Salerno Day: “Operation Avalanche 2018”.

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per gentile concessione dei curatori

Salerno. In seno alla manifestazione Salerno Day- Operation Avalanche, che propone dieci giorni di iniziative per i 75 anni dallo Sbarco alleato del 9 settembre 1943 a Salerno, alla Galleria  ART TRE in Vicolo San Bonosio, sabato 8 settembre si è inaugurata la Mostra fotografica “ALLEATE PRESENZE” di Corradino Pellecchia, Francesco Siano, Luigi Siano. Nelle foto di Pellecchia e dei Siano abbiamo rivissuto la magia del Salerno day.

Gli autori, scrive Edoardo Scotti, nella pagina di presentazione dell’evento riescono a togliere crudeltà alla violenza della guerra, inserendo nell’appagante e sereno stato dei luoghi, i soldati, le armi cruente e i mezzi blindati che invasero le strade di Salerno nelle ore successive allo Sbarco alleato che decise le sorti del conflitto mondiale in Europa.

per gentile concessione dei curatori

Dunque una storia la città di Salerno deve e può averla, e non è solo quella degli ultimi dieci anni; nella nostra città ha visto la luce la ‘Scuola medica’, Salerno è stata capitale della nuova repubblica che stava nascendo proprio a ridosso della operazione Avalanche. Su questo bisogna puntare di più, lo dice Scotti nella presentazione dell’evento di sabato, lo diciamo noi cittadini che vorremmo per questa città del Sud un maggiore spessore culturale. L’iniziativa è promossa da un nutrito numero di associazioni culturali e dai Comuni di Battipaglia, Campagna, Capaccio Paestum, Cava de’ Tirreni, Eboli, Pontecagnano Faiano e Salerno.

Dopo la presentazione di Edoardo Scotti, le luci della sala si sono abbassate e abbiamo potuto riascoltare la storia di “Ciccill’ o’ ferroviere“, ovvero dei fatti che segnarono la città di Salerno il 21 giugno del 1943. Salerno subì tra il 20 e il 21 giugno 1943 la stessa sorte di molte altre città europee. Qualcuno racconta che la città fu colta quasi in mutande dai bombardamenti del ’43.  In effetti i salernitani si risvegliarono al sole del primo giorno d’estate ignari della loro sorte. Cielo sgombro di nuvole, caldo, gente in strada o sulle spiagge. Sono da poco passate le 13 quando scatta l’ennesimo allarme. Giovani e adulti si affollano lungo il litorale, scrutano l’orizzonte per osservare lo spettacolo degli scintillanti bombardieri statunitensi. In realtà due grosse formazioni iniziano una lenta manovra di avvicinamento alla costa. L’obiettivo è proprio Salerno. Pochi attimi e l’aria si riempie di boati. Colta di sorpresa, la folla corre in preda al panico in cerca di un rifugio impossibile. Le fortezze volanti colpiscono il cementificio, il gasometro, la stazione ferroviaria, la zona del Campo Sportivo, le palazzine del Rione Ferrovieri, via Nizza e il rione Carmine. A Torrione le bombe sorprendono una colonna di giovanissimi riservisti in marcia. È una carneficina. La città si scopre indifesa e vulnerabile, praticamente inesistente la contraerea, salvo un paio di postazioni di mitragliatrici dislocate su forte La Carnale e sul Masso della Signora.

La Stazione di Cava de’Tirreni – per gentile concessione dei curatori

Ciccill’ o ferroviere, un ricognitore inglese di proverbiale puntualità , a giudicare dal soprannome,  rivela, in quegli attimi, la sua vera natura, ma è ormai troppo tardi per trovare scampo. I salernitani che non fecero in tempo a scappare furono investiti, quella sera stessa, dal secondo bombardamento. L’area colpita fu ancora più ampia: il centro storico, Largo San Petrillo, la caserma Umberto I, i pastifici Scaramella e Rinaldi, l’area dell’ospedale, la collina del Sanatorio.

Quella stessa notte la popolazione si mise in marcia, chi a piedi, chi con l’asino, chi con le poche masserizie che si potevano trasportare sulla testa, verso la costiera amalfitana o verso le zone interne della nostra provincia. Li chiameremo sfollati.. la storia più recente li avrebbe etichettati come migranti. Molti avevano perso tutto, o lasciavano il loro paese in preda alla guerra e alla morte.

La Famiglia Onorato dopo i bombardamenti

Niente da aggiungere, la storia è memoria di grandi e piccoli fatti, è un errore non tenerne conto chiusi nelle nostre case calde e ben munite.

Vi segnaliamo, in seno alla manifestazione “OPERATION AVALANCHE 2018” la serata di venerdì 14 alle ore 20,30. A Largo Barbuti vi sarà la proiezione del film “Terra Bruciata”. Interverranno il regista Luca Gianfrancesco, gli attori del cast e Graziella di Gasparro, testimone dell’eccidio nazista di Conca della Campania, che ha fortemente voluto questo film per ricordare l’inutile fardello di sangue e di morte che tutte le guerre si portano dietro.

Link e Foto:

http://www.salerno1943-1944.com/

Si ringraziano i curatori della Mostra fotografica “ALLEATE PRESENZE” , per la gentile concessione delle immagini fotografiche.


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