Patto Federativo Polis: intervista a Gaetano Giordano

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di Imma Della Corte

Febbraio 2017 è la data che sigla la pubblicazione del Manifesto politico di Polis SA, del Patto Federativo e del relativo documento di adesione, che si aggiungono allo statuto associativo vigente. Una navigazione controvento che abbraccia in un cerchio, già visivamente presente nel logo in rosso, tutti coloro che hanno voglia di costruire e lavorare per gettare le basi e costruire un futuro diverso.

 

Intervista a Gaetano Giordano, responsabile in Polis SA dei rapporti con le associazioni.

Laurea presso la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, conseguita con il massimo dei voti, Master biennale in Tecnologie Avanzate dell’Informazione e della Comunicazione.

 

Nel Manifesto si scelgono 7 parole chiave, messe nell’ordine: Azione, Conoscere, Emersione, Impresa, Periferia, Sviluppo e Sud. Il suo “Perché?”  

La scelta di queste parole è stata ben ponderata, calibrata nel peso e condivisa da tutta l’associazione. Ognuna di queste parole ha per noi un grande valore e un profondo significato. Il loro insieme, strutturato in un ordine ben preciso, trasmette l’idea costruttiva di Politica di Polis.

Far politica per noi significa avere ben chiara la visione di una Nazione, di una realtà attuale e proiettata nel futuro, con i giusti interventi, contrariamente a quanto sta avvenendo oggi dove ritroviamo un paese letteralmente lasciato nell’oblio che punta sempre più su obiettivi di breve e brevissimo tempo, senza visioni prospettiche di medio e ancor meno di lungo termine.  Tutto questo è disarmante, ed è la ragione principale che ci ha spinto, come associazione Polis SA, a definire in maniera chiara ed inequivocabile le linee guida, definendo il nostro ruolo nella società ed il nostro modo di essere protagonisti.

 

Lei in Polis SA è responsabile dei rapporti con le associazioni, con parole chiave lavorare in sinergia, confrontarsi, scommettere sulle persone e sul capitale umano. Quanto contano questi fattori in un futuro di Polis e nello sviluppo di una classe dirigente futura?   

Come Polis SA, noi crediamo fortemente nell’associazionismo, crediamo che sia una fonte di grande ispirazione dove il confronto con diverse realtà, diversi modi di agire, pensare e operare diventano fondamentali e, soprattutto, dove l’aggregazione è vista come valore.

Sì, un vero e proprio valore!

E’ questo che ci spinge alla ricerca del confronto, alla ricerca delle idee di coloro che sono disposti a mettersi in gioco per apportare il loro contributo. Quindi per rispondere alla sua domanda: “quanto contano questi fattori per il futuro di Polis” le rispondo che questi rappresentano le nostra fondamenta, sono per noi la nostra linfa vitale, uno dei principi fondanti su cui nasce, si basa e cresce Polis SA. Puntiamo ad essere la fucina di una nuova classe dirigente fatta di eccellenze, visionaria ed affamata, non di potere, ma di passione e idee innovative per traghettare il paese in futuro migliore.

 

Le associazioni federate in Polis SA Federazione Generale possono rientrare nella categoria indicante federate dirette e federate indirette. Perché questa differenza? E dal punto di vista operativo cosa comporterà?

La differenziazione fra dirette e indirette è nata dalla nostra idea di libertà. Abbiamo, infatti, pensato che ci sono sul territorio nazionale, associazioni che condividono la filosofia e le finalità della Federata Generale ma che nel contempo vogliono mantenere una propria indipendenza, che rientrano nel profilo di federate indirette, altre che invece vogliono un rapporto più diretto diventando federate dirette. Entrambi le tipologie di associate possono contribuire alla creazione di un futuro migliore con il loro apporto di idee, tutti i contributi e le partecipazioni al progetto sono passi importanti per generare una cittadinanza attiva e consapevole.

 

Nel Manifesto mi hanno colpito le frasi: “Perché avere idee, oggi, e cercare di realizzarle, è già di per sé rivoluzionario. Perché confrontarsi con gli altri è fuori dall’ordinario. “. Quanto c’è bisogno oggi di rivoluzione?

Oggi più di ieri abbiamo bisogno di rivoluzione e noi siamo rivoluzionari, in primis nel modus agendi, perché per noi la rivoluzione non è ribellione ma è quel cambiamento che induce ad una trasformazione dell’agire, soprattutto un cambiamento del pensiero umano. Per questo utilizziamo la frase “avere idee, oggi, e cercare di realizzarle, è già di per sé rivoluzionario”, per questo amiamo i confronti, non li evitiamo, anzi, li ricerchiamo e rivolgiamo la nostra attenzione alle eccellenze, ai talenti per creare una nuova classe dirigente. Per cui sì, c’è bisogno oggi di rivoluzione, per evitare l’involuzione verso cui ci stiamo dirigendo. Rivoluzione per far emergere le idee e dargli forma!

 

Nell’ordine dei punti chiave il Sud è scritto per ultimo, e il manifesto chiude con il Sud aiuti se stesso, punti in maniera dirompente sul proprio capitale sociale.  Polis SA agisce, però, a livello nazionale. In quest’ottica di apertura si potrà ancor più supportare il Sud, e il paese tutto al raggiungimento del primo obiettivo prefissato, ovverosia quello di creare e formare una nuova classe dirigente?

Il nostro portavoce, Mimmo Oliva, è uno dei teorizzatori dell’Associazione delle Associazioni e del recupero delle periferie. Le periferie sono prima di tutto mentali. Puntare sul capitale umano, sul dare consapevolezza, saper creare sinergie è il primo passo perché la nazione inverti la sua marcia, perché si crei un’idea di futuro che riavvicina il centro alle periferie, la classe dirigente alla cittadinanza, allungando le visioni da breve a lungo termine.

Il Sud? Il Sud aiuti se stesso esprime in maniera dirompente questo concetto, il puntare sul proprio capitale umano abbattendo tutte le barriere per tornare nuovamente a costruire, basandosi su progettazione reale e su valutazioni prospettiche e concrete che con cognizione e stime siano in grado di gettare, ora, le solide fondamenta di quello che sarà il nostro futuro, il futuro per i nostri figli.


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