Non è mai troppo tardi per indagare – Che fine hanno fatto i cinque bambini Sodder?

Oggi la rubrica “Crimini e omicidi – il fascino dell’oscurità”, intende portare all’attenzione dei lettori il misterioso caso della scomparsa della Famiglia Sodder.

Siamo in Virginia, negli Stati Uniti, la Seconda Guerra Mondiale è ormai terminata e nel marzo 1945 viene varata la più grande portaerei del mondo, la USS Midway. Purtroppo quell’anno non sarà ricordato solamente per la ripresa della vita economica e sociale. Pochi mesi dopo, infatti, esattamente durante la Vigilia di Natale, un’intera famiglia incorre in uno degli eventi più spaventosi. Un incendio divampa a Fayetteville, sui monti Appalachi, nella casa di George Sodder, nato Soddu e originario della Sardegna, dove lui, la moglie Jennie e nove dei loro dieci figli, stanno trascorrendo il giorno di festa. I coniugi Sodder con quattro figli riescono a mettersi in salvo. I corpi degli altri cinque bambini non sono mai stati trovati.

Lapide commemorativa nel giardino dedicato ai bambini Sodder - Fonte: Nocturnia
Lapide commemorativa nel giardino dedicato ai bambini Sodder – Fonte: Nocturnia

La casa non è mai stata ricostruita, ma trasformata in un giardino dedicato alla memoria dei cinque scomparsi. I Sodder portarono sempre avanti la teoria che i loro figli fossero vivi, pur non spiegandosi l’accaduto, e arrivando persino ad affiggere un cartellone con la loro foto sulla Statale 16, offrendo una ricompensa di cinquemila dollari a chiunque avesse fornito informazioni utili a riguardo.

Facciamo un passo indietro per ricostruire questa terribile storia:

George Sodder è un italiano arrivato in America in cerca di fortuna, come tanti altri nostri connazionali a quel tempo. Prima operaio e poi autista, riesce ad aprire con il passare degli anni e il duro lavoro una sua compagnia di camion per il trasporto di materiali, soprattutto carbone.

L’amore nella sua vita arriva con Jennie Cipriani, anch’ella di origini italiane, con cui decide di sposarsi e stabilirsi a Fayetteville, centro con un’alta percentuale di immigrati italiani. Nel 1923, nasce Joe, il loro primo figlio. In seguito la famiglia si allarga con l’arrivo di John e George Junior, Marian, Maurice, Martha, Louis, Betty e Sylvia.

Nonostante Sodder non nasconda la sua spiccata antipatia politica nei confronti di Benito Mussolini, e abbia un temperamento sanguigno, la sua diventa presto una delle famiglie più rispettabili del quartiere e della comunità di immigrati.

Le sue idee politiche gli causano tuttavia nel 1945 la visita di un venditore di assicurazioni, che lo “avvisa” che la sua casa “[…] potrebbe incendiarsi e i suoi figli bruciare con essa”. A quel tempo Mussolini era già stato giustiziato, il primogenito era lontano da casa a causa della guerra, e due anni prima era nata Sylvia, l’ultima dei Sodder.

Sempre nello stesso periodo si accorgono di una macchina ferma lungo la strada, e alcuni individui che osservano i piccoli Sodder al rientro da scuola.

Alla vigilia di Natale del 1945 i bambini hanno il permesso di stare alzati un po’ più a lungo. Marion, la più grande, ha comprato dei giocattoli per i più piccoli, risparmiando sulla paga da commessa.

A mezzanotte e mezza, il telefono squilla nel silenzio della casa. La famiglia sta già dormendo e Jennie risponde alla voce sconosciuta di una donna che, in un sottofondo di risate, chiede di qualcuno che lei non conosce. Un errore, quindi. Tornando a letto nota che le luci sono ancora accese e le tende non sono tirate, come invece è solito.

All’una, qualcosa inizia a battere sul tetto, ma poi smette. Dopo mezz’ora l’odore del fumo diventa percettibile. Lo studio di George Sodder sta bruciando.

I coniugi Sodder e quattro dei loro figli, Marion, Sylvia e i due ragazzi più grandi, riescono a uscire dalla casa. I bambini che dormono, o almeno così pensano, di sopra, non hanno risposto alle grida di richiamo. Le scale sono impraticabili a causa dell’incendio divampato velocemente.

Inizialmente John Sodder dice alla polizia che era salito per avvisare i fratelli, ma poi cambia versione asserendo di averli solamente chiamati, ma di non averli visti.

I soccorsi arrivano tardi perché non è stato possibile avvisarli in tempo. Il telefono di casa Sodder è isolato, ma anche quelli del vicino e di una taverna nei pressi delle abitazioni sono fuori uso. Bisogna che qualcuno arrivi al centro della città per poter chiamare i Vigili del Fuoco.

George e i figli tentano di arrampicarsi per cercare di salvare i bambini, ma la scala è sparita. I camion, che fino al giorno prima funzionavano perfettamente, non si mettono in moto.

I pompieri, tra cui il fratello di Jennie Sodder, trovano solo cenere. Tuttavia, se i bambini fossero stati in casa, sicuramente avrebbero trovato delle ossa, di cui però non v’è traccia.

Quanto rimasto viene trasformato in un giardino in memoria dei Sodder scomparsi.

George e Jennie Sodder davanti al cartellone con i loro figli scomparsi - Fonte: Leif J. Erikson
George e Jennie Sodder davanti al cartellone con i loro figli scomparsi – Fonte: Leif J. Erikson

Le prime indagini sull’accaduto rilevano che l’incendio è stato causato da un problema elettrico, sebbene poco tempo prima George Sodder avesse fatto effettuare tutti i dovuti controlli per la messa in sicurezza della casa e delle apparecchiature.

Molteplici le domande alla base di una tragedia difficile da accettare, soprattutto per George e Jennie. Se fosse stato un corto circuito a causare l’incendio, come avrebbero potuto le luci rimanere accese? Inoltre, solamente un’ora prima il telefono era perfettamente funzionante.

La scala cercata disperatamente per raggiungere il piano superiore della casa viene ritrovata a ventitré metri di distanza dal ricovero usuale.

Più tardi viene scoperto che il cavo del telefono era stato tagliato esternamente da qualcuno che per farlo si era arrampicato a ben quattro metri da terra. A tale proposito un uomo viene identificato dai vicini e arrestato. Ammette di essere un ladro e di aver tagliato il filo de telefono, ma che non ha niente a che fare con l’incendio.

Jennie Sodder non accetta l’ipotesi per spiegare l’assenza di resti, sostenuta anche da Morris, il capo dei Vigili del Fuoco, secondo cui i bambini sono completamente arsi nell’incendio.

Lei stessa, nella disperata ricerca di una spiegazione, brucia addirittura degli animali morti, e constata che qualcosa rimane sempre. Inoltre, un impiegato del locale crematorio la informa che le ossa umane resistono a due ore di calore a 1090 °C.

Il cartellone con la ricompensa affisso per la ricerca dei bambini Sodder - Fonte: Nocturnia
Il cartellone con la ricompensa affisso per la ricerca dei bambini Sodder – Fonte: Nocturnia

L’ipotesi di un’eventuale falsa telefonata per un eventuale furto o rapimento viene scartata quando la donna che aveva chiamato per errore viene rintracciata e conferma di aver sbagliato numero.

Sebbene negli anni abbiano curato con amore il giardino dedicato ai figli, i Sodder conservano per il resto della loro vita la convinzione che i bambini siano ancora vivi da qualche parte.

Alcune persone alimentano la loro speranza con le loro testimonianze: un camionista di passaggio dice di aver visto degli individui lanciare “palle di fuoco” contro la casa, e in effetti con la primavera e lo scioglimento della neve intorno alla casa, Sylvia trova un oggetto che può corrispondere alla descrizione dell’uomo e che sembra una sorta di rudimentale bomba incendiaria. La famiglia si convince quindi che l’incendio sia iniziato dal tetto.

Alcuni testimoni sostengono di aver incontrato i bambini. Una donna dice di averli visti salire durante l’incendio su una macchina, un’altra di aver servito loro la colazione in un locale tra Fayetteville e Charleston la mattina dopo, e di aver notato una macchina con la targa della Florida nel parcheggio.

I Sodder assumono persino un investigatore privato, C. C. Tinsley, che scopre che l’assicuratore che aveva minacciato il signor Sodder ha fatto parte della giuria del coroner che ha imputato l’incendio a un incidente, e che si dice che il comandante dei Vigili Urbani abbia trovato un cuore tra le ceneri, che in seguito ha bruciato e seppellito.

Quando Sodder e Tinsley chiedono conto a Morris di tali dicerie, questi li porta dove sostiene di aver bruciato il cuore. La scatola che consegna loro però contiene il fegato di un manzo mai esposto al fuoco. Morris si giustifica dicendo che lo ha fatto per aiutare i Sodder ad accettare la morte dei figli.

I Sodder continuano le ricerche sia per conto loro, che coinvolgendo l’FBI. Il Direttore J. Edgar Hoover risponde loro personalmente spiegando che il caso non può essere gestito dall’agenzia se non richiesto dalle autorità locali. Cosa che ovviamente non avviene.

Nel 1949 un patologo di Washington D. C., Oscar Hunter, cede alle richieste di George Sodder e svolge delle nuove indagini sul sito della casa. Vengono quindi ritrovati un dizionario, alcune monete e dei frammenti umani indicati come resti di vertebre. Esaminati da Marshall T. Newman dello Smithsonian Insitution, i resti vengono indicati come appartenenti alle vertebre lombari di un unico individuo tra i sedici e i diciassette anni. Non possono perciò essere collegate a nessun dei bambini scomparsi, in quanto il più grande tra loro aveva al tempo quattordici anni. Inoltre le ossa non sono state esposte al fuoco. Non si è mai potuto sapere da chi provenissero.

Finalmente il caso suscita l’attenzione desiderata e nel 1950 ci sono altre due udienze, ma alla fine viene chiuso come insoluto. L’FBI quindi se ne interessa come possibile rapimento internazionale di bambini, ma abbandona le ricerche dopo due anni.

Una donna, Ida Crutchfield, direttrice di un albergo a Charleston, sostiene di aver visto i ragazzi in compagnia di due uomini e due donne una settimana dopo. Non è riuscita a parlare con i giovani perché uno degli uomini si è rivolto bruscamente loro in italiano e quelli si sono zittiti immediatamente. La mattina dopo molto presto hanno lasciato l’albergo. Il racconto fu preso in considerazione in quanto la donna aveva visto per la prima volta le foto dei piccoli Sodder dopo due anni dal fatto.

Negli anni sessanta I Sodder ricevono da un anonimo la foto di un ragazzo indicato come uno dei ragazzi ormai divenuto adulto.

La foto che ritrae il presunto Louis Sodder - Fonte: Nocturnia
La foto che ritrae il presunto Louis Sodder – Fonte: Nocturnia

Nel 1967 una donna scrive una lettera ai Sodder dicendo che Louis Sodder le ha rivelato la sua identità una notte, dopo essersi ubriacato. Lui e Maurice vivono in Texas. George e Jennie non riescono a parlarle. La polizia trova i due uomini, ma quelli negano di essere i bambini scomparsi.

Sempre lo stesso anno Jennie Sodder riceve una lettera senza mittente con un’affrancatura di Central City in Kentucky, contenente la foto di un uomo di circa trent’anni, simile a come avrebbe potuto essere Louis, che al tempo della tragedia aveva dieci anni.

I Sodder quindi ingaggiano un altro investigatore, ma non è possibile rintracciare il giovane uomo e l’investigatore sparisce.

George muore nel 1969. Il resto della famiglia, ad eccezione di John che sostiene che debbano accettare la morte dei fratelli, continua a cercare i bambini scomparsi.

Jennie muore vent’anni dopo.

Una delle teorie più gettonate suggerisce un’estorsione da parte della Mafia, e che forse i bambini furono portati in Italia, ipotesi non proprio assurda se si pensa che a quei tempi la malavita italiana si stava ingrandendo con la prostituzione, il contrabbando e il gioco d’azzardo. Inoltre aveva interessi nel carbone, e il trasporto del carbone era il lavoro di Sodder.

Oggi l’unica sopravvissuta è Sylvia Sodder Paxton, e non ha mai abbandonato la speranza. Sia lei, che i nipoti di George e Jennie, hanno continuato a pubblicizzare il caso anche nel Ventunesimo secolo.

"West Virginia Unsolved Murders" di Gerge e Melody Bragg - Fonte: West Virginia Division of Culture and History
“West Virginia Unsolved Murders” di Gerge e Melody Bragg – Fonte: West Virginia Division of Culture and History

Il fatto ha da sempre suscitato molta interesse. Nel duemiladodici George e Melody Bragg hanno scritto “West Virginia’s Unsolved Murders”, dedicato appunto al mistero della scomparsa dei Sodder.

Oggi una nuova casa sorge sul luogo dove arse quella dei Sodder.

Paola Bianchi                       


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