Libri: “Ninfa Plebea”, l’educazione sentimentale di una giovane donna piena di vita e di innocenza

di Fedora Alessia Occhipinti

Nell’immaginaria Nofi fervono i preparativi per la festa della notte del 14 agosto, dedicata alla madonna di Mater Domini. Molte sono le devote che si metteranno in viaggio per rendere omaggio alla Vergine. Tra di loro ci sono Nunziata e la figlia tredicenne, Miluzza. Ed è proprio intorno a quest’ultima che si snodano le vicende dell’intera opera di Domenico Rea, “Ninfa Plebea”.

Lo sfondo è quello di una vecchia Nocera Inferiore che abbonda di piaceri occulti e di complicità grave. Siamo negli anni che precedono la seconda Guerra Mondiale. Il conflitto bellico è lo solo lo scenario in disparte di questa delicata storia, colpevole di modificarne l’ambiente, di introdurre personaggi spietati e mai ragionevoli.  Sono invece e soprattutto gli anni in cui la protagonista Miluzza vive il passaggio dall’infanzia all’adolescenza senza che la vita le risparmi povertà, ignoranza e soprusi. Dapprima semplice e spontanea, si troverà a fare i conti con la vita vera quando entrambi i genitori moriranno, e diventerà oggetto di particolari attenzioni di un importante e facoltoso uomo additandosi ira e dicerie dei suoi concittadini.

Rea attraverso le vicende della sua giovane protagonista ci racconta come il tragitto verso la felicità sia fatto di percorsi ad ostacoli e terreni dissestati. Il viaggio nell’educazione sentimentale di Miluzza è altalenante. Non è solo un processo educativo, ma un percorso naturale come quelle delle ninfee – divinità minori eternamente fanciulle –  fatto di scoperte, a partire da quella del proprio corpo fino ad arrivare alla consapevolezza che la felicità non è soltanto una chimera.

domenico_reaDomenico Rea pubblicò il romanzo nel 1992, con il quale l’estate successiva vinse il Premio Strega. Deputato di un realismo definito poi “risentito” ha saputo riportare nei suoi lavori letterari gli aspetti più umili e semplici della vita quotidiana del Mezzogiorno , tracciando profili di città moderne incastrate nella convivenza tra vecchie e nuove strutture. Il Narratore di Nofi come lui stesso si definì, raccontò in una intervista del 1975 le ragioni per la quale scelse di cambiare il nome alla città di Nocera Inferiore: “A quindici anni, quando scrissi il mio primo racconto, mi venne fatto di scrivere, invece di «C’era una volta a Nocera Inferiore… », «C’era una volta a Nofi…». Non saprei dire le ragioni motivazionali per cui si verificò questa sostituzione. Forse per non avvertire il peso di un nome di città così lungo e composto. Ma c’è un’altra versione di cui mi compiaccio. Nofi era il nome di un regno dall’orizzonte illimitato. Nocera un’identità storica, la rivale della Pompei romana, una terra di conquista di Annibale, una campagna ubertosissima ben segnalata da Luigi Einaudi. Nofi era invece una terra mia in cui qualche volta i protagonisti rassomigliavano a quelli realmente incontrati, conosciuti e frequentati di Nocera Inferiore”.
Morirà nel 1994, lasciando un’eredità di storie a tratti fiabesche fatte di immagini, metafore e rievocazioni storiche.

E sarà proprio Ninfa Plebea il primo romanzo scelto per l’iniziativa di Polis SA “Città che legge” – Il libro luogo di incontro, un progetto che coinvolge tutti coloro che amano i libri, la riflessione e la conoscenza. L’evento sarà accompagnato dalla critica di Francesco G. Forte, editore, intellettuale, agitatore culturale, dalle letture del giornalista ed intellettuale nocerino Davide Speranza e avrà un momento musicale dedicato a cura del complesso Ensemble Liceum composto da Vincenzo Volpe, Francesco Amato, Concetta Giordano e Angelo Antonacchio.

Promuovere attività culturali di questo tipo nella odierna società in cui le Biblioteche Pubbliche – la spina dorsale del diritto alla cultura –  sembrano essere fantasmi alla deriva, è fondamentale per avvicinare la popolazione alla lettura. Perché innanzitutto lettori si cresce, perché leggere rivela una qualità migliore della vita, e soprattutto perché leggere significa anteporre, soppesare ed escludere, e trovare la propria dimensione per capire meglio il mondo e farne parte.


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