Roma, IV Municipio: i cittadini contro i roghi tossici

di Domenico Flore

L’escalation di episodi legati ai roghi tossici sta diventando uno dei temi cruciali che l’amministrazione capitolina è chiamata ad affrontare nel più breve tempo possibile. Per questo, tanti sono gli incontri che si stanno susseguendo sui territori maggiormente interessati dal fenomeno per cercare di arrivare ad una soluzione comune.

Uno dei più importanti di questi incontri è stato quello che si è tenuto lo scorso 13 luglio, durante l’assemblea pubblica indetta dal Coordinamento delle associazioni e comitati di quartiere del IV Municipio composto dalle Associazioni Beltramelli-Meda-Portonaccio, Settecamini Quartieri di Roma, Associazione Parco Tibur, Roma Civitas Opus e Tiburtino Terzo Millenio. E’ stata l’occasione per riunire le più attive associazioni di quartiere del quadrante est della periferia romana al cospetto delle forze politiche di maggioranza e opposizione del IV Municipio stesso. Presente anche un folto numero di cittadini delle zone interessate e non solo. Obiettivo del dibattito è stato quello di cercare di trovare una soluzione al problema dei roghi tossici che stanno inquinando l’aria di tutta la capitale. Roghi illegali che potrebbero alimentare un mercato altrettanto illegale di smaltimento dei rifiuti.

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Purtroppo il tema sta assumendo una portata tale da non essere facilmente gestibile, tutt’altro … così si è convenuto che le prossime iniziative dovrebbero essere eclatanti, per raggiungere l’attenzione delle più alte sfere istituzionali e mediatiche. Per Settembre l’idea è quella di creare un tavolo ad-hoc per fare il punto della situazione e studiare le iniziative più appropriate. Una delle proposte più condivise è stata quella di realizzare un presidio fisso da parte di una pattuglia di militari che possano monitorare quanto accade dentro e fuori i campi rom e al contempo attivare un capillare controllo dei traffici che da questi partono per chissà dove.

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La strada da percorrere è lunga, ma con l’impegno profuso dalle associazioni di quartiere che vivono quotidianamente il territorio e la capacità di ascolto che devono avere le istituzioni, si può arrivare a rendere più vivibile e sano quello stesso territorio dove i nostri figli cresceranno nei prossimi anni.


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