Patologie osteoarticolari, un occhio all’Italia che invecchia

di Antonio Vitale

Napoli – 9 dicembre 2015, un convegno affollato che ha visto la partecipazione di numerosi studiosi specializzati. Ortopedici, Reumatologi e Fisiatri, hanno animato l’incontro organizzato sotto la responsabilità scientifica del Dott. Cristiano Coppola, ortopedico presso l’Ospedale S.Maria di Loreto Nuovo della ASL Napoli 1, il quale ha aperto l’incontro con un ampio escursus sulle patologie osteoarticolari e, in particolare,  l’Osteoporosi causa di maggiore rischio per le fratture del femore nella terza età.

Riportando le statistiche elaborate dalla IOF ( International Osteoporosis Foundation) il Dott. Coppola ha sottolineato quanto il notevole invecchiamento della popolazione italiana e mondiale sia un dato che susciti particolare attenzione, soprattutto nella predisposizione alle fratture femorali che sono destinate ad aumentare vertiginosamente nei prossimi 50 anni.

Nella fattispecie il fenomeno fratturativo è la conseguenza del impoverimento di calcio nelle ossa e della particolare caratteristica biomeccanica del collo del femore.

La moderna chirurgia ortopedica si avvale di numerose tecniche e mezzi di sintesi. Sono protesi, placche, chiodi endomidollari che hanno la funzione di tenere uniti i capi ossei finquando questi non si calcificano.

Molto spesso, però, la qualità dell’osso è talmente scadente che questi  presidi in metallo non riescono ad ancorarsi stabilmente al osso, ne consegue che un’attività di prevenzione primaria, orientata alla diffusione di una cultura di attenzione nelle manifestazioni più precoci, è quanto mai necessaria, soprattutto nei casi in cui esistono uno o più fattori di rischio predisponente.

Il Dott. Romualdo Russo , reumatologo del Cardarelli , nel suo intervento ha illustrato i vari trattamenti farmacologici  e la Dottoressa Anna Parisi , anch’essa reumatologa, ha poi esposto i principi fondamentali della prevenzione a partire dal trattamento della Osteopenia, stato patologico che precede l’osteoporosi.

Molto interessanti i casi clinici esposti dal Dott. Ignazio Scaravilli, Chirurgo Ortopedico presso la casa di Cura S.Michele di Maddaloni, il quale attraverso la proiezione di immagini ha approfondito le tecniche di trattamento delle fratture con Protesi chirurgiche.

I partecipanti hanno dato vita ad un serrato dibattito finale, dal quale è emersa l’esigenza di una maggiore collaborazione fra i vari specialisti che si incontrano sul percorso diagnostico , terapeutico e chirurgico che può interessate il paziente osteoporotico. Il giudizio unanime ha sottolineato la gravità della patologia ed in particolare dell’evento fratturativo del femore. Infatti una frattura di femore comporta, oltre a penose sofferenze nel paziente anziano, gravi disagi sociali e costi talvolta gravosi per i familiari dei pazienti fratturati.

Non ultimo l’altissimo costo a carico del Sistema Sanitario Nazionale in termini di ricovero, trattamento chirurgico, riabilitazione ed assistenza per i pazienti che molto spesso perdono la loro autonomia.

Il problema non è solo di carattere medico ma anche, e soprattutto, di carattere sociale.

Si riscontra che l’organizzazione sanitaria, in Campania , è ancora in affanno, sia dal punto di vista organizzativo che per le note carenze di personale. Si sommano a queste i disagi procurati da strutture impreparate a far fronte alla crescita del fenomeno patologico, tanto che sovente si è obbligati a degenze di fortuna in barella.


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