Polisportiva Rocchese, 50 anni di storia ancora senza uno stadio

Giunta alla sua terza stagione consecutiva nel campionato di Promozione Campania, la Polisportiva Rocchese del presidente Pagano, lotta per accedere al raggiungimento dei Play Off. Intanto però, terminato questo campionato, i tifosi rossoblu attendono risposte per quanto riguarda la vicenda stadio. Ad oggi infatti, a distanza di anni, la squadra è costretta ancora a disputare altrove le gare casalinghe

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Poco più di 9mila abitanti, un’ampia piazza, una storica villa risalente al 1600, “Palazzo Ravaschieri” e una sola unica grande passione per il calcio. Si può definire così ad oggi, seppur in maniera superficiale, la città di Roccapiemonte e, nella fattispecie, il sodalizio calcistico della Polisportiva Rocchese.

Una storia lunga 50 anni

Oltre 50 anni di storia festeggiati lo scorso anno con una grande festa e la presentazione di un libro “Polisportiva Rocchese 1964 – 2014 Il nostro calcio… la nostMariacarla-e-Carmine-Pagano-938x535ra storia. Una partita lunga 50 Anni” che attraverso foto ed interviste, ripercorre i cinquanta anni di storia della società calcistica. Libro scritto dalla giornalista Maria Carla Ciancio e voluto in primis dal Presidente della Polisportiva Rocchese, Carmine Pagano, per lasciare una traccia di quello che è stato fatto nel corso degli anni, grazie a tutti quelli che con il proprio contributo hanno sostenuto il progetto Rocchese.

I risultati raggiunti negli ultimi campionati

Un progetto che ad oggi ha portato i rossoblu al raggiungimento di importanti traguardi, a partire dal campionato di Prima Categoria Campania, vinto nella stagione 2012/2013 e che vide la consacrazione definitiva in panchina del tecnico ed ex calciatore proprio della Polisportiva Rocchese, Giovanni Liguori. Da qui un cammino sempre più ambizioso nel campionato di Promozione. Nella stagione 2013/2014, la regular season culminò con una sconfitta contro la Giffonese al primo turno play off. Nella stagione successiva poi, complici anche gli innesti di diversi calciatori di notevole esperienza e qualità, la Rocchese raggiunse l’ultimo minuto della finale play off per accedere in Eccellenza. Furono poi, con grande rammarico, proprio quei 60 secondi finali a consentire agli avversari, il Calpazio, di siglare il goal che chiuse le porte di un sogno. squadraFu una grossa delusione per gli uomini di mister Liguori che poteva contare su un gruppo di calciatori formato da un mix perfetto di giovani di grande carisma e grande tecnica, oltre che calciatori di grande esperienza nella categoria. Dai fratelli Francesco e Carmine D’Amico, capitano in quelle tre stagioni, fino ad arrivare a Cristian De Sio, Fabio Amodio e Arcangelo Senatore, solo per citarne alcuni. Sono stati loro i protagonisti di un sogno mancato, ma artefici di un enorme fenomeno di aggregazione sociale che coinvolse l’intera comunità rocchese raccolta in massa attorno ai suoi ragazzi per spingerli fino al traguardo finale. Un gruppo prima di tutto, supportato sempre e costantemente, dalla presenza frenetica, corretta ed entusiasmante dei propri tifosi, sempre li ad accompagnare la squadra ad ogni partita, in casa e in trasferta.

L’anno della rivoluzione

Da quest’anno, stagione 2015/2016, la guida tecnica è passata nelle mani di Rosario Cerminara, profondo conoscitore del calcio dilettantistico campano, con diverse esperienze sulle panchine di Promozione, come ad esempio la Virtus Fortitudo Nocera, e in Eccellenza con Baronissi e Castel San Giorgio. Proprio con questi ultimi, lo scorso anno, ha vinto il campionato di Promozione, regalando un insperato campionato d’Eccellenza al collettivo rossoblu. cerminaraL’annata che sta volgendo al termine quest’anno vede la Polisportiva Rocchese ferma al 7° posto in classifica a 41 punti, solo 1 in meno dalla soglia minima di raggiungimento della 5^ posizione che vorrebbe dire accesso ai play off. Durante il ritiro estivo, la squadra storica, è stata fortemente ridimensionata. Fra scelte tecniche, societarie e personali, sono rimasti solo in pochi a vestire e a sudare quella maglia che negli ultimi 3 anni apparteneva praticamente quasi alla stessa rosa di calciatori. Un taglio netto con il passato che inizialmente non andava giù ai tifosi che, visti anche i risultati altalenanti in stagione, hanno più volte preso le distanze da questa brusca decisione.

Lo stadio… una promessa mancata

Non solo, uno dei temi che più di tutti ha indispettito i supporters rossoblu, è stato il mancato accesso, anche per questa stagione, allo stadio “Ravaschieri” di Roccapiemonte, per assistere alle gare interne della Rocchese. Costretti ad “emigrare” per circa 2 anni allo stadio di Castel San Giorgio, il rammarico contro società ed amministrazione comunale per la mancata presa di posizione, è stata manifestata più volte durante le gare ufficiali con cori e striscioni. roccapiemonte-660x330Una situazione che fa male ad un collettivo e ad una comunità intera che non ha mai abbandonato il pensiero di seguire quei colori in giro per l’intera Campania. Sarebbe stato il giusto premio a tutti coloro i quali hanno sempre difeso, tutelato e rappresentato fieramente 50 anni di storia. Fu proprio in occasione della celebrazione di questo straordinario traguardo societario che, l’allora Presidente della Lega Nazionale Dilettanti Vincenzo Pastore, invitato per l’occasione, dichiarò pubblicamente che sarebbero stati stanziati, da li’ a poco, fondi pronti per essere utilizzati alla ricostruzione dell’impianto sportivo di Roccapiemonte. Una voce, una promessa rimasta tale. Un rimpianto e una punizione troppo grossa per questa città che, costretta ancora una volta a disputare l’ennesima stagione casalinga “in trasferta”, sul terreno di gioco del comunale di Nocera Superiore, sogna uno stadio nella propria città in onore soprattutto di un passato sempre in prima linea e con un ruolo costante da protagonista.


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