#SaveGhiaccioBollente, se si perde il gusto della ricerca musicale

Su Change.org è stata lanciata una petizione contro la chiusura del programma di approfondimento musicale che conta già ben 18.000 firme

Tempi difficili, se non «bollenti», in casa RAI. La società di Viale Mazzini è diventata protagonista, nelle ultime ore, di una petizione a sua volta bollente che sta scatenando migliaia di utenti in rete, increduli per la chiusura di un programma indegnamente sottovalutato e, a quanto pare, ora eliminato dal palinsesto quale “Ghiaccio Bollente” – condotto egregiamente dal giornalista e critico musicale Carlo Massarini. Botta e risposta, smentite e, soprattutto, migliaia di commenti hanno reso incandescente l’atmosfera intorno al concept di cui di fatto, però, ancora non si è chiarito se continuerà ad esistere o meno. Subito dopo il clamore mediatico creatosi intorno alla vicenda, la RAI aveva subito smentito la cessazione del programma, annunciandone addirittura un arrivo in prima serata prevista per la primavera del 2016 ma Massarini ha smentito alacremente: «Ciò che è certo è che al momento ci hanno interrotto qua e nessuno dalla Rai si è ancora fatto vivo»

Ghiaccio Bollente chiuderà i battenti? La nostra risposta è SI e lo diciamo con cognizione di causa, prendendo come riferimento l’inadatto palinsesto che da anni la TV di stato propina ai suoi spettatori, a loro volta in caduta vertiginosa in termini di share. Verrebbe voglia di tirar fuori la problematica culturale o la poca attenzione per la scelta editoriale del (scusate se è poco) quinto gruppo televisivo del continente ma la realtà è un’altra, poco dissimile ma comunque vera:

CULVER CITY, CA - OCTOBER 28: A general view of the set is shown at a press junket for NBC's "The Voice" at Sony Studios on October 28, 2011 in Culver City, California. (Photo by Kevin Winter/Getty Images)
The Voice – talent show in onda su Rai2

gli organi d’intrattenimento, così come quelli informativi, si sono appiattiti intorno ad un unico flusso propositivo dove non è più la “Qualità” ad esser ricercata quanto l’indice di gradimento del pubblico – sempre più lontano dalla voglia di ricercare e fare un salto oltre il cerchio disegnatogli intorno al divano. Risultato? Su ogni canale teatrini simili dove sfila il nulla contenutistico tanto da poterci  può trovare addirittura un fil rouge: programmi culinari dove tutti sfidano tutti come se cucinare fosse diventata l’unico modo possibile di trascorrere il proprio tempo libero … E poi, ancora, Talent Show in ogni salsa:  ballo, canto, sul ghiaccio, in montagna, sulle isole e chi più ne ha più ne metta, buoni solo a celebrare il peggio in cui la società italiana è riuscita a ridursi da quarant’anni a questa parte. Allora, perché si sta perdendo il gusto della ricerca? Anzi perché stanno tentando di rubarci quella sapidità che è propria delle nuove scoperte? La risposta è da cercare fuori da quel cerchio intorno al divano di cui sopra e, ad esser maligni, si potrebbe giungere ad una  timida idea: Ciò che non rientra in canoni strettamente commerciali – e Ghiaccio Bollente ne è un esempio – vada fuori dalle scatole. Ma è davvero questo il ruolo di una televisione di stato come “mamma(?) Rai”.

L’ultima Thule di Massarini. «Non c’è eroe senza pubblico», citando lo scrittore francese André Malraux, ma qui s’è lontani dal voler mitizzare un giornalista che ha saputo catalizzare l’attenzione di migliaia di appassionati di musica. Riassunta in questo modo, in realtà, l’impresa sembrerebbe davvero epica infatti ciò che più rapisce di Ghiaccio Bollente è l’attenzione per tutto quello che non passa normalmente nel tubo Carlo-Massarini_Londa-rock_0001-680x365_ccatodico, lontano dal mainstream e vicino a piccole pietre preziose del panorama artistico-culturale nostrano. Dal Gennaio 2014 è iniziata la grande avventura di GB e i migliaia di appassionati che lo hanno seguito, con sacrificio e spirito di dedizione, (GB andava in onda su Rai5 a partire da mezzanotte) hanno avuto modo di vedere anche l’altra faccia della musica italiana : folk, jazz, blues, rock, indie attraverso clip, interviste, mini-documentari di gusto e ineccepibile qualità.

Rigiriamo la domanda: Perché chiudere Ghiaccio Bollente? Noi, le nostre ipotesi le abbiamo avanzate ma migliaia di musicofili non si arrendono e hanno inviato direttamente al neo direttore generale Rai – Antonio Campo Dall’Orto la questione. Puzza ancora più di bruciato la vicenda se si considera che lo stesso Dall’Orto è stato, illo tempore, direttore di MTV Italia – rete che faceva della musica il proprio punto di forza. Chissà, magari è ancora possibile attendersi una “folgorazione sulla via di Damasco”, intanto dovrà subito fare i conti con quasi 20.000 utenti in contrasto con le decisioni giunte dai vertici RAI.

In questa sede non vi invitiamo a firmare o meno la petizione. Chi scrive è convinto che rappresenti solo l’ennesima illusione di potere democratico ma a volte i miracoli possono accadere. A Natale, poi …


*Se hai trovato un errore di ortografia, può avvisarci selezionando il testo e premendo Ctrl+Invio.

Comments

comments