Noi, squadre di calcio senza stadio, dimenticati e mai tutelati dalle istituzioni

Importanti quasi come i ben più noti campionati professionistici di Serie A e Serie B, le cosiddette “categorie minori” di Eccellenza e Promozione, spesso vengono abbandonate al proprio destino. E non parliamo solo dei costi d’iscrizione al campionato d’appartenenza, ben 5.670 Euro per partecipare a quello d’Eccellenza e 4.950 a quello di Promozione, ma soprattutto di una tutela completamente assente in termini economici per quanto riguarda la gestione e il mantenimento delle spese da affrontare nel corso della stagione. Una su tutte, la questione relativa degli impianti sportivi.

arezzo viale gramsci stadio comunale citta di arezzo partita di calcio valida per la diciassettesima giornata del girone di ritorno del campionato nazionale dilettanti serie d cnd girone e atletico arezzo sporting terni - nella foto: bocce ferme

Spesso infatti, a questi campionati, partecipano squadre di provincia, appartenenti a cittadine, addirittura paesi e piccoli borghi, che non hanno neanche un campo su cui allenarsi e poter svolgere le proprie gare di campionato la domenica.

Le soluzioni d’emergenza adottate dalle società

La soluzione più breve per i vari presidenti e dirigenti societari, spesso è quella di spostarsi altrove, anche a chilometri di distanza dalla propria città per poter giocare le partite in casa. Oltre a disagi di tipo logistico per calciatori o sostenitori, l’aspetto più grave e se vogliamo più assurdo, sono gli ulteriori costi che la società dovrà affrontare per pagare quella determinata gara in una struttura non sua.

Stadio Itala San Marco - Gradisca

Assurdo perché, voler giocare in casa, significa evitare il pagamento e le utenze dello stadio d’appartenenza, spesso a carico del comune, e addirittura cercare di ricavare qualcosa dalla vendita dei biglietti casalinghi (spesso con una cifra non superiore ai 5 Euro) ai tifosi per assistere alla gara.

La testimonianza

Uno degli esempi lampanti di questo disagio, è sicuramente quello che sta affliggendo l’Alfaterna Pagani che partecipa al campionato di Promozione. Il dirigente del sodalizio appartenente alla città di Nocera Inferiore e Pagani, Giulio Ferrentino, ha esposto le difficoltà che sta vivendo il proprio club. foto4 “A Nocera Superiore – dice Ferrentino – non ci è stata più rinnovata la disponibilità dell’impianto, preferendo però far giocare squadre giovanili. A Castel San Giorgio poi addirittura ci hanno negato la possibilità poiché bisogna dare la precedenza alle compagini del territorio, ben due, che partecipano al campionato di Eccellenza e Prima Categoria. Il che ci ha costretto ad “emigrare” per le gare interne, sull’impianto sintetico di Siano“.

Gli ulteriori costi conseguenti a questo disagio

Giocare praticamente in trasferta ogni domenica, significa pagare alla società che detiene la gestione dell’impianto scelto per le “gare casalinghe”, un costo che oscilla fra i 150 e i 200 euro a partita, a seconda della fascia oraria stabilita. In più, cosa da non sottovalutare, bisogna aggiungere le spese di trasporto dei calciatori in pullman dal proprio quartier generale allo stadio. foto3 Insomma un disagio senza fine e senza alcuna considerazione da parte degli organi federali. Prima di ricevere il cospicuo assegno versato dai vari club per potersi iscrivere ai campionati infatti, dovrebbero dapprima controllare la disponibilità delle stesse a poter affrontare le partite casalinghe nei propri impianti (che spesso non sono neanche a norma) e poi dare il via libera all’iscrizione o almeno garantire un fondo per poter sopperire alle spese che ne conseguono da questo problema. Una possibilità che non ha mai avuto modo di concretizzarsi però e che spesso è un limite per la Lega Nazionale Dilettanti che nella maggior parte dei casi porta alla rinuncia all’iscrizione di queste squadre solo perché sfavorite da una “scomoda” posizione geografica.


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