Riforma Madia e lavoro dei disabili nella PA: costituita la Consulta

I decreti attuativi contengono tre novità per l’inclusione lavorativa dei disabili nella Pubblica Amministrazione

L’istituzione di una  Consulta nazionale per l’integrazione in ambiente di lavoro delle persone con disabilità  prevista dalla Riforma Madia  (decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, art. 10) è stata costituita in seguito al decreto attuativo apparso nella G.U. il 3 aprile 2018. Il decreto prevede infatti che “presso il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri è istituita, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, la Consulta nazionale per l’integrazione in ambiente di lavoro delle persone con disabilità”,  (art. 10 comma 1, che modifica così le precedenti norme sul pubblico impiego, in particolare l’art. 39 del decreto legislativo n.165 /2001).

La Consulta  consterà di 12 componenti: quattro Ministeri, Lavoro, Pari Opportunità, Salute e Funzione Pubblica; l’INAIL; la nuova ANPAL (Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro); un rappresentante delle Regioni e  uno dei Comuni; due sindacalisti e due rappresentanti provenienti dalla  FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità) e FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap).

Quale sarà il suo ruolo? E’ sempre previsto dal decreto Madia: “La Consulta elabora piani, programmi e linee di indirizzo per ottemperare agli obblighi di cui alla legge 12 marzo 1999, n. 68”, si legge nel comma 3; svolge “il monitoraggio sul rispetto degli obblighi di comunicazione”; indica “ai ministeri competenti iniziative e misure innovative finalizzate al miglioramento dei livelli di occupazione e alla valorizzazione delle capacità e delle competenze dei lavoratori disabili nelle pubbliche amministrazioni”; infine, “prevede interventi straordinari per l’adozione degli accomodamenti ragionevoli nei luoghi di lavoro”.

La seconda novità della legge Madia è l’introduzione di un Responsabile dell’inserimento delle persone con disabilità”, con il compito di “garantire un’efficace integrazione nell’ambiente di lavoro delle persone con disabilità, nelle PA con più di 200 dipendenti, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili”. Nello specifico, il responsabile dei processi d’inserimento “cura i rapporti con il servizio per l’inserimento lavorativo disabili del centro per l’impiego territorialmente competente, nonché con i servizi territoriali per l’inserimento mirato”; “predispone, sentito il medico competente della propria amministrazione ed eventualmente il comitato tecnico di cui alla legge 12 marzo 1999, n. 68, gli accorgimenti organizzativi e propone, ove necessario, le soluzioni tecnologiche per facilitare l’integrazione al lavoro anche ai fini dei necessari accomodamenti ragionevoli”;  “verifica l’attuazione del processo di inserimento, recependo e segnalando ai servizi competenti eventuali situazioni di disagio e di difficoltà di integrazione”.

Infine, il decreto attuativo prevede l’istituzione di una banca dati e di un monitoraggio continuativo : le amministrazioni pubbliche avranno l’obbligo  di “comunicare entro il 31 dicembre di ogni anno, al Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Centro per l’impiego territorialmente competente la situazione occupazionale e le eventuali scoperture di posti di lavoro riservati ai disabili”. Entro i successivi sessanta giorni le amministrazioni pubbliche dovranno trasmettere “al servizio inserimento lavorativo disabili territorialmente competente, al Dipartimento della funzione pubblica e al Ministero del lavoro e delle politiche sociali una comunicazione contenente tempi e modalità di copertura della quota di riserva. In tale comunicazione sono indicati anche eventuali bandi di concorso per specifici profili professionali per i quali non è previsto il solo requisito della scuola dell’obbligo, riservati ai soggetti di cui all’art. 8 della legge 12 marzo 1999, n. 68, o, in alternativa, le convenzioni di cui all’art. 11 della citata legge”.

 

 

Fonte immagini:  Sito  www.superabile.it


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