Nuceria Alfaterna. “Urbem inexpugnabilibus muris cinctam”

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La Città cinta da mura inespugnabili” . Questa la descrizione che Valerio Massimo (Factorum et dictorum memorabilium libri IX, IX, 6) rimanda alle future genti, della nostra Nuceria.

Il mito racconta che Nuceria Alfaterna fu fondata dalla popolazione dei Sarrasti, mentre la storia ci dice che i fondatori di questo importante centro furono gli Etruschi che, sul finire del VII sec. a. C., unirono tutti i villaggi di capanne sparsi nell’agro nocerino-sarnese per contrastare l’espansione greca, formando una dodecapoli con a capo proprio Nuceria. La città fu così un importante centro dell’entroterra campano per molti secoli anche grazie al controllo sulle più importanti vie di comunicazione che portavano alle città di Stabia, Pompei, Capua e Reggio Calabria. Nel V sec. a. C., accanto all’antico toponimo Nuvkrinum, si aggiunse quello di Alfaternum, dal nome della tribù sannitica degli Alfaterni.

Nuceria fu quindi a capo della Lega Sannitica di cui facevano parte altre importanti città come Pompei e Stabia. Per questo notevole ruolo ospitava la presenza di un magistrato supremo, il meddix tuticus e batteva moneta propria.

Dopo la seconda guerra sannitica la città divenne alleata di Roma e per questo fu distrutta da Annibale nel 216 a. C. Durante la ricostruzione patrocinata da Roma, molti abitanti scelsero di trasferirsi ad Avella. Con Augusto divenne colonia con il titolo di Nuceria Constantia e iscritta alla tribù Menenia.

 

Nuceria Alfaterna si trovava tra i moderni comuni di Nocera Superiore Nocera Inferiore.

 

Le conoscenze su Nuceria, hanno avuto un notevole incremento grazie a interventi di scavo in alcuni punti-chiave nell’ambito della città. Si è potuto così chiarire meglio il tracciato delle fortificazioni, che circoscrivono un rettangolo di quasi m 1.000 x 1.200 c.a, e si è potuta precisare la cronologia delle due fasi più recenti di esse.

Un aggere (terrapieno difensivo ottenuto ammassando del terreno a sostegno di un muro o di una fortificazione) con cortina esterna in blocchi squadrati di tufo, che nel lato SUD è provvisto di una controscarpa in modo analogo ai settori più esposti di altre cinte campane (Pompei, Teano) e ad alcune arci sannitiche (Sepino, Monte Vairano, Monte S. Croce, Alife), ha incorporato strutture più antiche e può essere datato al tardo IV sec. a.C.

Dopo la guerra annibalica vennero edificate torri del tipo usato successivamente anche per le mura di Pompei, costruite in opera cementizia (tecnica adoperata anche per sostituire alcuni tratti di cortina e del muro di contenimento interno dell’aggere, in cui troviamo i più antichi esempî dotati di nicchie-contrafforte).

Le Mura Inespugnabili

Le mura hanno una parte di età sannitica formata da grossi blocchi di pietra tufacea in opera quadrata e una parte di età sillana in opus quasi reticulatum all’esterno e opera incerta all’interno.

Cinta Muraria. Particolare

Data per certa l’ubicazione della città e determinate forme e dimensioni dell’impianto urbanistico, di Nuceria Alfaterna si passa all’esame della struttura delle mura nella contrada PARETI, unico luogo ove esse affiorano.
E’ merito ancora una volta di don Matteo Fresa affinché si ponesse mano agli scavi in Pareti. Questi furono iniziati nel 1957 laddove in Contrada Oschito appaiono delle nicchie in opus reticulatum.  Resti della cinta muraria ed una torre vennero alla luce nella zona archeologica di Oschito durante i lavori per la costruzione del campo sportivo tra Pareti e Pucciano. Le mura presentavano una doppia cortina (una interna ed una esterna). La distanza tra le due, è di circa di 12 mt tenendo conto dello spessore del terrapieno (mt 4,00), di quello della cortina esterna (mt 3,00) e del terrapieno intermedio (mt 5,00), si raggiungono 12 mt di larghezza che con i successivi due aggeri si misurano ben 25 mt.

Della cinta muraria nella parte Nord resta una torre denominata “Cantina vecchia” alla quale si accede da via Sant’Ambruoso, situata tra il villaggio di San Clemente e quello di Santa Maria Maggiore.

Torre “Cantina Vecchia”

Ha tre feritoie sulla parete esterna, feritoie che per ragioni difensive si allargano verso l’esterno, e altre due rispettivamente sui lati est e ovest; sul lato ovest è una postierla che conserva una chiusura in muratura leggera, realizzata per permettere sortite improvvise.

A un primo tipo di torre, pieno fino al cammino di ronda, con due piani superiori coperti da travature, è succeduto un tipo dall’aspetto esteriore quasi identico, documentato solo sul lato SUD, che, a differenza degli altri, difesi da corsi d’acqua, venne munito anche di un fossato artificiale.

Queste torri più recenti, possiedono una camera inferiore a volta, da cui si accedeva tramite un pozzetto a una postierla, (piccola porta di accesso) chiusa da una muratura leggera, nascosta all’esterno dalla decorazione di «primo stile pompeiano», terminante in alto con una trabeazione dorica su cui poggiavano, sui lati di gronda, antefisse a palmetta traforata su cespo d’acanto analoghe a quelle della basilica di Pompei.

I resti della cinta muraria e le due torri sono venute alla luce casualmente. All’interno vi è un vano, che attraverso una scala di legno collegava la postierla al piano di calpestio della torre; qui sono visibili blocchi e tracce della scala in muratura che portava al piano superiore. Questa torre, della quale una parte è ancora interrata, ha la forma quadrangolare e sui lati ci sono delle feritoie.

Essa è detta “Cantina Vecchia” perché, essendo situata in un podere agricolo, in passato fu usata come cantina per l’invecchiamento dei vini. Davanti alla torre sono state portate alla luce una cisterna e tre vaschette, non comunicanti fra loro, risalenti a età medievale.

Si ringrazia Carmine Montalbano e l’Associazione Riscopriamo Nuceria per la gentile concessione delle immagini e per le fonti storiche.

Per approfondimenti e immagini:

https://www.facebook.com/Ri-Scopriamo-Nuceria-616752425026243/

http://www.archart.it/nocera-superiore-cinta-muraria.html

 

 


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