Nuovo scandalo nel calcio: maxi evasione da 12 milioni di euro

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False fatturazioni, la Procura di Napoli apre una nuova inchiesta. Finisce in “fuorigioco” l’ennesimo sistema furbesco, da parte di diverse squadre professionistiche di calcio, per evadere il fisco. Si apre così, all’alba dello scorso 26 gennaio, con i sequestri eseguiti dalla Guardia di Finanza nelle sedi di varie società, la giornata nera di diverse società d’elite del calcio italiano, finite nel mirino dei magistrati di Napoli per un giro di false fatture. Un nuovo capitolo che racchiude in esso circa 64 indagati fra dirigenti, procuratori e calciatori di Serie A e B. Sono state perquisite le sedi di Napoli, Milan, Lazio e Palermo.

“Tanti i nomi illustri del calcio italiano finiti nell’inchiesta”

Fra i coinvolti, sono diversi i nomi altisonanti balzati sulle pagine della cronaca nazionale. Da Adriano Galliani, amministratore delegato del Milan, passando per Claudio Lotito, attuale presidente della Lazio e della Salernitana, fino ad arrivare al vulcanico patron del Palermo Maurizio Zamparini e ad Aurelio De Laurentiis numero uno del Napoli.

Fra i vari capi di imputazione avanzati dalla Procura di Napoli, i magistrati hanno riscontrato una frode reiterata nei confronti del fisco, quindi dello Stato, al momento della stipula dei contratti fra i principali tre soggetti interessati : società, procuratori e calciatori.

False fatturazioni che il procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli e i sostituti Stefano Capuano, Danilo De Simone e Vincenzo Ranieri hanno individuato anche nei confronti di diversi attori principali del calcio nostrano. Fra essi spicca il nome del protagonista assoluto dello storico “triplete” firmato Inter, come Diego Milito e, dell’attuale fantasista del Paris Saint Germain Ezequiel Lavezzi, all’epoca dei fatti idolo indiscusso dei supporters del Napoli. Ed è proprio da qui, dal contratto del “Pocho” Lavezzi, nel 2012, che la magistratura fece partire l’inchiesta. Fra i calciatori risulta anche Hernan Crespo, ex attaccante di Parma, Lazio ed Inter, al momento allenatore del Modena Calcio in Serie B, oltre che diversi presidenti di altrettante squadre di B come Igor Campedelli del Cesena, Luigi Corioni del Brescia, ma anche altri presidenti della massima serie come Enrico Preziosi del Genoa. In maniera marginale invece, risultano al momento le posizioni di Jean Claude Blanc ed Alessio Secco, rispettivamente, all’epoca dei fatti, ex amministratore delegato e direttore sportivo della Juventus.

“Al momento sono solo due le posizioni archiviate dalla magistratura”

Archiviato del tutto invece, il coinvolgimento nell’inchiesta per il patron della Fiorentina Andrea Della Valle e dell’attuale attaccante del Torino Ciro Immobile. In entrambi i casi infatti, secondo la magistratura, l’archiviazione sarebbe stata giustificata dal fatto che, dopo l’apertura delle indagini, le soglie punitive per entrambi sono state elevate e non vi erano più le condizioni per cui né l’uno e né l’altro, vi rientrano più.

“Le sanzioni”

Secondo quanto disposto dalla Procura, dal gip Luisa Toscano, è stato notificato un sequestro di beni a tutti gli indagati per un ammontare di circa 12 milioni di euro come somma totale del danno arrecato allo Stato. Al momento, numeri alla mano, le situazioni più sfavorevoli riguardano l’ex bomber della nazionale argentina Hernan Crespo e procuratori come Alessandro Moggi, già protagonista in passato della più che nota vicenda Calciopoli. Per entrambi infatti, le somme contestate sono di 2 e un milione di euro. Meno pesante invece, circa 240 mila euro, sarebbe la somma contestata ad Adriano Galliani che ha prontamente smentito ogni coinvolgimento all’interno della vicenda. Un’inchiesta che, in attesa di nuovi sviluppi, mostra il volto più oscuro di quel che è diventato un vero e proprio circo del calcio.


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