Roma è eterna… finchè dura! (Parte I)

Sono alcune settimane che Roma Capitale sembra esser diventata l’argomento principe di cui discutere nel Paese. Dal mainstream (tv, radio e giornali) ai talk, ai social, passando per le chiacchiere di circolo, paese e, senz’altro, in ascensore. Ci siamo – ma guarda un po’ … – tutti riscoperti fini osservatori o – nel peggiore dei casi – esperti cultori di politica, di amministrazione, di diritto penale, di storia e geografia… e chi più ne ha più ne metta. Come in curva, come allo stadio, come al bar, divisi in pro o contro a straparlare e – soprattutto – suonarsele di sana ragione… Purtroppo ne ho sentiti e visti parecchi di personaggi e persone che si son trovati d’accordo in comuni affermazioni, siano esse pro o contro. In entrambi i casi ho ritenuto – mi è congeniale – che quando la gente è daccordo con me, mi sembra di essere nel torto (cit.). Non sapere di essere esperto in un campo fino al giorno prima, ed il giorno dopo partorire tali perle da suscitare l’approvazione ed il plauso di almeno metà degli interlocutori, mi avrebbe preoccupato oltremodo… ed è stato uno degli indizi per guardare da un diverso punto di vista quel che è successo e che – con buona pace di chi s’è tolto l’anello al naso – vedremo ancora per almeno un mese o due.

Dunque, se da qualche tempo stiamo assistendo ad una “santa alleanza” degli organi d’informazione, ad una omologazione dei contenuti in cui, come una notte in cui tutte le vacche sono nere, per citare Hegel, non si distingue più la stampa di destra e sinistra, servizio pubblico da quello privato, per accendere dei riflettori, appunto, su Roma Capitale, vengono in mente elementi che non possiamo fingere d’ignorare. Ne va della nostra onestà intellettuale, e quindi della nostra credibilità. Oggi e sempre.

Ma per quale motivo ci troviamo in questa particolarissima situazione? Ci sono due ordini di motivi principali – a mio parere – che hanno concorso a questa singolare convergenza: il primo è un interesse contingente e concreto di soggetti coinvolti in prima persona nelle questioni romane. Roma non è Torino, nè Parma nè nessuna altra città. Roma è Roma. Questa apparente ovvietà, in realtà, nasconde un mondo impenetrabile ai più, a tutti quelli – romani e non – che si sono trovati e si toveranno, c’è da scommetterci – a discutere dell’amministrazione della Capitale ancora per un bel po’. E quanto l’interesse sia forte su Roma, lo possiamo capire con una semplice riflessione. Prendiamo ad esempio un argomento come lo scandalo immobili. Bene, potremmo guardare all’inchiesta per cui i CAAT – Centri di Assistenza Abitativa Temporanea – costano ogni anno 43 milioni di euro di spese nel bilancio di Roma Capitale. Una montagna di soldi per chi ne beneficia, una “briciola” per il bilancio della città eterna. Ma chi sono i “beneficiari” di questa operazione che va avanti da più di 10 anni? Ce n’è di tutto un po’…: immobiliaristi, vip, coop di varia collocazione, società riconducibili a nomi noti ed insospettabili… Ma, appunto, è solo una “briciola”. Nulla a confronto – ad esempio – del danno erariale che deriva, volendo rimanere nel settore immobiliare, dalla gestione del patrimonio: il Comune di Roma è proprietario di un numero imprecisato di immobili, almeno 40.000, forse 60.000… sono numeri impressionanti. Ed impressionante è soprattutto il fatto che, da un’indagine nata “per caso” l’anno scorso, pare non ci sia nessun tipo di controllo nè di questo patrimonio nè tantomeno degli incassi – mancati – che questo – non – comporta. A seguito di ciò è stata avviata una indagine senz’altro lunga su… lo 0,8% di tale patrimonio dal commissario prefettizio che ha preceduto l’attuale amministazione. Bene. Anzi , male. In termini di mera probabilità ci si dovrebbe chiedere quanti di queste scorrettezze contabili (truffe?!?) siano fatte a vantaggio di poveri cristi e quante a vantaggio di approfittatori… Una volta che ci si è data una risposta – abbastanza scontata -, occorrerebbe chiedersi se tutte queste persone abbiano interesse a perpetrare lo status quo (non pagare un fitto appropriato) oppure a rientrare nella legalità (magari adeguando i canoni a quelli di mercato e versando gli arretrati, che nei casi medi saranno dell’ordine delle decine se non centinaia di migliaia di euro…). Che fare, allora?!? (…continua…)


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