Napoli, quer pasticciaccio brutto de via Caracciolo

Gli elementi da cronaca nera ci sono tutti:

  • Il cadavere dell’evento pronto ad essere inumato;
  • l’arma del delitto: un bollettone Cosap da 70 mila euro;
  • una vedova inconsolabile: la Città di Napoli.

Poi arriva il colpo di scena, mentre sembra avviata la veglia funebre, i genitori legittimi del moribondo non ci stanno ed invece di piangerlo si organizzano e lo rianimano.

Ma facciamo un passo indietro. Nell’ultimo Consiglio Comunale di Napoli, conclusosi per sopravvenuta stanchezza alle 5:30 del mattino, il bilancio è stato quadrato ed alla fine approvato. Ovvie le consuete modalità di alta tecnologia economico-finanziaria e quindi, senza sfruttare troppo creatività e intelletto gestionale, si praticano i soliti tagli alla spesa ma soprattutto lievitano esponenzialmente alcuni tributi.

La Cosap, per esempio, è quello da pagare per le occupazioni di suolo pubblico. Una risorsa importante per le casse comunali ma anche un tributo “pesante” per lo sviluppo dell’impresa locale, specie per i settori turistico, culturale e artistico.

La domanda sorge spontanea: se sono queste le vocazioni tipiche del nostro territorio, come rendiamo più appetibile la nostra offerta di mercato se affondiamo chi prova a far decollare questo processo? La questione è certamente un nodo politico difficile da sciogliere.

Ma restiamo invece sul volgare piano del tecnicismo contabile. Anche i bambini sanno che un progetto d’impresa, per ritenersi cantierabile,  ha bisogno di un business plan corretto che metta costi e ricavi in relazione equiibrata; la Cosap è ovviamente una voce dei costi.

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Come la mettiamo se, a 20 giorni dall’avvio del progetto già cantierato,  il partner istituzionale, pur impegnato e coinvolto in un certosino lavoro di promozione sul mercato nazionale ed estero, cambia le carte in tavola e impone un incremento dei tributi Cosap di oltre il 300% ?

La mettiamo che si annulla l’evento, tanto a subire danni economici immediati e d’immagine e credibilità l’intera la città appare ormai abituata. Oppure ci si rivolta i polsini, si rimodula il modulabile, si stringono gli spazi quanto più è possibile per mantenere leggibile il valore della manifestazione e, magari, ci si autotassa per coprire il più possibile i maggiori ed imprevisti costi. L’ultima che hai detto, e così sarà.  Sempre che la proposta passi tra le maglie della Giunta Comunale di domani.

Eh sì, è un pasticciaccio brutto quello di Via Caracciolo.


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