I governanti dei nostri paesi scelgono e legiferano al posto nostro. Lo scopo dovrebbe essere quello di rappresentare la popolazione, prendendo delle decisioni in base a ciò che è meglio per i cittadini. Così sta accadendo anche per la questione “migranti”. Questi ultimi, da un po’ di anni, giungono in massa in Europa, che costituisce la via di fuga più vicina dalle guerre da cui sono assediati i loro paesi d’origine.  Infatti, attraverso i mass media, veniamo a conoscenza di quello che succede e di quello che si stabilisce nelle sedi istituzionali nazionali ed europee a proposito dell’immigrazione. Accendendo la tv, leggendo un giornale, un articolo on-line o ascoltando la radio veniamo sommersi da informazioni, e così la popolazione si divide: ci sono quelli che riescono a seguire l’arrivo dei messaggi, quelli che hanno bisogno di approfondire, e quelli che si sentono completamente persi di fronte a una tale mole di nuove informazioni.

Tra nuovi e vecchi accordi, trattati, nomi, assetti, si rischia di essere fruitori passivi, e di restare tali se non si analizzano ulteriormente gli argomenti che ci comunicano i media.

Unfinished European Union Flag puzzle

Informazioni distorte portano ad idee distorte. Ciò appare evidente nel IX Rapporto sulla Sicurezza in Europa (curato da Demos, dall’Osservatorio di Pavia e dalla Fondazione Unipolis), presentato a Roma lo scorso 15 Marzo.  Dal sondaggio, svolto su un campione rappresentativo di circa 5000 interviste, emerge che solo una minima percentuale della popolazione europea crede ed è d’accordo al trattato di Schengen, ovvero quell’accordo che elimina le frontiere ai confini dei paesi dell’Unione, evitando quindi i controlli alle dogane e spiegazioni circa la propria provenienza. Semplicemente, consiste nella libertà di movimento da un Paese ad un altro di cui tutti noi beneficiamo. Dal rapporto si ricava, ad esempio, che in Italia 6 cittadini su 10 credono che si debbano ripristinare i controlli, in tutti i casi. Lo stesso anche in Germania, Spagna e Francia. A questo corrisponde, a valanga, la riduzione del consenso all’UE.

Ungheria-chiude-la-frontieraLo studio di questo sondaggio ci porta alla conclusione che, probabilmente, la ricostituzione delle frontiere viene vista come una soluzione al terrorismo islamico, la banale conseguenza della “paura dell’altro”, dello straniero.

mass-media-posterQueste congetture dell’opinione pubblica derivano (anche) da quello che trasmettono i mass media, da quelli broadcast (costituiti da un rapporto tra soggetti “one to many”) a quelli one to one. La poca educazione ai media (e a quello che trasmettono) è un’immediata conseguenza della sbagliata fruizione che si fa delle informazioni. A tal proposito, da alcuni anni, degli studiosi, avendo preso coscienza di quanto i media sono divenuti fondamentali nella vita di un individuo e allo stesso tempo di quanto si è poco educati ad essi, hanno posto particolare attenzione alla media education. La media literacy (competenza mediale) è propria di chi riesce a riflettere in modo critico sui messaggi trasmessi e sui mezzi utilizzati nella comunicazione, diventando fruitori attivi in relazione alle informazioni che vengono diffuse.


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