Portici. Elezioni al veleno, tre candidati a sindaco mettono sotto accusa l’operato del Commissario prefettizio

Portici. Si sta rivelando una campagna elettorale dai toni alquanto velenosi, quella per le prossime elezioni amministrative dell’11 giugno, in cui i candidati non si risparmiano colpi pesanti. Ma particolarmente inusuale è la situazione che vede tre dei quattro candidati alla carica di sindaco di Portici coalizzarsi contro uno, accusandolo di fare una scorretta campagna elettorale, appoggiata (a loro dire) dall’attuale commissario prefettizio.

Infatti Salvatore Iacomino (Sinistra Italiana), Giovanni Erra (Movimento 5 stelle) e Riccardo Russo (Movimento Rinascita Portici Bellavista) in una comune conferenza stampa si sono schierati contro il viceprefetto Roberto Esposito accusandolo di “minare la democrazia” di queste elezioni con una subdola manovra di presunto condizionamento politico attraverso “anomali” atti pubblici.

Secondo questi tre candidati l’attuale commissario prefettizio (da loro ribattezzato ironicamente il “Cuommissario” alludendo ad un presunto favoritismo del viceprefetto nei confronti del candidato del PD), insediatosi nel giugno del 2016 a seguito dello scioglimento della giunta Marrone, starebbe abusando del suo attuale compito condizionando il futuro politico della città con provvedimenti che andrebbero ben oltre l’ordinaria amministrazione che ci si aspetterebbe da un incaricato della prefettura nella momentanea gestione della città. 

Candidati

In particolare Salvatore Iacomino ha dichiarato: «siamo uniti da un elemento fondamentale: il rispetto democratico delle regole. Oggi possiamo tranquillamente dire che queste elezioni sono truccate da una guida “CUOMmissariale” che preclude, con una serie di anomali atti, un’attuazione del programma politico che le varie coalizioni vorrebbero portare avanti in caso di vittoria alle urne. Oggi siamo qui perchè dobbiamo dire basta a queste azioni. Emergono preoccupanti elementi dagli atti pubblici, approvati da questo commissario, dagli incarichi conferiti a fratelli di candidati, fino a incarichi di restauro affidati, come nel recente caso di Villa Mascolo, agli uomini presenti in liste politiche di una determinata coalizione; dall’espropriazione della pianificazione urbanistica della città, attraverso l’approvazione del PUC (Piano Urbanistico Comunale) una decisione che doveva essere lasciata alla prossima amministrazione, perché si tratta di una pianificazione a lungo termine; ad alcune e strane delocalizzazioni di palazzi sul territorio; dalla vicenda “Ciro a Mare”, in cui si assiste al passaggio da un tipo di Camorra all’altra; fino all’esternalizzazione dei tributi e la mancata revoca di concessione ad impianti sportivi comunali. In questa città è in discussione la libertà di ciascuno di noi».

 villa-fernandes

Il dottor Iacomino fa riferimento ad alcune particolari vicende, tra le quali la questione di Villa Fernandes, il bene pubblico confiscato alla criminalità organizzata che, a seguito dell’annullamento di un regolare bando pubblico di assegnazione nello scorso novembre (vicenda di cui ci eravamo già occupati in un precedente articolo), recentemente “sarebbe” stata assegnata dal commissario ad una cooperativa vicina al PD senza alcun pubblico bando.  La questione del “Centro Sportivo Portici” che, secondo lo stesso Iacomino, il progetto iniziale (partito con l’amministrazione Spedialiere nel 2001) prevedeva la costruzione di una “piscina comunale” ma che successivamente è stata data in concessione ad una ditta privata, la Aquilsport S.r.l., società amministrata da parenti stretti di Aniello Cesaro (oggi in carcere con l’accusa di riciclaggio e concorso esterno in associazione mafiosa) la cui morosità rischia di far ricadere i debiti sulle casse del comune.

Sullo stesso argomento l’altro candidato Giovanni Erra ha dichiarato: «andava fatto un passaggio forte assieme alle altre coalizioni per lanciare un messaggio chiaro: le elezioni, in questa città, non sono già terminate, come lascia intendere qualcuno, ma si devono ancora svolgere. Chiediamo con forza al commissario prefettizio di darci spiegazioni su alcune scelte e atti approvati di recente. Noi del M5s per primi, 6 mesi fa, segnalammo la strana presenza del Senatore Cuomo, (attualmente ricandodatosi a sindaco della città) durante una riunione tra i vertici dell’Asl e il viceprefetto Esposito. Strana presenza dato che a quel tavolo non era stata invitata alcuna forza politica cittadina».

Dello stesso parere è anche Riccardo Russo, della personale lista civica “Movimento Rinascita Portici Bellavista”: «Ritengo che quando un comune sia stato sciolto per questioni politiche, un commissario prefettizio dovrebbe rimarcare la sua presenza in città non con atti straordinari ma perseguendo l’ordinaria amministrazione. L’affidamento di Villa Mascolo, ad esempio, risulta essere una offesa grave ai cittadini porticesi che voteranno un programma politico  e che vorrebbero attuato dalla forza politica chiamata a governare la città. Bisogna rispettare i programmi e per quanto riguarda la questione del Centro Sportivo, la società Aquilsport non ha versato diverse rate del mutuo, e con la fideiussione è come se anche i cittadini, insieme all’amministrazione, avessero dato la garanzia e ci sarebbe il rischio che il debito ricada su di loro. Su questo punto vogliamo dei chiarimenti, su come sia stato possibile concedere una fideiussione ad un privato. Si dovrà poi verificare se c’è stato un abuso d’ufficio».

Centro Sportivo-Portici

Un’altra questione “spinosa”, da tutti denunciata, riguarda la faccenda “Ciro a mare”, lo storico ristorante porticese situato giù al Granatello incendiato da un attentato camorristico nel gennaio 2009 per la coraggiosa denuncia di estorsione da parte dei proprietari, e che da allora non ha più riaperto i battenti, nonostante le tante promesse fatte nel corso degli anni. In un recente servizio televisivo trasmesso dal TG3 i vecchi proprietari hanno denunciato delle presunte pressioni politiche avvenute dall’esterno sui dirigenti comunali per impedire la delibera per la ricostruzione del ristorante. La sconcertante notizia ha spinto un senatore della Repubblica (Francesco Campanella di Sinistra Italiana) ad aprire una apposita interrogazione parlamentare presso la commissione antimafia, grazie alla segnalazione fatta da due attivisti porticesi attualmente candidati al consiglio comunale nella lista “DemA”,  Giuseppe Graziano e Patrizia Perrone, che di recente sono stati anche ricevuti pubblicamente dal Commissario Prefettizio.

Su tale incontro Giuseppe Graziano ha dichiarato: «Il commissario prefettizio è stato molto disponibile e ci ha incontrato poiché, grazie anche al supporto di Patrizia Perrone, siamo poi riusciti a fare un’istanza parlamentare tramite il senatore Campanella. Il commissario ci ha ricevuto e abbiamo avuto modo di discutere su una serie di punti e in particolare, per quanto riguarda la vicenda “Ciro a mare”, si è dichiarato completamente all’oscuro di tutto quello che viene dichiarato nel servizio del TG3. La cosa ci ha lasciati alquanto perplessi perché alla fine dell’incontro se n’è uscito con una frase che diceva “il problema di Portici e la toponomastica” risposta priva di senso che ci ha lasciato alquanto spiazzati, considerando tutte le vicende che vengono descritti in questi giorni sui giornali. Di fatto quello che ci lascia veramente basiti e pensare che oggi abbiamo un ente che è commissariato da una figura che è istituzionale perché viene nominata dal prefetto e non ha una guida politica…ma nonostante ciò ci sarebbe la figura di un politico, di cui non viene fatto il nome, che potrebbe influenzare l’operato della macchina comunale attraverso la propria pressione».

il ristorante "Ciro a mare" nel 2009
il ristorante “Ciro a mare” nel 2009

Non sono mancate le repliche del commissario prefettizio e di Enzo Cuomo, quest’ultimo ha parlato di una strumentale campagna d’odio nei suoi confronti che lo ha spinto a scegliere di disertare i confronti pubblici dati i toni forti e aspri di questa campagna elettorale con gli altri candidati a sindaco, perché non vuole scendere a certi livelli di comunicazione basata su odio e diffamazione: «preferisco parlare direttamente ai cittadini, confrontarmi direttamente con loro», ha dichiarato. Inoltre accusa il suo principale competitor, Salvatore Iacomino, di dimenticare i disastri da lui causati durante la precedente amministrazione Marrone, e che ora vorrebbero imputare a lui (a Enzo Cuomo) le cause dei loro fallimenti.

Cuomo

Invece, il viceprefetto Roberto Esposito ha replicato, attraverso un comunicato stampa, definendo tentativi di strumentalizzazione le recenti accuse lanciate dalle tre coalizioni politiche in vista delle elezioni amministrative del prossimo 11 Giugno: «Duole rilevare che a pochi giorni dalle elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale, questa gestione commissariale ed i dirigenti dell’ente sono oggetto di continui attacchi strumentali, in particolare in ordine a due delicate vicende all’attenzione dell’Amministrazione, entrambe caratterizzate da anni di ritardi connessi alle passate amministrazioni. Sulla vicenda legata alla concessione della piscina comunale, senza voler entrare nel merito delle notizie stampa relative a vicende giudiziarie che hanno interessato la società Aquilsport, è bene chiarire che l’Amministrazione Comunale ha da tempo attivato tutte le procedure volte a verificare la legittima prosecuzione del rapporto concessorio, all’esito delle quali saranno tempestivamente adottati i provvedimenti di legge. Sulla vicenda Ciro a Mare, anche questa costellata da ritardi nella definizione legati alla complessa articolazione del rapporto, occorre chiarire una volta per tutte che, in pendenza del contenzioso tributario volto all’accertamento definitivo dei debiti della società proprietaria verso l’erario, non è possibile definire la cessione immobiliare stanti i vincoli di legge in tal senso, assolutamente insormontabili allo stato. È evidente, dunque, che ogni tentativo di strumentalizzazione di tali vicende, ogni lettura in chiave politica-elettorale, ogni proditorio attacco alla gestione commissariale ed alla dirigenza comunale risulta frutto di sterile polemica politica nella quale questa Amministrazione non può e non intende entrare».

 Elezioni comunali


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