Napoli, quer pasticciaccio brutto de via Caracciolo

Con l’ultima querelle del Napoli Pizza Village  2015, Carlo Emilio Gadda avrebbe avuto materiale prezioso per scrivere finalmente il finale del suo incompiuto di via Merulana.

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Gli elementi da cronaca nera ci sono tutti:

  • Il cadavere dell’evento pronto ad essere inumato;
  • l’arma del delitto: un bollettone Cosap da 70 mila euro;
  • una vedova inconsolabile: la Città di Napoli.

Poi arriva il colpo di scena, mentre sembra avviata la veglia funebre, i genitori legittimi del moribondo non ci stanno ed invece di piangerlo si organizzano e lo rianimano.

Ma facciamo un passo indietro. Nell’ultimo Consiglio Comunale di Napoli, conclusosi per sopravvenuta stanchezza alle 5:30 del mattino, il bilancio è stato quadrato ed alla fine approvato. Ovvie le consuete modalità di alta tecnologia economico-finanziaria e quindi, senza sfruttare troppo creatività e intelletto gestionale, si praticano i soliti tagli alla spesa ma soprattutto lievitano esponenzialmente alcuni tributi.

La Cosap, per esempio, è quello da pagare per le occupazioni di suolo pubblico. Una risorsa importante per le casse comunali ma anche un tributo “pesante” per lo sviluppo dell’impresa locale, specie per i settori turistico, culturale e artistico.

La domanda sorge spontanea: se sono queste le vocazioni tipiche del nostro territorio, come rendiamo più appetibile la nostra offerta di mercato se affondiamo chi prova a far decollare questo processo? La questione è certamente un nodo politico difficile da sciogliere.

Ma restiamo invece sul volgare piano del tecnicismo contabile. Anche i bambini sanno che un progetto d’impresa, per ritenersi cantierabile,  ha bisogno di un business plan corretto che metta costi e ricavi in relazione equiibrata; la Cosap è ovviamente una voce dei costi.

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Come la mettiamo se, a 20 giorni dall’avvio del progetto già cantierato,  il partner istituzionale, pur impegnato e coinvolto in un certosino lavoro di promozione sul mercato nazionale ed estero, cambia le carte in tavola e impone un incremento dei tributi Cosap di oltre il 300% ?

La mettiamo che si annulla l’evento, tanto a subire danni economici immediati e d’immagine e credibilità l’intera la città appare ormai abituata. Oppure ci si rivolta i polsini, si rimodula il modulabile, si stringono gli spazi quanto più è possibile per mantenere leggibile il valore della manifestazione e, magari, ci si autotassa per coprire il più possibile i maggiori ed imprevisti costi. L’ultima che hai detto, e così sarà.  Sempre che la proposta passi tra le maglie della Giunta Comunale di domani.

Eh sì, è un pasticciaccio brutto quello di Via Caracciolo.


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