Polis SA – Perchè un manifesto politico!

Ero un ragazzino quando vidi, per televisione, persone che a picconate abbattevano pezzi di un muro. Di quelle immagini ricordo lo sventolare delle bandiere e gli abbracci continui tra uomini e donne, che forse manco si conoscevano. La mia innocenza di bambino, tuttavia, mi conduceva sempre alla stessa domanda: se volevano vedersi queste persone perché non abbattevano quel muro, in fondo sarebbe bastato un piccone.

Qualche anno dopo capii che quel muro, per tutti indistruttibile, alla fine venne giù al soffio di idee. Mi piace ancora pensare a quell’anno come l’inizio di una speranza. Un anno in cui si abbattono barriere fisiche ed inizia la “globalizzazione” con la sua continua demolizione di barriere spaziali e temporali. Un fenomeno che, con la continua diffusione delle tecnologie di comunicazione globale, ha cambiato la nostra percezione del mondo. A 30 anni di distanza, ormai, continuo ad immaginare le relazioni globali come una fantastica ed immensa opportunità, una speranza per una nuova società civile fatta di solidarietà e partecipazione.

Perché allora abbiamo necessità di pubblicare e condividere un “nostro” manifesto politico? La velocità d’informazione, in realtà, non ha avuto il riscontro atteso nel cambiamento della nostra società.

La paura del cambiamento, il continuare a non rendersi conto che le risorse non sono infinite e che se “alcuni” vogliono di più di quello di cui hanno bisogno, “altri” avranno meno ed in molti casi troppo poco. Il problema? Forse abbiamo iniziato a capire che gli “altri siamo anche noi”.

Le opportunità della globalizzazione hanno lasciato spazio a scenari per i quali siamo decisamente impreparati: liberismo e populismo.

Il primo ha “massacrato” il sistema produttivo come lo conoscevamo, i cui risultati sono davanti gli occhi di tutti; il secondo, cavalcando gli effetti del primo, ha convinto la nostra società che abbiamo bisogno di scelte ed uomini che hanno applicazione unicamente nella demagogia, ma, soprattutto, apre le porte a pericolosissimi scenari: l’intolleranza ed il razzismo (solo per citarne alcuni).

Ci si appella continuamente ad: etica, legalità, trasparenza, onestà……come se fossero un farmaco miracoloso cura di ogni nostro male. Forse il problema è proprio questo! L’etica, la legalità, l’onestà… devono essere “qualcosa” d’intrinseco e scontato nella nostra società. La “nostra nave” non ripartirà con luoghi comuni o voglia di rivalsa, occorrono idee e programmazione.

Per questo motivo abbiamo scelto di “navigare controvento”. Le tappe di questo viaggio saranno: Azione, Conoscere, Emersione, Impresa, Periferia, Sviluppo, Azione.

  • Azione: partendo dalla trincea, per frenare l’involuzione e, strategicamente, trasformarla in evoluzione;
  • Conoscere: la conoscenza è l’unica arma che può annullare il divario tra i deboli ed i più forti;
  • Emersione: responsabilizzare e rendere visibili le risorse umane dei territori;
  • Impresa: sviluppo delle idee territoriali che sono il vero asse portante “sostenibile” per il nostro futuro;
  • Periferia: ascoltare il territorio e ripartire;
  • Sviluppo: solo con esso si rinsalda il territorio.
  • Sud: ridare credibilità, voglia di riscatto e rispolverarne il potenziale.

L’obiettivo? La qualità e la formazione di una nuova classe dirigente e di riporto, quindi, nelle Istituzioni, senza cercare o aspettare aiuti da “altri”. Puntare tutto sulla capitale umano e sociale.


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