Ready Player One

Gli anni 80 del futuro

L’ultimo film di Steven Spielberg è ambientato nel prossimo futuro, ma in realtà ci riporta negli anni ’80, viste le tantissime citazioni (film, videogames, etc) che appaiono in Ready Player One. Il film è tratto dal romanzo omonimo di Ernest Cline, che contribuisce anche alla sceneggiatura.

Nel 2045, in una Terra oramai devastata dall’inquinamento e dalla sovrappopolazione, le persone evadono dalla realtà con OASIS, un mondo virtuale creato da James Halliday che gli ha permesso di diventare ricchissimo. Alla morte di quest’ultimo viene indetta una gara: solo chi riuscirà a trovare tre chiavi che James ha nascosto all’interno di OASIS potrà diventare il proprietario del mondo virtuale ed ereditare tutto il patrimonio. Wade Watts, un ragazzo di periferia, riesce piano piano a decifrare tutti gli indizi, ad aiutarlo ci sono altri 4 ragazzi conosciuti nel mondo degli avatar, mentre ad ostacolarlo c’è la multinazionale IOI.

L’atmosfera rétro degli anni ’80 e la sua cultura pop si fondono armonicamente con i grandi effetti speciali, presenti soprattutto quando i protagonisti sono nel mondo virtuale di OASIS (consigliata la visione in 3D). Il film riesce così a rivolgersi sia a coloro che hanno vissuto in prima persona quegli anni sia ai più giovani.

Fonte:www.moviestruckers.com

Nonostante la durata di due ore e venti, il ritmo del film è veloce, i protagonisti rincorrono senza tregua tutti gli indizi di James Halliday e contemporaneamente combattono contro i cattivi senza perdere un attimo. Lo spettatore viene catapultato dal mondo reale al virtuale ripetutamente e repentinamente, e viene così introdotto in una Terra in cui questi due mondi si accavallano (tant’è che a volte i personaggi confondono i loro nomi reali, con quelli degli avatar).

Nonostante OASIS sia al centro della storia e sia presentato come grandissima fonte di guadagno, svago ed evasione, il film evidenza anche gli aspetti negativi della realtà virtuale: tutti si conoscono in OASIS, ma nessuno si conosce veramente; dietro un avatar può esserci chiunque (uomo, donna, anziano, bambino…).

Fonte: www.slashfilm.com

La classifica

Mark Rylance -> è James Halliday, il creatore di OASIS. L’attore riesce ad interpretare in maniera naturale questo personaggio dalle mille sfaccettature: multimilionario geniale, timido e introverso. Sono le sue passioni per l’ambientazione anni ’80 che danno il gusto rétro al film.

T. J. Miller  -> è i-R0k, un mercenario che lavora per Nolan Sorrento, capo dell’IOI, la multinazionale che tenta di prendere OASIS. Anche se l’attore non si vede mai in carne ed ossa, ma mostra solo il suo temibile avatar, riesce comunque a mettere in evidenza questo personaggio. E’ un “cattivo ma non troppo” che genera anche simpatia.

Tye Sheridan -> è Wade Watts, il ragazzo che conosce a memoria tutta la vita di James Halliday e che fa di tutto per conquistare OASIS. Anche Wade è timido e introverso come il creatore del mondo virtuale, ma a differenza di Halliday tenta di superare i suoi limiti (soprattutto quelli nei rapporti con l’altro sesso).

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