Quali e quanti sono i Centri per Rifugiati e Immigrati Irregolari in Italia. (Prima Parte)

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di Angelo Colangeli

Le cronache, sia nazionali che locali, ci propongono spesso immagini di luoghi dove vengono accolti sia i Rifugiati Richiedenti Asilo che gli Immigrati Irregolari. A volte maldestramente i cronisti li definiscono genericamente Centri di Accoglienza. Nel tentativo di fare chiarezza su un argomento tanto discusso e delicato, ritengo utile una istantanea delle tipologie di questi Centri e della loro dislocazione sul territorio nazionale.

Si fa presto a dire Centri! La normativa e l’organizzazione delle nostre istituzioni prevede le seguenti strutture: CPSA Centri di Primo Soccorso e Accoglienza, CDA Centri Di Accoglienza, CARA Centri di Accoglienza per Richiedenti Asilo, CIE Centri di Identificazione ed Espulsione.

Centri di Primo Soccorso e Accoglienza (CPSA). Questi sono quei luoghi dove vengono accolti gli stranieri al momento che riescono a raggiungere l’Italia. Per lo più i disperati dopo i viaggi della speranza in mare, che tristemente consociamo dalle immagini soprattutto dell’isola di Lampedusa. In questi centri i migranti ricevono la prima assistenza e le cure mediche necessarie. Qui inizia l’Iter Burocratico, vengono infatti fotografati e gli vengono prese le impronte digitali. Foto e impronte sono gli unici dati certi per la loro identificazione, infatti spesso sono privi di documenti e per sperare di ottenere lo status di Rifugiato dichiarano di fuggire da zone di guerra o dittature, quando invece provengono da stati magari confinanti. Da questo momento possono dichiarare di richiedere la Protezione Internazionale con lo status di Rifugiati. I Centri di Primo Soccorso e Accoglienza sono quattro (4): Lampedusa (AG), Elmas (CA) anche con funzioni di CARA, Otranto (LE), Pozzallo (Ragusa)

Centri Di Accoglienza (CDA). In questi luoghi vengono portati e trattenuti tutti gli immigrati che sono privi di documenti o con documenti irregolari, non solo chi arriva via mare o supera le frontiere con altri mezzi, ma anche i fermati dalle forze di polizia sul territorio nazionale. La permanenza in questi centri dura il tempo necessario alla esatta identificazione e a stabilire se hanno diritto a rimanere in Italia.

Centri di Accoglienza per Richiedenti Asilo (Cara). Tutti i cittadini stranieri che una volta giunti sul nostro territorio chiedono Asilo come Rifugiati ai sensi delle normative e convenzioni internazionali, vengono ospitati in questi centri dove successivamente all’esatta loro identificazione, si procede ad attivare le procedure previste dalla protezione internazionale. I centri che hanno funzioni sia di CDA che di CARA sul territorio sono 14:

  • Gradisca d’Isonzo (GO)
  • Arcevia (AN)
  • Castelnuovo di Porto (Roma)
  • Borgo Mezzanone (FG)
  • Palese (BA)
  • Restinco (BR)
  • Don Tonino Bello (LE)
  • Loc. S.Anna (Crotone)
  • Mineo (CT)
  • Pozzallo (Ragusa)
  • Contrada Pian del Lago (Caltanisetta)
  • Lampedusa (AG)
  • Salina Grande (TP)
  • Elmas (CA)

Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE). copertinaI cittadini stranieri entrati in modo irregolare in Italia che non fanno richiesta di protezione internazionale o, anche se la fanno, non ne hanno diritto sono trattenuti in questi centri. Queste strutture sono le uniche, a differenza delle precedenti, dove per l’irregolare trattenuto esiste una limitazione della libertà. La loro funzione è quella di trattenere chi è in via di espulsione per consentire l’esecuzione del relativo provvedimento da parte delle Forze dell’ordine. Il decreto legge n.89/2011 convertito dalla legge n.129/2011 prevede un tempo massimo di permanenza di 18 mesi, tempo funzionale alle a volte complesse procedure di espulsione e rimpatrio. I centri di identificazione ed espulsione sono 5 (cinque):

  • Torino
  • Roma
  • Bari
  • Trapani
  • Caltanissetta

I passi successivi e ancor più delicati e spinosi dal punto di vista sociale e della sostenibilità economica, sono quelli necessari per dare ospitalità e assistenza a quei migranti e Rifugiati che hanno diritto d’Asilo. Infatti gli stranieri che hanno diritto a rimanere sul nostro territorio, usciti dai centri illustrati sopra,  vengono gestiti attraverso i cosiddetti CAS (Centri di Assistenza Straordinaria) di competenza delle Prefetture.migrantieQuesti Centri possono essere realizzati e dati in gestione a enti privati, per lo più Associazioni che devono avere determinati requisiti. Ad essi si affianca lo SPRAR ossia il Sistema di Protezione dei Richiedenti Asilo e Rifugiati, gestito dal Ministero degli Interni.

Nel prossimo articolo cercheremo di entrare nello specifico di questi sistemi, con un occhio alle probabili novità normative annunciate dal Governo.

 

 


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