Il contatto con la memoria: il libro di Giovanni Impastato “Oltre i Cento Passi”

Qualche giorno fa Giovanni Impastato ha presentato il suo libro “Oltre i Cento Passi” presso la Biblioteca “Saffi” di Forlì. Con le illustrazioni di Vauro, le pagine del libro raccontano la storia a partire dalla morte di Peppino.

Un signore discreto Giovanni Impastato, fratello minore di Peppino, autore del libro “Oltre i Cento Passi“. Accanto a lui Paride Amanti, segretario generale CGIL Forlì, e Federica Guardigli, del Presidio di Libera “Placido Rizzotto”. Di fronte a loro la sala gremita della Biblioteca “Saffi”.

Giovanni ha raccontato con quanta difficoltà dovette accettare che il libro del figlio di Riina fosse pubblicizzato attraverso i canali della televisione pubblica, della battaglia portata avanti contro la messa in onda dello sceneggiato sulla madre, dell’impegno, nel campo della comunicazione in qualità di giornalista, profuso da Peppino fin da sempre, che, come si è detto, ha assunto una rilevanza maggiore rispetto all’azione politica.

Sulla comunicazione Giovanni ritorna più volte, nel corso dei suoi interventi. «Se non raccontiamo queste storie e non mettiamo in contatto i giovani con la memoria..» – ha detto, per spiegare che quei Cento Passi fino alla casa del boss non erano null’altro che una semplice strada. «Per noi la mafia era qualcosa di positivo che non ci faceva mancare nulla..» – così, il turning point fu l’aprile del 1963, all’indomani della morte dello zio, protettore della famiglia. Fu in quel momento che tutto cambiò. Giovanni non si è dilungato nella descrizione di quel periodo, ha soltanto consigliato la lettura attenta di un articolo di PierPaolo Pasolini, dedicato alla “Scomparsa delle lucciole”. Pasolini, il 1 febbraio del 1975, scrisse che “Quando il fascismo fascista è caduto, tutto è tornato come prima“.

«Peppino era figlio del suo tempo e attraverso l’attività politica aveva sviluppato una coscienza critica. Fu un militante comunista senza paraocchi. Riusciva a mettere insieme la lotta di classe con la bellezza. Io e Peppino abbiamo rifiutato il codice che nostro padre ci voleva imporre

In Sicilia la mafia fu un baluardo contro il comunismo. Giovanni pensa che a suo tempo Sciascia non fu compreso abbastanza: quando diceva che “la mafia riuscirà ad incagliarsi nel nostro sistema“, aveva ragione e lo vediamo, oggi, attraverso le interferenze che emergono dai rapporti tra la criminalità organizzata e le banche, il sistema politico, uccidendo magistrati, insinuandosi nelle città.

Giovanni racconta infine del depistaggio delle indagini e della scomparsa di reperti importanti che avrebbero fatto luce sulla morte di Peppino. Nel libro sono contenute le storie di tutti quei reparti delle forze di polizia che hanno avuto una carriera splendida, per poi scoprirsi cellule della criminalità organizzata: «Tutti quelli non affiliati non sono morti di morte naturale

 

Per l’autore è la legalità stessa la Costituzione, che deve esplicitarsi nei diritti e non soltanto nei doveri. «Almeno nelle parti mie parliamo ancora di binario unico, di quattro mesi di fila per le cure mediche» e con ciò ha invogliato i presenti, alcuni con il suo libro stretto tra le mani, a lottare fino in fondo affinché le leggi cambino a favore della dignità dell’uomo, seguendo gli insegnamenti di Che Guevara, Gramsci, Don Milani, Rosa Parks e Calamandrei. Dal suo tono è emersa una lieve preoccupazione, ovvero quella di non riuscire più ad intravedere una volontà comune di poter difendere la Costituzione dalle spinte neofasciste. Ha, quindi, concluso il suo intervento in tal senso: «Se la capisco pure io, vuol dire che non è un capolavoro giuridico (la Costituzione). […] Bisognerebbe svolgere più attività antifasciste nelle scuole!»

Il prossimo anno ricorrerà il 40° anniversario dalla scomparsa di Peppino (5 gennaio 1948 – 9 maggio 1978) e Giovanni si è impegnato a tornare per commemorare la scomparsa del fratello. A partire dal 4 maggio avrà inizio una rassegna di iniziative sui Diritti Negati, promossi dalla Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato.


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