasi tutte le sue soddisfazioni professionali, dove ottiene, nel 1967, la docenza in ematologia al Policlinico Umberto I. In seguito al suo incontro con Jean Bernard, luminare dell’Hopital Saint-Louis, da cui apprende tecniche e terapie all’avanguardia nella cura dei tumori del sangue, viene potenziato il reparto di ematologia del Policlinico Umberto I e nel 1982 crea nella Capitale, il primo centro pubblico per il trapianto di midollo osseo, una procedura salvavita nella cura di pazienti affetti da leucemie, linfomi e mielomi, oltre che patologie rare congenite, resistenti ad altre terapie.

Il professor Franco Mandelli in una immagine di archivio.
ANSA

 

Tra le sue ricerche svolte al Gimema, due riguardano il mieloma multiplo. La prima ha dimostrato la possibile efficacia di una cura di mantenimento nel mieloma con un farmaco non tossico, l’interferone. La seconda, applicata in molti protocolli a livello mondiale, aggredisce la malattia attraverso l’utilizzo di un farmaco a dosi molto superiori rispetto a quelle utilizzate normalmente, anche a costo di riduzioni importanti dei globuli bianchi e delle piastrine.

La lotta ai tumori del sangue è stata condotta non soltanto in laboratorio, ma anche favorendo la solidarietà. Il Professor Mandelli infatti, oltre a possedere grandi capacità di ricerca, si è distinto anche per le sue profonde doti umane. All’ematologo si deve la nascita dell’Associazione Italiana contro le Leucemie, i Linfomi e i Mielomi – AIL –  che dal 1969 raccoglie fondi da destinare alla ricerca contro queste patologie, e garantisce assistenza ai pazienti attraverso una fitta rete di volontariato composta da medici, infermieri, crocerossine e personale tecnico. Notevole l’ impegno a favore della ricerca scientifica e numerose le campagne ideate da Mandelli per la raccolta di fondi per finanziare la ricerca, come ad esempio “Angeli sotto le stelle”, “Trenta ore per la vita”, la “Partita del Cuore” che si gioca da anni allo stadio Olimpico e le Stelle di Natale e le Uova di Pasqua dell’Ail.

Anche il Quirinale esprime il suo cordoglio, così il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Il suo lungo, costante e prezioso contributo ad assicurare l’esistenza di donne, uomini e bambini del nostro Paese, e non soltanto di esso, si è espresso nel valore della sua ricerca scientifica, continuamente avanzata, nell’insegnamento, nella formazione di tanti medici e ricercatori, nelle numerose iniziative di solidarietà e di promozione della prevenzione delle malattie. Esprimo ai suoi familiari la più grande solidarietà e ai suoi allievi e collaboratori, l’esortazione a proseguirne l’opera con la stessa dedizione e lo stesso impegno“.

Nel libro “Ho sognato un mondo senza cancro”, edito da Sperling & Kupfer e scritto con Roberta Colombo, il Professor Mandelli ha raccontato vittorie e sconfitte della carriera. Molti i riconoscimenti e le onorificenze: nel 1987 ha ricevuto il “Premio Nazionale per l’Oncologia”, dall’Accademia Nazionale dei Lincei e nel 2001 ha ricevuto il premio “Adriano De Zan”, istituito dal Comune di Camaiore e dal Comitato Gran Premio, in memoria del telecronista scomparso in seguito ad una forma di leucemia. Sempre nel 1987 riceve la Medaglia d’oro ai benemeriti della scuola, della cultura e dell’arte, nel 1993 è stato nominato Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana e nel 2003, la Medaglia d’oro al merito della Sanità Pubblica.

 

Fonte: Google


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