Nel suo saggio “Perché leggere i classici” Italo Calvino elenca quattordici definizioni di classico che rappresentano altrettanti motivi per leggerli.

Io ne ho estratti tre:

  1. “Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire”;
  2. “Il «tuo» classico è quello che non può esserti indifferente e che ti serve per definire te stesso in rapporto e magari in contrasto con lui”;
  3. “È classico ciò che tende a relegare l’attualità al rango di rumore di fondo, ma nello stesso tempo di questo rumore di fondo non può fare a meno”.

dahlTre motivi che hanno confortato la mia personale scelta di annoverare fra i classici il saggio “Sulla democrazia” di Robert A. Dahl (ed. Laterza – 2002, 250 pag, €9,50).

L’autore, Dahl (1915 – 2014), è stato un politologo statunitense di fama mondiale, professore di scienza politica all’Università di Yale. È stato presidente della American Political Science Association. Ha dedicato la maggior parte del suo lavoro teorico e di ricerca alla democrazia. Il suo saggio “Sulla democrazia” rappresenta un breviario rigoroso e, al tempo stesso, facilmente fruibile che aiuta ad interpretare i tempi presenti e lo stato di salute della democrazia nel mondo e nel nostro paese. L’approccio è quello pragmatico, sistematico tipico della saggistica anglosassone; mai accademico accompagna l’esposizione teorica con esempi concreti. Il libro è diviso in quattro parti: Le origini, Democrazia ideale, Democrazia reale, Condizioni favorevoli e condizioni sfavorevoli. Ogni sintesi è, per definizione, riduttiva ed arbitraria; tuttavia provo ad accennare agli argomenti contenuti. Sono descritti i principi base della democrazia, le caratteristiche essenziali perché un regime possa dirsi democratico, le Costituzioni, il ruolo dei partiti e dei sistemi elettorali, quali sono le condizioni favorevoli o sfavorevoli affinché una democrazia possa nascere e prosperare, il delicato rapporto fra democrazia e capitalismo. È spiegato il concetto, introdotto dall’autore nelle scienze politiche, di poliarchia.

Nell’opera traspare, senza che se ne faccia prendere la mano, la passione dell’autore per l’argomento. ma anche una certa preoccupazione quando, ad esempio, si chiede e ci chiede se possiamo, oggi, condividere l’affermazione di Woodrow Wilson che, nel 1919, disse che il mondo era divenuto ”un posto sicuro per la democrazia”.

Io l’ho letto e riletto (punto I) trovandovi sempre nuovi spunti, mi ha permesso di definirmi meglio come cittadino (punto II) e, infine, mi ha aiutato a “leggere” i tempi attuali evidenziando l’essenziale (punto III).

Per Dahl la democrazia è un processo, per chi vuole comprenderlo e “starci dentro” non può prescindere dalla  lettura del suo saggio.


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