Posto ergo sum | TV e dintorni

L’interattività dei programmi televisivi con i “social” fa da spunto a delle riflessioni sulla nuova era delle comunicazioni.

Le maggiori emittenti televisive stanno cavalcando l’onda “social”. Non c’è programma di punta che non abbia un suo profilo su Instragram, FB e Twitter. Anche le trasmissioni che prevedono voti del pubblico si stanno avvalendo dei “like” per decretare eliminazioni e vincitori.

Va da sé che i nuovi utenti televisivi (tanti oramai provvisti di smart tv direttamente collegate in rete) sono convinti così di far parte integrante del loro programma televisivo. Si tratta in effetti di una nuova frontiera i cui sviluppi sono ancora in piena fase ascendente, gli inserzionisti pubblicitari già si gettano a capofitto su questa nuova fetta di mercato, la cosiddetta “pubblicità comportamentale” tiene conto di tutta la nostra attività sulla rete e ci propone messaggi pubblicitari altamente personalizzati. La voglia di apparire degli utenti social-televisivi li spinge a postare in maniera frenetica e commentare, spesso a sproposito, sui social TV.

Questo è però l‘atteggiamento della stragrande maggioranza degli utenti dei social media, il “cogito ergo sum”, di cartesiana memoria, è oramai diventato “posto ergo sum”, sino a farci dire: se non hai un profilo sul web… non esisti.

Il nuovo modo di comunicare sta portando ad un paradosso: troppa informazione ci rende più ignoranti. Ogni giorno siamo letteralmente travolti da miriadi di informazioni, risulta spesso difficile distinguere quelle vere da quelle false, i cosiddetti “fake”. Il “post ergo sum” ci porta a condividere notizie e commentare notizie sensazionalistiche, falsi scoop, affermazioni  errate, che spesso risultano non vere e del tutto prive di fondamento, in maniera virale. Sarebbe buona norma, prima di condividere una notizia, verificarne la fonte: ci sono siti specializzati nel divulgare bufale.

Un tempo eravamo un popolo di allenatori e commissari tecnici, ora siamo anche tuttologi e opinionisti, peccato che ne sappiamo molto meno di allora…

 


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