Il 9 gennaio 2007 Steve Jobs presentò il primo modello di iPhone chiamato 2G, e svelava con grande entusiasmo le nuove funzioni di un telefono. Le persone che ebbero la fortuna di partecipare all’evento, guardavano ammirati un grande schermo che riproduceva lo smartphone. Ogni volta che Jobs sfiorava il display si apriva un’applicazione, ogni icona aveva una funzione: ascoltare musica, scattare una foto, navigare su internet, scrivere un’email e così via… Lo slogan della casa di Cupertino era “Apple reinventa il telefono”! Ed effettivamente, in poco tempo, questa visione ha rivloluzionato il nostro modo di vivere. Vista la portata dell’idea, la concorrenza non restò a guardare e così subito dopo, Google lanciò un sistema operativo per dispositivi mobili chiamato Android, di tipo aperto, ovvero con la possibilità di modificare il codice sorgente permettendo così di personalizzare il sistema, a differenza di iOS della Apple che è chiuso. Il primo dispositivo equipaggiato con Android fu l’HTC Dream. Era il 22 ottobre del 2008. Da allora sono passati solo dieci dieci anni, ma sono stati decisivi, e lo saranno sempre più per il nostro futuro. La spiegazione del perchè è semplice: in questi dieci anni è stato costruito un nuovo dominio per e delle nostre vite, fatto di connettività mobile, elaborazione smart e condivisione illimitata. Concetti e strumenti che hanno e daranno forza a modelli di relazioni destinati a rivoluzionare le nostre vite ben oltre quelli che li hanno preceduti. Strumenti come quello delle apps: software che servono a fare in modo veloce, facile e spesso intuitivo tante attività più o meno “complesse”, come giocare, informarsi, lavorare (dalla email al fax al word processor al ritocco fotografico, etc…), comprare, filmare, socializzare, insomma… più o meno tutto! Si può fare la lista della spesa così come pure comprare biglietti aerei – a volte – treni o navi, operare in banca comodamente dal bar, consultare il meteo, il televideo, il giornale locale di un posto qualsiasi da qualunque altra parte, prendere appunti (con o senza testo, audio, immagini, video), riascoltare un programma radiofonico tramite podcast e vedere canali televisivi con la sensazione di avere il mondo a portata di mano. Basta un device da poche decine di dollari ed una connessione per poter condividere in pratica ogni sorta di contenuto con chiunque in tempo reale (con buona approssimazione…). Un potere enorme disponibile per tutti (o quasi). Basti pensare che dal 2008 al 2015 secondo AppShopper, uno dei più celebri portatili per l’indicizzazione delle applicazioni, nell’ Apple Store sono stati pubblicati oltre 1,5 milioni diRaquel Bravo - TheFork applicazioni, mentre secondo AppBrain sul Play Store di Google ce ne sono 1,7 milioni e ad oggi sono state scaricate oltre 100 miliardi di app nel mondo sommando tutte le piattaforme, anche se quest’ultimo dato è complesso per il reale utilizzo delle applicazioni e per la facilità con la quale possono essere disinstallate. Negli ultimi anni sulle varie piattaforme si trovano applicazioni per prenotare ad esempio un ristorante ed usufruire di alcuni servizi molto interessanti. A tal proposito abbiamo voluto chiedere direttamente a Raquel Bravo, marketing manager di TheFork, il funzionamento di questa applicazione:

Quando è arrivata in Italia l’applicazione TheFork?

Nel febbraio 2015 sono stati lanciati in Italia sia il sito desktop e mobile (www.thefork.it) sia le applicazioni TheFork per Android e iOS. Il lancio è avvenuto in seguito all’acquisizione di restOpolis e Mytable, due startup italiane attive nell’ebooking dei ristoranti da parte di TripAdvisor, controllante di TheFork.

Perché una persona dovrebbe avere sul proprio smartphone un’applicazione come TheFork?

Il cellulare è ormai uno strumento che permette alle persone di fare di tutto comodamente da unnamedqualsiasi luogo e in qualsiasi orario. La stessa cosa vale per prenotare un ristorante, ed è lo stesso meccanismo già ampliamente utilizzato per prenotare un albergo o un viaggio… Perché devo perdere tempo prenotando telefonicamente (a volte il telefono non è disponibile, è occupato o solo raggiungibile in certi orari…) quando ciò si può fare 24 ore su 24 tutti i giorni dal cellulare? Poi i vantaggi sono anche altri, oltre alla comodità: con TheFork puoi anche prenotare con sconti dal 20 al 50% alla cassa, bevande incluse, senza asterischi né condizioni speciali, niente coupon. Ciò vuol dire unnamedche al ristorante ordini quello che vuoi e lo sconto andrà applicato su tutto il conto, bevande comprese. Inoltre, con ogni prenotazione, guadagni dei punti fedeltà chiamati Yums, 100 punti a prenotazione, e dopo 10 prenotazioni hai diritto a 20€ di sconto e con 20 prenotazioni hai 50€ di sconto nei ristoranti TheFork aderenti al programma fedeltà. In realtà usare TheFork conviene sempre. Poi l’app è fatta in modo da facilitare la scelta del ristorante facendo scoprire agli utenti locali che altrimenti non conoscerebbero. Con l’app puoi scegliere i ristoranti più vicini a te in base alla tua geolocalizzazione, per tipologia di cucina, romantici o in famiglia, quelli con le recensioni migliori (sia degli utenti TheFork che di TripAdvisor, essendo entrambi sistemi integrati), quelli che offrono sconti, etc… quindi andare al ristorante con TheFork è sempre una esperienza migliore, sia per la facilità e comodità che per la convenienza economica.

I servizi che offre TheFork si adattano quindi a diverse tipologie di ristoranti …

L’obiettivo del nostro servizio è soddisfare le esigenze di tutti gli utenti offrendo loro la possibilità di scegliere tra moltissime alternative. Per i ristoranti, abilitando la prenotazione online, TheFork mette a loro disposizione un gestionale. Anche in questo caso si tratta di uno strumento adatto a qualsiasi tipo di locale. Ai ristoranti che hanno bisogno di aumentare il numero di clienti permette una maggiore visibilità, a quelli che invece non hanno questa esigenza consente un più elevato livello di servizio.

Quali sono i requisiti minimi che un ristorante deve avere per essere pubblicato su TheFork?

Per entrare nel network di TheFork i ristoranti devono offrire un numero minimo di posti a sedere, un menu alla carta e il servizio al tavolo. Questi sono i requisiti minimi richiesti ai ristoranti che ci contattano per essere pubblicati. Oltre a questa modalità reattiva di affiliazione, abbiamo delle figure dedicate all’acquisizione di nuovi Partner. In tal caso, puntiamo ad avere nella nostra rete, locali che possono più facilmente incontrare i gusti dei nostri utenti. Ci basiamo su vari criteri qualitativi, per esempio i giudizi su TripAdvisor e le recensioni sulle guide gastronomiche.

Quanti sono i ristoranti italiani convenzionati con TheFork?

Ad oggi TheFork conta oltre 8.000 ristoranti pubblicati in Italia e 34.000 ristoranti prenotabili online nei diversi Paesi in cui è presente: Francia, Spagna, Belgio, Svizzera, Portogallo, Brasile, Olanda, Svezia, Danimarca, Australia e Turchia.

In quali città italiane siete maggiormente presenti?

I nostri principali mercati sono Milano, Roma, Bologna, Firenze, Torino e Venezia. Quindi attualmente
napoli
c’è un’offerta più ricca al centro nord. Il nostro network è comunque ampio anche nelle maggiorimilano città sud. Napoli, Bari e Palermo sono aree in forte crescita. Ogni giorno il numero di ristoranti cresce
perché, oltre al lavoro della nostra squadra commerciale, i ristoratori hanno colto leveneziaopportunità offerte dalla prenotazione online dei ristoranti. Una tra tutte, non l’unica, avere molti clienti in più. Per questo ogni giorno riceviamo numerose richieste.

I clienti che utilizzano normalmente l’applicazione possono scrivere anche una breve recensione. Se un ristorante riceve continue recensioni negative, come intervenite?

Le recensioni su TheFork sono fondamentali per aiutare la comunità di utenti a scegliere il ristorante. Queste vengono abilitate agli utenti che hanno effettivamente prenotato con TheFork e portato a termine l’esperienza. Se l’utente che ha riservato il tavolo non si presenta, il ristorante ce lo comunica altrimenti dovrebbe pagare un fee (commissione) e di conseguenza non gli abilitiamo la recensione. Il caso di un ristorante che riceva continue recensioni negative è decisamente raro, nel caso in cui dovesse capitare studieremmo la situazione per prendere i provvedimenti adeguati.

Ecco, se non viene onorata la presenza della prenotazione, cosa succede?

I nostri utenti sono invitati in diversi modi a comunicarci la mancata presenza attraverso l’invio di notifiche sul cellulare, email e sms. Abbiamo un sistema che consente la cancellazione della prenotazione in un solo clic per disincentivare i “no show”, dal momento che sappiamo che sono un problema per i ristoranti (e comunque non sono esclusivi dalla prenotazione online, giacché anche le prenotazioni telefoniche sono soggette allo stesso problema). In caso di effettiva mancata presenza, il ristoratore lo segnala a TheFork affinché non gli venga applicata la commissione (i ristoranti pagano una commissione a TheFork pari al valore di un coperto circa per ogni persona che arriva al ristorante tramite la piattaforma). Inoltre attraverso TheFork Manager, ovvero il gestionale che offriamo ai ristoranti Partner, questi hanno un database dei clienti che hanno prenotato e possono salvarne lo storico, no show inclusi. Nel caso in cui per esempio prenota un utente che in passato non ha onorato la presenza, il ristoratore può chiedere un’ulteriore conferma attraverso un recall.

Le schede dedicate ai ristoranti sono molto importanti perché forniscono le informazioni utili al cliente nella sua scelta come il menù, i prezzi, le promozioni e così via. Queste schede vengono aggiornate continuamente?

Il ristoratore può aggiornare le informazioni su indirizzo, menu e prezzi in qualsiasi momento. Può anche decidere, grazie al gestionale online, di applicare promozioni in determinati periodi. Inoltre, ogni ristorante ha a sua disposizione un consulente dedicato che lo aiuta a migliorare sia la sua scheda sia il numero di prenotazioni ricevute. Anche il dipartimento marketing di TheFork è particolarmente attento alla qualità delle schede dei ristoranti, giacché sono la vetrina su cui si basa la scelta degli utenti. Miglioriamo le foto dei ristoranti, aggiorniamo le descrizioni e i menù e creiamo selezioni in grado di ispirare la community.

Secondo lei quale sarà il futuro delle applicazioni nel mondo della ristorazione? Ci saranno implementazioni importanti?

La nostra app è in continua evoluzione. Attualmente ha molte più funzionalità della prima versione lanciata a febbraio 2015, tra cui la possibilità di inserire fotografie in aggiunta alle recensioni. Anche il gestionale fornito ai ristoratori (TheFork Manager) si è evoluto in modo considerevole per garantire sempre più vantaggi ai manager della ristorazione. Ai ristoranti che hanno bisogno di aumentare il numero di clienti permettiamo di applicare promozioni che vanno dal 20 al 50%. Il maggior costo per un ristorante è infatti il tavolo vuoto. Il principio è quello che nel mondo dei viaggi è già noto da tempo: il prezzo varia a seconda delle disponibilità di posti. Per chi non ha bisogno di più clienti, il software è uno strumento molto efficace per gestire al meglio la sala e il servizio. In futuro si aggiungerà la possibilità di pagare tramite l’app, o garantire la prenotazione con la carta di credito per i ristoranti di lusso.

Grazie e buon lavoro


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