Settembre è a quanto pare il mese dedicato alla robotica e Diversamente fighissimi si interessa dell’argomento per il collegamento con il mondo dei disabili.

Fonte: robotiko.it
Fonte: robotiko.it

Il 27 e il 28 settembre a Milano all’evento della Singularity University verranno presentate le ricerche e le innovazioni in grado di creare un futuro migliore per l’essere umano.

La Singularity University è una community fondata nel 2008; la piattaforma permette ad organizzazioni e singoli individui di ogni parte del mondo di comunicare e interagire tra loro per condividere tecnologie e soluzioni. Possiamo certamente parlare di intelligenza artificiale, di robotica e di biologia digitale.

I NUOVI ROBOT

1. Delta

Tra le novità più allettanti troviamo il progetto finanziato dall’Unione Europea dedicato ai robot programmati per aiutare i bambini autistici e gli anziani, automi che affiancano le persone nell’assistere coloro che non sono autosufficienti o che, comunque, sono malati.

Teo robot per bambini autistici - Fonte: maxirom.it

Il rapporto tra lavoratori e persone che necessitano di assistenza medica o psichiatrica è di uno a quattro e la percentuale comprende sia anziani che giovani. Purtroppo il delta è destinato a crescere e da questo punto di vista appare necessario un aiuto al personale medico e paramedico che si prenda cura quotidianamente di queste persone.

Le linee guida della roboetica sono già state approvate dal Parlamento Europeo, quindi gli infermieri e caregiver elettronici dovranno garantire il rispetto della privacy e dell’autonomia della persona.

2. Cyberleg Plus-Plus

Cyberleg Plus-Plus è un robot protesico che sostituirà gli arti amputati;

3. Dream 2020

Dream 2020 si prenderà cura dei bambini autistici, tramite sensori e telecamere con cui interagirà con loro stimolandone l’interesse e le risposte, e inviando un resoconto ai genitori;

4. Zacharias

Zacharias, prototipo Robotnik già collaudato in Grecia, sarà dedicato ai malati di Parkinson e di demenza, e programmato per rilevare i mutamenti di comportamento e i movimenti per inviare, in caso di sintomi preoccupanti, un tempestivo resoconto al medico;

5. Mario

Mario invece nasce in Irlanda e a breve si trasferirà a San Giovanni Rotondo presso la Casa Sollievo della sofferenza. Il robot coadiuverà l’azione dell’istituzione creata da Padre Pio per occuparsi dei problemi psico-fisici degli anziani, spesso soggetti anche a isolamento.

Un aspetto notevole di questi automi, è che CON ALCUNI DI LORO SI PUò ADDIRITTURA PARLARE E GIOCARE

6.I3Lab

I3Lab si occupa dei bambini con disordini dello sviluppo cognitivo e Sindrome di Down. Mirko Gelsomini, giovane ingegnere informatico italiano, nonché dottorando di ricerca al Politecnico di Milano e al MIT di Boston, spiega che i robot non sostituiranno certo i terapisti, ma faciliteranno il loro lavoro. I robot, infatti, vengono progettati proprio sulla base di quanto indicato dai medici.Dream 2020 - Fonte robotshatdr

7. Teo

Teo, ad esempio, è un robot del progetto KROG del Polimi, di colore giallo, alto quaranta centimetri e morbido, con un controllo da remoto, in grado anche di reagire in autonomia. Teo sollecita l’interazione, sorride se accarezzato e manifesta spavento se colpito. Tramite precisi stimoli sensoriali coinvolge il bambino.

8. Sam

Sam invece è un delfino dotato di uno schermo su cui appaiono le attività da seguire.

9. Ele

Ele è un elefante con una telecamera che trasmette al terapista e sollecita il dialogo.

Mario - Fonte: improntaunika

Sempre destinato a disabili e anziani è il robot anti-caduta sviluppato dall’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa in collaborazione con il Politecnico di Losanna. Si tratta di un esoscheletro leggero e personalizzabile già sperimentato nel centro di riabilitazione Don Carlo Gnocchi di Firenze. Il robot in fibra di carbonio, dev’essere indossato come se fosse un’imbragatura, per permettergli di adeguarsi all’andatura della persona e prevenire, tramite il calcolo di algoritmi, di prevenire un’eventuale caduta. E tutto in meno di un minuto!

Oltre a questo esoscheletro, hanno lo stesso scopo Ekso, che aiuta a camminare le persone con mobilità ridotta e Lokomat, che aiuta i bambini a recuperare la funzionalità degli arti inferiori.

Robot anti caduta - Fonte: medicalexpo.it
Robot anti caduta – Fonte: medicalexpo.it

Prima di quanto pensiamo quindi, i robot umanoidi entreranno nelle nostre case, per aiutarci e assisterci.

10. Romeo

Nell’ottica dei robot-caregiver, il 2019 vedrà Romeo, alto un metro e quaranta e in grado di aprire le porte, salire le scale e afferrare gli oggetti.

Robobear - Fonte: robotiko.it
Robobear – Fonte: robotiko.it

Robobear, un orso destinato all’assistenza domiciliare di origine giapponese, può addirittura prendere in braccio un paziente, quindi è utilissimo per chi è allettato o costretto su una sedia a rotelle.

I telerobot invece non hanno forma umanoide e la loro funzione è quella di assistere a distanza. Già noti quelli di Toyota, come Human Support Robot, che può essere controllato con un tablet.

11. Sota

Per chi invece ha bisogno di compagnia c’è Sota della VStone, relativamente economico dato che il prezzo è di circa ottocento euro, in grado di comunicare, e che può anche essere programmato per rilevare la pressione arteriosa e il battito cardiaco.

Buddy - Fonte: robotiko.it
Buddy – Fonte: robotiko.it

Anche Buddy può essere annoverato tra i robot da compagnia economici, e sicuramente con lui non dimenticheremo più l’orario della medicina.

Sebbene gli specialisti stranieri siano molti e preparatissimi, l’Italia, come abbiamo letto sopra, non è da meno e quindi, per chi teme di dover prima affrontare un corso di lingue per poter poi interagire col proprio robot, è possibile anche avvalersi di un dispositivo in grado di parlare italiano, come ad esempio R1, in arrivo nel 2018.

Importante comprendere l’intento degli scienziati che progettano e costruiscono i robot, che sottolineano come non debbano essere visti come sostituti, ma come aiuti e, nell’ottica della prevenzione e della salvaguardia umana, specifichino che le macchine devono a loro volta essere sorvegliate dall’uomo e come sia fondamentale evitare che il dispositivo preposto possa agire in totale autonomia scavalcando il volere dei suoi creatori.

Inevitabile la diatriba tra chi avalla la ricerca, confidando in un futuro migliore e più semplice, e chi invece teme un domani in cui congegni ormai a noi estranei prenderanno il controllo delle nostre vite.


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