Penelope: riprendete le ricerche di Roberta Ragusa

Antonio Logli diventa amministrativo comunale, in attesa del prossimo processo.

 

2012, notte tra il 13 e il 14 gennaio, località Gello San Giuliano Terme in provincia di Pisa: Roberta Ragusa sparisce.

 

Quarantaquattro anni, mamma di due bambini, tormentata dal tarlo della gelosia a causa dell’infedeltà del marito, Antonio Logli. L’uomo, quarantotto anni, va a dormire lasciandola in cucina a compilare la lista della spesa. Al suo risveglio, sono le 6:45, Roberta non c’è più.

Roberta Ragusa – Fonte: gds.it

Antonio Logli ha veramente un’amante e da diverso tempo. Si tratta di Sara Calzolaio, vent’anni più giovane di lui, segretaria presso “La Futura”, l’autoscuola di famiglia, e baby-sitter dei suoi figli…

Negare davanti alle telecamere non serve: i tracciati telefonici e le e-mail rivelano una relazione appassionata, spesso sull’orlo della fine a causa delle intimidazioni da parte della donna che vuole che l’amante lasci la moglie.

Sicuramente non versa a loro favore il fatto che, con le ricerche di Roberta Ragusa ancora attive, poco dopo la scomparsa della donna Logli e Calzolaio inizino a convivere.

 

Sono passati ormai sei anni, ma il corpo della donna non è mai stato ritrovato.

Inutili le locandine affisse con la descrizione e le foto dei grandi occhi azzurri, inutili le trasmissioni televisive e gli appelli.

Inutili persino le ricerche effettuate allora, anche col georadar, dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Pisa del Capitano Michele Cataneo, indirizzati dal sostituto procuratore della Repubblica Aldo Mantovani, direttore dell’inchiesta

Nel terreno di proprietà della famiglia Lolli non viene rinvenuto alcunché.

Una cercatrice di funghi trova in un bosco della zona di Montaione, tra Pisa e Firenze, alcuni indumenti, tra cui un paio di scarpe ballerine, un reggiseno e i pantaloni di un pigiama, ma i RIS di Roma smentiscono, dopo gli esami, l’appartenenza a Roberta Ragusa.

Antonio Logli – Fonte: intopic.it

Il marito della vittima, Antonio Logli, viene indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere. Il Giudice dell’udienza preliminare Giuseppe Laghezza, decide però il non luogo a procedere.

È il GUP del Tribunale di Pisa, Elsa Ladaresta, che alla fine del processo con rito abbreviato decide per una condanna a vent’anni e l’interdizione perenne dalla potestà genitoriale.

La custodia cautelare in carcere non è ritenuta necessaria.

 

Oggi Antonio Logli ha ricominciato a lavorare, addirittura come vigile urbano amministrativo nel Comune di San Giuliano Terme.

Ex elettricista presso la Geste, una società comunale partecipata, ha infatti vinto la causa di lavoro contro l’Amministrazione del Comune per il ricorso a una selezione illegittima.

L’uomo non lavorerà comunque a contatto con il pubblico e ha addirittura scelto di rinunciare a un risarcimento pecuniario pari a ottomila euro, da parte del Comune stesso.

 

Il 14 marzo inizierà il processo d’appello.

 

Intanto il mistero sulla scomparsa di Roberta Ragusa permane.

 

L’Associazione Penelope Italia, organo a tutela delle famiglie delle persone scomparse, ha presentato alla Procura un’istanza per ricominciare le ricerche di Roberta Ragusa, costituendosi parte civile.

 

Al tempo furono interrogati anche i vicini dei Logli, i signori Costa, che possedevano il terreno setacciato dai Carabinieri venticinque anni prima, e che poi lo avevano venduto, ma Roberto Costa dichiarò solamente che il giorno prima sua madre aveva visto Antonio Logli sul terreno, in compagnia del padre.

 

Quale sarà l’esito del processo d’appello atteso per il 14 marzo?

Il corpo di Roberta Ragusa riceverà mai una degna sepoltura?

 

“Crimini e omicidi – il fascino dell’oscurità” fornirà aggiornamenti appena possibile.

 

L’immagine di copertina è presa da pisatoday.it

 

 

 

 


*Se hai trovato un errore di ortografia, può avvisarci selezionando il testo e premendo Ctrl+Invio.

Comments

comments