Nocera Superiore – Il procedimento per l’adozione del Piano di Nocera Superiore è, oramai, ben avviato. Uno strumento programmatico, il Piano Urbanistico Comunale, che cambierà le vite dei cittadini e determinerà interazioni con l’ambiente, l’economia, il lavoro, l’istruzione e le attività sociali per i prossimi decenni. Il PUC, in pratica, traccia le linee programmatiche per il nostro presente e il futuro delle future generazioni, un appuntamento con la storia cui non è possibile sottrarsi. Al di là delle “belle” descrizioni programmatiche i dati numerici, contenuti nelle relazioni, sono gli unici fattori non interpretabili ma oggettivi. ne derivano considerazioni che portano a scenari che avremo modo di elencare nel seguito.

Una prima analisi calibra la situazione demografica del comune di Nocera Superiore. I dati ufficiali conducono al seguente scenario: il numero di abitanti, al 2014, di 24.307 passerà, nel 2025, a 24.708; cioè si aumenterà di 401 abitanti in 10 anni. Una crescita demografica praticamente nulla, che ha una sola chiave di lettura: Nocera Superiore non ha attrattive e non ha le condizioni economiche e di sviluppo tali da consentire ai presenti di restare ed ai nuovi di arrivare. Ma la relazione programmatica racconta ben altro e stravolge quanto essa stessa afferma. Le previsioni di piano, infatti, affermano che, pur essendo inesistente l’incremento demografico della popolazione, nel 2025 avremo 1.138 nuove famiglie. Abbiamo capito bene? In 10 anni aumenteremo di sole 401 unità, ma di 1.138 nuove famiglie?!? Leggendo la relazione programmatica è proprio così e, quindi, occorreranno 1.138 nuovi appartamenti per complessivi 749.288 mc di abitazioni. Un numero impressionante.

Il nostro futuro è per l’ennesima volta affidato al cemento ed all’edilizia residenziale per la gioia di pochi e la rassegnazione dei più. La doccia fredda, però, non finisce qui! Nel quadro strategico del piano sono indicati gli standard che la legislazione pone come minimi per ogni cittadino. In pratica, il legislatore afferma che ogni cittadino deve avere a disposizione: 4,50 mq per l’istruzione; 2,00 mq per aree destinate a servizi; 9,00 mq di spazi pubblici e verdi attrezzati; 2,50 mq di parcheggio. Moltiplicando i numeri sopra elencati per il numero di abitanti avremmo i metri quadrati minimi che ogni comunità dovrebbe avere per rispettare la legge.

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In pratica abbiamo un surplus di arre per servizi e spazi pubblici……….abbiamo capito bene? Abbiamo più aree disponibili di quelle minime necessarie? Purtroppo si! Allora il dubbio assale chi scrive e potrebbe investire chi legge: viviamo nella stessa città? Tecnicamente il piano è verificato nel dimensionamento dei nuovi standard minimi, però mancano 51.375 mq di parcheggi. Questo si traduce che non abbisognano spazi e attrezzature pubbliche, ma aree di sosta. Questi sono gli unici dati numerici che, al momento, si trovano nella relazione programmatica del Piano, il resto sono solo descrizioni. Uno scenario che, se verificato anche nella fase successiva, definirlo inquietante sarebbe poco. Il futuro programmatico è tutto nei 1.138 appartamenti che non è ben chiaro come saranno distribuiti, si parla di perequazione d’accordo, ma si parla anche di credito edilizio. E quest’ultima affermazione ci riporta ai “contenitori industriali dismessi” presenti sul nostro territorio comunale. Cosa accadrà in queste aree? Poco più di un anno fa si urlava a gran voce “dai palchi” che nemmeno un appartamento sarebbe stato realizzato nei contenitori industriali dismessi della nostra comunità, in quanto risorse per il rilancio socio-culturale e non aree pronte per una nuova speculazione residenziale.
Noi avremmo immaginato qualcosa di diverso per il nostro futuro e quello dei nostri figli. Avremmo puntato tutto su lavoro, e sulla cultura.

Lavoro: incentivando – con detassazione fino al 100% – gl’insediamenti produttivi, per creare un polo industriale d’elité, con l’obbligo imprenditoriale di “impiegare” manodopera di Nocera Superiore ed investire in formazione “ad hoc” per il nostro territorio attivando partnership con le università e scuole di 2° grado e fondazioni private;
Cultura: investire nelle nuove generazioni per creazioni di start-up che partano dalle caratteristiche principali del nostro territorio (archeologia, commercio, agricoltura, solo per fare qualche esempio). Perché è la cultura e la competenza che ci salverà (o potrebbe…), e sarà il futuro delle nuove generazioni condannate, in un mercato sempre più globale, all’abbandono di questi territori per cercare le opportunità che, oramai, non siamo più in grado di offrire.

Ci aspettavamo qualcosa di diverso, ci aspettavamo un sogno, ci aspettavamo un progetto a lungo termine ma che avesse chiare le linee guida; invece, nulla di tutto ciò, ancora una volta il nostro futuro è affidato al cemento ed al consumo di suolo, in pratica, non è cambiato nulla. È arrivato il tempo delle scelte e non possiamo permettere questa ulteriore ferita del nostro territorio, bisogna agire, con gli strumenti che l’attuale legislazione prevede, per evitare di superare il punto di non ritorno perché, alla fine, le battaglie che si perdono sono unicamente quelle che non si combattono.


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