Parrocchie e Territorio: Intervista a Don Giuseppe Perano

La fondazione della chiesa di Croce Malloni risale al XII secolo. La prima notizia la troviamo intorno all’anno 1061 con la scoperta del celebre quadro del santuario mariano di Materdomini, ritrovato tra due lastre di marmo in una cisterna interrata (forse per difenderla dagli iconoclasti), raffigurante l’immagine di Maria Madre di Cristo. Tale quadro fu portato in processione partendo dalla chiesa di Croce Malloni, al cui parroco era stata manifestata la rivelazione avuta da una contadina di nome Caramari (cara a Maria).

Fonte: http://www.parrocchiasanmichelearcangelo.it/

Negli anni ’30 del secolo scorso a nord della facciata del vecchio tempio, per interessamento del parroco Don Giuseppe Orlando e della popolazione, fu costruito un campanile, crollato per metà insieme ad altre parti della chiesa a causa del catastrofico terremoto del 23 novembre del 1980. In attesa di restauro, il culto si svolse in un prefabbricato, donato dalla Caritas del Triveneto, fino all’anno 2000, per far ritorno poi nell’antica chiesa ormai restaurata.

In quegli anni veniva benedetta la prima pietra nel luogo in cui fu posizionato il prefabbricato per procedere alla costruzione, con il contributo della Conferenza Episcopale Italiana e del popolo cristiano, di un grande complesso parrocchiale. Il nuovo complesso, a poche decine di metri a nord dell’antica chiesa, su tremila metri quadrati, è oggi composto dal tempio, capace di contenere circa 600 persone a sedere, dall’ufficio parrocchiale, dalla sacrestia, dalla casa canonica e dai locali annessi per la catechesi, le attività pastorali e oratoriali, oltre che da un ampio parcheggio e da un appezzamento di terreno di circa duemila metri quadrati, dove sorge un campetto da gioco a servizio dei ragazzi e dei giovani della parrocchia.

Il complesso parrocchiale è stato consacrato il 2 aprile del 2006, dall’allora vescovo diocesano Monsignor Gioacchino Illiano, il quale si era adoperato per tale realizzazione, non senza l’ammirevole aiuto da parte della popolazione, dell’Amministratore parrocchiale e delle Suore di Gesù Buon Pastore (dette Pastorelle, fondate dal beato Giacomo Albrione). Sua Eccellenza Illiano nel settembre del 1988, con regolare convenzione, affidò la parrocchia a queste ultime, affinché ne curassero la vita pastorale. Esse, affiancate da un presbitero, hanno portato a termine il servizio dato nell’anno 2014.

Nel 2014 la Parrocchia è stata affidata a Don Giuseppe Perano il quale, eccellentemente, raccoglie l’eredità di Don Mario Vassalluzzo, che ha guidato la comunità con zelo e impegno fino agli ultimi giorni. Per continuare il nostro percorso su “Parrocchie e Territorio” abbiamo intervistato proprio Don Giuseppe Perano.

 

Salve Don Giuseppe, quand’è iniziato il vostro percorso?

Il mio percorso inizia nel luglio del 2012, il giorno in cui sono stato nominato sacerdote nella parrocchia dove sono cresciuto, quella di S. Alfredo in Sarno. La svolta c’è stata nel momento in cui sono arrivato qui, alla Parrocchia di San Michele Arcangelo, nel novembre del 2013, dove ho affiancato Don Mario Vassalluzzo fino al momento della sua scomparsa, avvenuta nel marzo del 2014. Sono stato nominato parroco di questa comunità nel settembre dello stesso anno, dopo il mandato durato ben ventisei anni delle suore Pastorelle che hanno gestito la Parrocchia.

Don Giuseppe Perano – Fonte: Facebook

Con il ritorno di un’entità parrocchiale definita come ha reagito la comunità?

Come ho detto prima le suore pastorelle erano una pietra miliare per la comunità di Croce, durata ben ventisei anni. Alcuni sono stati molto turbati da quest’evento, pensando che le suore fossero state cacciate con forza dalla parrocchia, cosa assolutamente non vera; altri hanno accolto con gioia questo cambiamento, poiché hanno potuto rivendicare qualcosa che gli era stato tolto nel tempo: un’entità parrocchiale definita. Ciò ha portato al riavvicinarsi di molte “pecorelle smarrite” e a fedeli “adottati” da altre parrocchie limitrofe.

Che obiettivi vi siete prefissato?

La parola chiave è l’accoglienza con un’apertura a 36o gradi, un’attenzione alla persona con un approccio calmo e meditato con effetti duraturi, se pur visibili nel lungo termine. Un’attenzione particolare meritano i ragazzi, i quali vengono accompagnati e affiancati nel loro percorso educativo e formativo, dando un esempio di testimonianza cristiana. Ci dev’essere un continuo mettersi in discussione soprattutto quando si gestisce una struttura educativa e allo stesso tempo religiosa, poiché non c’è una ricetta preimpostata o unica per essere una “guida”, visto che ogni situazione è diversa dalle altre.

Quali problemi si possono riscontrare sul territorio?

La nostra zona è molto desolata, poco movimentata per i ragazzi d’oggi che tendono a uscire fuori dal paese. I luoghi frequentati sono pochi, uno tra questi è un punto centrale d’incontro ed è “la piazzetta di croce” dove i ragazzi si riuniscono per passare del tempo insieme. Oggigiorno gli adolescenti sono tentati e orientati ad un tipo di divertimento “facile” volto all’utilizzo di droghe leggere. Avvicinandosi a realtà come queste, con tale superficialità, non tengono conto dei problemi e degli effetti che scaturiscono da tali azioni. In risposta a ciò, abbiamo aperto la parrocchia fino a “tardi” in modo da accogliere tutti i ragazzi e dargli un posto che sia un nuovo punto d’incontro, grazie anche alla sinergia dell’amministrazione e le forze dell’ordine.

Fonte: http://www.parrocchiasanmichelearcangelo.it/

Dove accogliete i ragazzi?

I ragazzi possono incontrarsi liberamente in oratorio. Uno strumento importantissimo per collegare strada e chiesa, portando i ragazzi ad avvicinarsi alla parrocchia inizialmente con giochi ed attività sportive e successivamente, se vogliono, in un percorso di fede.

Che attività svolge la parrocchia?

La parrocchia svolge molteplici attività come il laboratorio artistico, il laboratorio teatrale, il laboratorio di ricamo, il laboratorio musicale, il corso di karate, il corso di ballo, l’aiuto compiti, la scuola calcio e tante altre attività che potete trovare sul nostro sito internet (http://www.parrocchiasanmichelearcangelo.it/). L’ultima novità partorita è la web radio amatoriale: “Radio Croce 105” nata il 20 ottobre 2017.

Quali problemi rivelanti si possono riscontrare all’interno delle famiglie?

C’è molta disperazione dal punto di vista lavorativo, la sotto retribuzione è molto frequente. Ciò che spaventa di più è la disoccupazione soprattutto per chi perde la propria occupazione in tarda età. La causa di ciò risiede nei vantaggi riservati alle aziende, le quali con l’assunzione di giovani a discapito di persone anziane, hanno la possibilità di retribuire in modo più esiguo i propri lavoratori. Fondamentale è, non dimenticare mai, lo stato d’animo distrutto dei lavoratori licenziati, che prendono ciò come un “fallimento personale”, possono compiere azioni drastiche in assenza di un supporto morale.

I cittadini sono integrati con il territorio?

Chi vive a Croce da una vita non ha problemi, mentre noto una certa “chiusura sociale” da parte dei cittadini che sono venuti ad abitarci nel tempo. Essi non riescono ad integrarsi con il territorio, anche a distanza di molti anni, trovando difficoltà nel lasciare le proprie “abitudini”. Ad oggi c’è ancora chi per svolgere le più banali mansioni domestiche, come la spesa, torna nei propri paesi di origine. Questo comportamento si ripercuote anche sulla propria vita di fede, “emigrando” per partecipare anche alla messa domenicale.

Cosa servirebbe al territorio?

Dare un nuovo “biglietto da visita” alla zona, diverso da quello attuale mal curato e abbandonato. In passato sono state fatte cose poco ragionate, tanto per mettere una pezza a colore! L’illuminazione non è delle migliori, i pali della luce ostruiscono un corretto passaggio su un marciapiede troppo piccolo rendendo difficile il passaggio di una singola persona con l’ombrello. Un’altra difficoltà sono i posti auto, troppe macchine per lo spazio disponibile. Nelle ore di punta, come all’uscita dei ragazzi da scuola, tale problema è più accentuato. La parrocchia per venire in contro a ciò, ha messo a disposizione il proprio parcheggio.

Quali sono le vostre aspettative future?

Cercare di essere un tutt’uno con la comunità, essere presente in qualsiasi momento sia di difficoltà che di gioia, perché la parrocchia non è solo “la messa” la domenica, ma è la vita della comunità territoriale.

 

 

La foto di copertina è presa da: http://www.parrocchiasanmichelearcangelo.it/


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