Per Elisa, uno dei più discussi femminicidi in Italia

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di Giancarlo Di Serio

E’ il 12 settembre 1993, è una domenica di fine estate a Potenza. Nel Pronto soccorso  del capoluogo lucano si presenta un ragazzo: ha una vistosa ferita alla mano e gli abiti insanguinati. Dice di essere scivolato in un cantiere cittadino, il suo nome è  Danilo Restivo.

E’ il 12 settembre 1993, è una domenica  di fine estate a Potenza. La famiglia Claps aspetta il rientro di Elisa, 15 anni, uscita con un’amica, e poter così cominciare il pranzo. Elisa Claps non tornerà più a casa. E’ sparita nel nulla o quasi.

I familiari allertano immediatamente le forze dell’ordine, viene avvisata anche la locale procura della  Repubblica. Si scopre che Elisa  doveva incontrarsi alla Chiesa della Santissima Trinità proprio con Danilo, un ragazzo piuttosto  strano che la corteggia in modo assillante e che le ha promesso un regalo per festeggiare il superamento degli esami di riparazione. Nessuno pensa a perquisire la casa della famiglia Restivo pur sapendo che Danilo, su sua stessa ammissione, è l’ultima persona che l’ha vista, nessuno sequestra quegli abiti.

Le indagini sulla scomparsa di Elisa partono male, malissimo. Errori, superficialità e sospetto di depistaggio. Elisa ha però una madre  coraggiosa, Filomena, ed un fratello tenace, Gildo, che non si arrendono alla nebbia che ha inghiottito Elisa. Saputo dell’incontro con Danilo Restivo, cercano di far perquisire il luogo di quell’incontro, la Chiesa della Santissima Trinità ma il parroco, don Mimì Sabia, si oppone.

Passano i mesi, gli anni, Filomena e Gildo cercano di tenere alta l’attenzione sulla sorte della giovane anche grazie all’aiuto della trasmissione  televisiva “ Chi l’ha visto?”. La storia si intorpidisce ed assume i contorni del mistero tipicamente italiano. Un collaboratore di giustizia getta ombre sull’operato del pubblico ministero potentino cha ha coordinato le indagini. Il marito del Magistrato è iscritto alla Massoneria come il padre di Restivo; uno zio di Restivo è parlamentare della Repubblica. L’inchiesta si trasferisce e passa a Salerno. Il collaboratore sarà dichiarato inattendibile, il pubblico ministero prosciolto da ogni accusa. I sospetti su quel ragazzo, Danilo Restivo, però restano e si rafforzano. D’altronde Danilo aveva strane abitudini: ossessivo, porta con sé sempre delle forbici con le quali è solito tagliare di nascosto ciocche di capelli alle ragazze. Viene anche condannato per  false informazioni al pubblico ministero, ma nessuna prova viene rinvenuta circa il suo coinvolgimento nella scomparsa di Elisa. Una mail a firma “Elisa” viene fatta recapitare alla famiglia e dice che Elisa sta bene e vive in Brasile: si scoprirà che quella mail è partita da un internet point di Potenza e che a scriverla è stato proprio Danilo Restivo.

I familiari di Danilo fanno quadrato; il ragazzo, dopo vari trasferimenti in Italia, si stabilisce in Inghilterra, a Bournemouth, sede tra l’altro di un’importante loggia massonica, e lì vive con la moglie. Nel novembre del 2002, a Bournemouth, una vicina di casa di Danilo, la sarta Heather Barnett viene seviziata ed  uccisa a coltellate e ritrovata con una ciocca di capelli in mano. Immediati i sospetti su quello strano italiano che viene anche arrestato dalla polizia inglese, ma poi rilasciato perché mancano le prove che sia lui l’assassino.

Filomena e Gildo continuano ad indagare, ad evitare che Elisa sia dimenticata ma purtroppo tutto sembra ristagnare tra omertà e sviamenti delle indagini. E quando l’oblio sulla sorte della ragazza sembrava incombere definitivamente, una mattina di marzo del 2010, il corpo di Elisa viene scoperto, apparentemente per caso, in un sottotetto della Chiesa della Santissima Trinità a Potenza.

 

18032010 - POTENZA. Gli uomini della polizia scientifica con il corpo di Elisa Claps, ragazza potentina scomparsa il 12 settembre 1993 e ritrovata ieri nel sottotetto della chiesa Santissima Trinità, nel centro storico di Potenza (FOTO TONY VECE).
18032010 – POTENZA. Gli uomini della polizia scientifica con il corpo di Elisa Claps, ragazza potentina scomparsa il 12 settembre 1993 e ritrovata ieri nel sottotetto della chiesa Santissima Trinità, nel centro storico di Potenza (FOTO TONY VECE).

La cercavano ovunque, lei non si era mai mossa dal luogo del suo ultimo appuntamento con Restivo. Il corpo di Elisa, occultato da una mano che si è anche preoccupata di  aprire un foro nel sottotetto per evitare i miasmi della decomposizione, comincia  a parlare ai periti. Parla e racconta delle coltellate ricevute, della ciocca di capelli strappata, e soprattutto delle tracce di DNA di Danilo Restivo. Ora le prove ci sono, per la giustizia italiana ma anche per quella inglese che, grazie all’analogia dei due casi, condanna all’ergastolo Restivo per l’omicidio della povera sartina. Anche il processo italiano si conclude con la condanna a trent’anni di carcere. Restivo evita l’ergastolo in Italia perché i reati “di contorno” si sono  nel  frattempo prescritti anche grazie ai silenzi di chi sapeva . Si scopre infatti che il viceparroco aveva visto qualche mese prima quei resti ma che si era “dimenticato” di riferirlo al Vescovo.

Provoca sdegno  pensare che mentre i resti della povera Elisa giacevano in quel sottotetto, nella Chiesa della Santissima Trinità si svolgevano le funzioni religiose, si distribuiva l’Eucarestia, si ricevevano confessioni e si dispensavano assoluzioni dai peccati da parte  di chi, il parroco, per decenni, con moltissima probabilità, sapeva ed ha taciuto. Si sarà sdegnata ovviamente anche la mamma di Elisa, la religiosissima Filomena, che ha preteso che i funerali si svolgessero all’aperto , non all’interno di una chiesa omertosa che per  17 lunghissimi anni è stata la tomba di sua figlia Elisa, una delle prime vittime di femminicidio in Italia.


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