Portici, a Villa Savonarola la rassegna letteraria “Ti presento un libro”

Sotto il binomio Cibo&Cultura al via la sessione autunnale della III° edizione di "Ti Presento Un Libro", la rassegna letteraria della Città di Portici

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Di Tonia Ferraro

PORTICI (NAPOLI) – A Villa Savonarola venerdì 9 ottobre si è svolta la serata inaugurale dell rassegna letteraria “Ti presento un libro”, patrocinata dal Comune di Portici e organizzata dall’assessorato alla cultura guidato da Raffaele Cuorvo, in collaborazione con Libera D’Angelo e l’associazione Proteneo Portici.

FullSizeRender (4)L’iniziativa rientra nel più ampio progetto teso a valorizzare il binomio Cibo&Cultura che vedrà la presentazione di libri di nove autori accompagnata da degustazioni di eccellenze enogastronomiche del territori,.

Alla rassegna letteraria, che partirà martedì 13 ottobre per concludersi martedì 1 dicembre, hanno partecipato ben 16 autori, i loro libri sono stati ospitati negli stand allestiti nell’accogliente giardino all’italiana di Villa Savonarola.

Hanno invece trovato posto nella sala ricevimenti della storica dimora  alcuni espositori di eccellenze eno-gastronomiche del territorio. Per l’occasione  l’Azienda Agricola Fratelli Punzo, Cioccolateria Maya, Percorsi e Azienda Agricola Pasquale Imparato hanno offerto ai presenti assaggi delle loro produzioni.

copertina libroLa serata ha avuto inizio nella sala conferenze, dove il sindaco Nicola Marrone, l’assessore Raffaele Cuorvo e Libera D’Angelo hanno introdotto l’evento portando i loro saluti al folto pubblico presente, agli autori dei libri e all’anima operativa dell’Ufficio Cultura Eva Pingitore.
Alla presentazione ed al successivo dibattito sono poi seguiti alcuni momenti di intrattenimento con la teatralizzazione di pagine tratte da “Utopia” di Paolo Aurino e “Turnammo a scrivere Napulitano” di Enzo Carro, quest’ultimo è stato accompagnato dalla Mostra “Per le strade di Napoli ho imparato a scrivere napulitano”, a cura di Mariangela Avolio, giovane avvocato civilista con la passione della fotografia.

Attraverso le immagini l’autrice ha inteso sottolineare la valenza didattica di “Turnammo a scrivere Napulitano”, un testo che l’autore Carro ha pensato per tutti, in particolare per gli studenti della scuola secondaria, perché la lingua napoletana sia appresa in modo corretto e rimanga viva. Ogni foto è corredata da una didascalia in partenopeo, in italiano e in inglese, un piccolo valore aggiunto che sottolinea l’universalità della lingua napoletana.

Abbiamo avuto modo di scambiare qualche parola con la fotografa Mariangela Avolio:

Napule, Napoli, Neaples. Com’è nata questa simpatica idea?
«Come progetto questa mostra nasce partendo dalla foto di copertina del libro, sempre prodotta da me. Accompagnato da Pulcinella, maschera simbolo di Napoli, questo percorso trilingue si snoda per le strade e vicoli di Napoli. Pulcinella apprende la corretta lingua scritta da uno scrivano, altro stilema scomparso dell’iconografia partenopea. Proprio questo è il nostro obiettivo: insegnare la grammatica in modo semplice, leggero, ma pieno di significati che riportano alla giusta dimensione identitaria. E Pulcinella è l’anima di Napoli, ambasciatrice di sé stessa, che vuole evolversi e proiettarsi addirittura verso l‘estero.»

Qual è la tecnica usata per queste fotografie?
«Dagli scatti a colori ho ricavato con l’effetto seppia delle immagini che riportano ad un che di antico. In queste foto Pulcinella, accompagnato dalla madre, apprende come si scrive correttamente il napoletano, poi toglie la maschera e dice «Mò pozzo i’ a pazzià», catapultandosi come un qualsiasi ragazzo nella realtà di oggi, ricco però di un bagaglio che affonda le radici in un grande passato.»


(Foto di Michele Malaspina)


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