Portici: ennesima occasione mancata per il rilancio di Villa Fernandes

Annullata l’ultima gara per l’assegnazione del famoso bene immobiliare confiscato alla camorra

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PORTICI (Na) – Non c’è pace per la storica Villa Fernandes di via Diaz, bene confiscato alla camorra nel 1998,  che sembra proprio destinata a non essere mai a disposizione della cittadinanza. Soprattutto alla luce degli ultimi eventi che hanno visto sfumare l’ennesima occasione di rilancio a causa dell’annullamento del bando per l’assegnazione della villa.

Lo scorso marzo, infatti, era stata ufficialmente annunciata una gara per l’affidamento in concessione ad uso gratuito di Villa Fernandes, affidamento previsto dalla legge che regolamenta l’utilizzo delle strutture confiscate alla criminalità organizzata.

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Ma ora, con una determinazione dirigenziale (la 774 del 24 ottobre 2016), l’amministrazione comunale ha improvvisamente annullato la gara d’appalto con la seguente motivazione:  nel bando redatto e pubblicato dallo stesso ente, veniva omesso, per “mero errore”, il requisito (stabilito dalla delibera 149 del 12.03.2016) della “esecuzione da parte dei concorrenti di aver svolto attività nello specifico campo di intervento per almeno tre anni sul territorio cittadino”.

Una questione decisamente paradossale in quanto il bando, oltre ad essere stato redatto e verificato mesi prima proprio dagli stessi dirigenti preposti e dal segretario generale del comune, richiamava per intero la delibera 149 del 12.03.2016 che definiva le linee guida ed i criteri che disciplinano l’assegnazione di tali immobili confiscati. E dove, inoltre, veniva ben evidenziato il medesimo aspetto per il quale invece è stata annullata quest’ultima gara per l’affidamento.

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Le offerte delle associazioni partecipanti alla competizione, che ambivano alla assegnazione della struttura per lo svolgimento delle proprie attività sociali, non sono state aperte e sono state restituite ai mittenti, senza quindi accertarsi se possedessero o meno tale requisito e che, se posseduto, non poteva certo intendersi come prerogativa che limitasse la partecipazione di eventuali altre associazioni.

In assenza di ricorsi di specie, e non essendoci quindi un interesse pubblico al riguardo, le  associazioni si chiedono allora per quale ragione è stata annullata la gara per l’assegnazione di Villa Fernandes.

Soprattutto in virtù del fatto che sono state disattese le esigenze di economicità, celerità e linearità di gestione del procedimento, è lecito domandarsi nei confronti del commissario straordinario (che dallo scorso mese di giugno controlla il Comune di Portici a seguito della caduta della giunta del sindaco Nicola Marrone) se
il bando verrà corretto nel suo “mero errore” salvaguardando però gli intenti di trasparenza e partecipazione che lo avevano animato oppure si provvederà a una assegnazione diretta (e in tal caso secondo quali criteri?).

A tal proposito il movimento cittadino “Portici Città ribelle”, che sì è interessato attivamente al “caso Villa Fernandes”, nel porre tali interrogativi al commissario straordinario, ritiene che l’utilizzo dei “Beni Comuni” sia di primaria importanza e che i cittadini debbano essere sentiti e informati al riguardo, invitando la cittadinanza a partecipare all’apposita assemblea pubblica organizzata dal movimento prevista il 17 novembre presso il Fabric Hostel in cui si discuterà proprio su questo  tema.

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La villa sita in via Diaz 144, confiscata ai clan camorristici nel 1998, finora è sempre stata utilizzata col “contagocce” in sporadiche occasioni e differenti usi, con l’alternarsi delle varie amministrazioni comunali, in assenza di un piano concreto che le dia una collocazione definitiva all’interno dei progetti di politiche sociali. Lo scorso anno è stata anche oggetto di polemiche per aver ospitato una famiglia di richiedenti asilo come previsto dal bando Sprar, progetto del Ministero dell’Interno a cui Portici ha aderito nel 2013.

Ma attualmente i cancelli di Villa Fernandes restano chiusi a dimostrazione di una certa difficoltà nel riuscire a produrre un progetto definitivo di rilancio di beni comuni confiscati, sui quali sembra gravare una arcana maledizione.

 


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