Portici nell’arte, una raccolta commentata di opere dal ‘500 ad oggi

Stanislao Scognamiglio, appassionato storico dell'arte, ci presenta e commenta una raccolta di opere che rappresentano la città di Portici, varco ufficiale del Miglio d'Oro

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di Stanislao Scognamiglio

Attraverso i social networks molte persone testimoniano con regolarità il loro amore per la terra natia o d’adozione. Lo fanno inserendo, sul loro account personale o su quello dei gruppi condivisi, cartoline d’epoca, dipinti e foto, tutte riguardanti la Città, e non solo.

Al gruppi si accodano altri occasionali inserzionisti con la presentazione di immagini di chiese, edifici pubblici e privati di notevole valenza architettonica, monumenti, personaggi, scene di vita, strade.

Nella maggior parte dei casi il meritevole impegno dei gruppi perde di completezza perché spessissimo gli inserimenti, sottoposti all’attenzione degli aderenti alla piattaforma, sono corredati da una sola stringatissima didascalia. È comprensibile che mentre questa soluzione può essere valida e sufficiente per le cartoline d’epoca, la stessa non può esserla affatto per i dipinti.

Tali opere, presentate senza alcuna citazione attinente al nome dell’artista, al titolo, all’epoca di esecuzione, alle dimensioni, alla giacenza presso Enti museali pubblici o privati, al volume in cui le stesse sono state inserite a corredo del testo pubblicato, possono sì incuriosire il pubblico e, forse, sollecitarlo ad approfondirne lo studio, ma – a mio avviso – non soddisfano l’immediata contezza della loro conoscenza.

Magistrali o modesti che siano stati, pittori di ogni epoca, con le più diverse tecniche pittoriche su supporti di varia natura (carta, cartone, tavola, tela, ecc.) con le loro opere hanno immortalato alcuni degli spaccati porticesi tra i più suggestivi: Bellavista, Granatello, piazza San Ciro, Bosco, Mercato, Porto, Villa comunale.

Quale migliore opportunità per dare inizio ad una rubrica antologica sulle pagine di questo Magazine e presentare in bozza il mio lavoro inedito dal titolo “Portici nell’arte”, una raccolta di dipinti, disegni, schizzi ed altro realizzati dalla seconda metà del 1500 a oggi da artisti italiani e stranieri più o meno noti.

Il lavoro, frutto di una costante continua ricerca avviata negli anni ‘90 indiscutibilmente non può essere esaustiva. Di sicuro c’è ancora tanto da scoprire, per cui si propone quale sprone e incipit a quanti vogliano integrarlo con nuove accessioni e informazioni.

In “Portici nell’arte”,  oltre all’immagine a colori o in bianco e nero, in più riprese e a partire da questo articolo, verrà mostrata la relativa scheda.

Nel corso del XVI secolo, si riscontrano due opere, rispettivamente databili l’una al 1514 e l’altra al 1568. Ecco le due prime schede:

Il vero disegnio in sul proprio luogho ritratto del infelice paese di Pozuolo, 1540
Il vero disegnio in sul proprio luogho ritratto del infelice paese di Pozuolo, 1540

L’artista G. A., noto come Maestro del Trabocchetto o del Tribolo, incide su rame una raffigurazione dei golfi di Pozzuoli e di Napoli.

Nella mappa, posto nell’area nord occidentale del casale di Portici, è facilmente riconoscibile  il caseggiato di Pietrabianca.

L’incisione, dal titolo “Il vero disegnio in sul proprio luogho ritratto del infelice paese di Pozuolo, è inserita nel cosiddetto Atlante Lafrery. L’atlante, pubblicato a Roma nel 1570 dall’incisore e cartografo francese Antoine Lafréry o Antonio Lafreri, rappresenta una delle primissime raccolte organiche di mappe geografiche stampate.

Elegantissimus ad mare Tyrrhenum ex monte Pousilipo Neapolis montisque Vesuvij prospectus, 1578
Elegantissimus ad mare Tyrrhenum ex monte Pousilipo Neapolis montisque Vesuvij prospectus, 1578

L’eccezionale disegnatore fiammingo Joris Hoefnagel, noto come Georg Hufnagel, dal 1577 al 1580 è nel Mezzogiorno d’Italia.

L’artista durante il suo soggiorno napoletano, realizza un’incisione su rame raffigurante il Vesuvio e il golfo di Napoli visto da Posillipo.

Contrassegnata dalla lettera M si nota il “Camino per Resina”, lungo il quale, adagiato ai piedi del complesso vulcanico del Vesuvio rappresentato senza alcuna traccia di attività si stende l’abitato di Portici.

L’opera acquerellata, dal titolo “Elegantissimus ad mare Tyrrhenum ex monte Pousilipo Neapolis montisque Vesuvij prospectus, riportato nel lieve sbuffo di fumo che si eleva dal cratere, è conservata al Museo di San Martino a Napoli.


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