Riflessione sulla giornata dell’8 marzo: costruzione e verità

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Abbiam voluto far passare una settimana, dall’evento di domenica scorsa. “Quando il rosa non è un colore ma un modo di essere: la donna ed  il suo mondo”, non è stato solo un nucleo espositivo e celebrativo di una festa che, oggi più che mai, ha perso la matrice originaria foriera di libertà, indipendenza, parità tra i sessi.

Oggi, avremmo tutti gli strumenti analitici e sociologici per impostare un discorso di equilibrio tra uomo e donna, compreso la sessualità transizionale. Invece siamo costretti a nascondere, coprire, trasfigurare, martoriare e artefare i nostri corpi. I corpi sono verità, non hanno alcun bisogno di maschere, siano essi maschili che femminili o transgender. I corpi hanno bisogno di esprimersi. Null’altro. L’evento di domenica scorsa è stato diverso, ha lasciato un’impronta votata proprio a questo potente bisogno di verità e libertà d’espressione. Abbiamo fatto decantare, in questi 7 giorni, i fervori che seguono la soddisfazione organizzativa di una giornata perfetta. Lavoro ed eccellenza, salute e prevenzione, arte e musica. La donna al centro, non in forma di “vittima”, ma di cellula centripeta e centrifuga, necessità sociale ed esistenziale, tassello insostituibile tanto quanto l’uomo nel mosaico della comunità.

La forza è stato il collante dei diversi e diversificati eventi. A cominciare dalla testimonianza di tre donne che hanno superato o stanno superando gravi problemi di natura oncologica, all’interno del convegno mattutino “Difendersi dal cancro è possibile: prevenzione, cura e aspetti psicopatologici dei tumori femminili”. L’incontro ha visto la partecipazione di Mimmo Oliva, portavoce Polis Sa, Pierdomemico Di Benedetto, endoscopista chirurgico del team della Clinica Salus di Battipaglia, Ricci Maria Federica responsabile LILT Sezione di Salerno, Mariangela Rossi, nutrizionista e consulente nutrizionale LILT, Luigi Cremone, coordinatore della Breast Unit dell’Azienda Ospedaliera Universitaria OO.RR. San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, Nicoletta Manfredi, psico-oncologo della Breast Unit dell’Azienda Ospedaliera Universitaria OO.RR. San Giovanni di Dio e Ruggi 8marzo-polisd’Aragona di Salerno. A coorganizzare insieme a Polis, anche l’associazione Frida per le Donne, con Alfonsina De Filippis  che ne è presidente. Problemi concreti, reali, tangibili. Di questo abbiamo discusso. Tumori, voglia di farcela, di combattere, combattere contro tutti, anche contro la disperazione dei familiari e degli amici, la cui energia non è motore ma valore aggiunto. Il primo vero monito è stato proprio questo: i motori per vivere e macinare vittorie sull’insensatezza di alcuni aspetti della vita siamo noi, il nostro dentro, il nostro motore è la nostra energia, quanta voglia abbiamo di mettere in campo per dire ancora e sempre più forte “ci sono” e “voglio ancora esserci”.

La tensione costruita sulla strada della forza e del coraggio, è proseguita in serata, con la consegna del premio “La Città delle donne”. Due le protagoniste assolute, Maria Gambardella, imprenditrice nocerina, e Maria Giustina Laurenzi, giornalista. A fare da preziosa cornice,  il prof. Alfonso Di Muro, il  Collettivoacca, il Coro “Matricanto” che ha incantato il pubblico, il duo flauto-chitarra Luca Fiume e Franco Amato, le interpretazioni di  Angela Vitale e Marianna Considerato, il concerto dell’Ensamble liceum coordinato da Vincenzo Volpe. La serata è stata presentata da Nunzio Siani. Ciò che si è voluto esprimere, e qui chiudiamo la nostra riflessione, è la voglia esplosiva di collegare i cittadini, rendere il paese “unito”, attivare cervelli e capacità, sul filo della crescita, della costruzione territoriale, al di fuori delle beghe politiche, lontano dai protagonismi eccessivi. Polis vuole ringraziare, dunque, tutti coloro che hanno voluto e che vorranno mettersi in gioco, per diventare protagonisti di un cambiamento reale, lento ma progressivo, in una sola parola “concreto”.


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